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venerdì, gennaio 30, 2004
SOLIDARIETA' AGLI OPERAI DELLE ACCIAIERIE
Il mio pensiero va agli operai della mia città di origine (Terni) che in questi giorni stanno combattendo la loro battaglia più importante che è anche la battaglia di tutta la città. Oltre che 900 posti di lavoro e la condizione economica ci stiamo giocando la nostra storia, la nostra memoria, le nostre radici e 120 anni di fiera tradizione operaia.
Mai come in questo momento l'unità e la lotta sono così importanti.
Forza ragazzi, anche se sono in Svizzera sono con voi.
Per ulteriori approfondimenti rimando a questo blog.
martedì, gennaio 27, 2004
LA GIORNATA DELLA MEMORIA
Purtroppo neanche le grandi tragedie dell'umanità riescono a sfuggire alla logica del marketing, alla carità pelosa da "partita del cuore" ai presenzialismi, ai lacrimoni e ai concerti di rock-star in disarmo, all'ipocrisia di un certo mondo politico che benedice massacri 364 giorni l'anno ma che è pronto ad indignarsi e a spalare fiumi di retorica, alle magliette e ai gadget creati per l'occasione e all'oblio di tanti altri massacri tenuti nascosti per ragioni di geo-politica e agli editoriali che copiano spudoratamente il mio tema sul razzismo che scrissi in quinta elementare.
Aggiungo che purtroppo vengono spesso dimenticate le vittime non ebree dell'olocausto: zingari, omosessuali, invalidi, comunisti, testimoni di Geova ed altre minoranze etniche.
lunedì, gennaio 26, 2004
Tra poco meno di 10 anni potrò chiedere di essere naturalizzato elvetico, teoricamente la cosa mi piacerebbe ma in pratica si tratta di spendere un sacco di soldi, di studiare per superare un esame sulla storia della Confederazione, di dimostrare che sono perfettamente integrato nella comunità e di cercare di prendere meno multe. Tutto ciò per avere un passaporto che allungherebbe le file e le attese nelle dogane di tutta Europa e che ha i colori del Perugia. Al limite sono anche disposto a fare l'esame di storia, ma un piccolo sconticino potrebbero almeno farmelo...
INTELLETTUALI DI DESTRA
Cito Piero Vigorelli: "Vi ricordate il 1929? Il crollo di Wall Street e la crisi economica? E c'era quel signore con il pizzetto che si chiamava Vladimir Lenin che invocava: 'Proletari di tutto il mondo unitevi'...".
Non voglio fare la solita parte del professore antipatico ma ci tengo a ricordare a Piero Vigorelli che Vladimir Ilic detto Lenin è morto nel gennaio del 1924 e che la frase proletari di tutto il mondo unitevi è stata scritta da Karl Marx nel "Manifesto del Partito Comunista" nel 1848. Bisognerebbe spiegare a Vigorelli un po' di storia contemporanea.
domenica, gennaio 25, 2004
Oggi mega-grigliata con una coppia di amici e un piccolo gruppo di ex studenti. Praticamente tra bistecche, costarelle, salsicce e arrosticini mi sono sbaffato tre kg di carne ed abbiamo preparato il barbecue nonostante la temperatura sotto zero; il tutto accompagnato da quantità industriali di Merlot Colle d'Avra, un ottimo vino rosso ticinese.
Una bella domenica in compagnia.
venerdì, gennaio 23, 2004
Amo incredibilmente i libri dove il protagonista è un antieroe e dove i personaggi rappresentano un'umanità mediocre. Amo alla follia Dostoevskji.
giovedì, gennaio 22, 2004
ZAPPING
Quest'anno le concorrenti del grande fratello, con i loro belati e gridolini, mi sembrano più irritanti del solito.
IMBECILLI DEL MESE
Mi riferisco ai tifosi della Roma che prima della gara di Coppa Italia Roma-Milan hanno aggredito una troupe di Sky mandando in ospedale un cameraman e un operatore al montaggio e incendiando la loro automobile.
Ritengo che aggredire due lavoratori nell'espletamento delle loro mansioni solo perchè si considerano parte e complici di un sistema televisivo fortemente avversato da certe tifoserie sia una delle azioni più imbecilli immaginabili.
martedì, gennaio 20, 2004
UNA RISPOSTA E UN ACCORATO APPELLO
Un mio lettore mi chiede da che parte sto nella diatriba tra Bonolis e Striscia la notizia. Purtroppo non conosco esattamente i termini della questione, comunque posso dire, parafrasando Giampiero Mughini, che aborro i facili moralisti, i profeti dell'ovvio e i servi del padrone travestiti da ribelli.
Da alcuni giorni ho installato un contatore di accessi che comprende anche un simpatico servizio di statistiche. Il mio appello va ai miei due lettori abituali dal Canada e dalla Corea. Se ci siete battete un colpo e spiegate cosa vi spinge a leggere il mio blog.
PADRE AL LAVORO
Oggi mi è successa una cosa che ha dell'incredibile. Di tanto in tanto mi capita di collaborare con degli enti e delle aziende che organizzano corsi di formazione, vengo chiamato per delle docenze sulla sicurezza sul lavoro, sull'inserimento lavorativo e sulla legislazione sociale e del lavoro.
Un po' di tempo fa avevo dato la mia disponibilità ad un' importante organizzazione privata che organizza formazione professionale e manageriale, oggi finalmente ho avuto il colloquio con loro. Mi seleziona una donna sui 35 anni, psicologa del lavoro, molto gentile nei modi che ha subito premesso il fatto che avrei dovuto sostenere un altro colloquio con il titolare dello studio di consulenza.
Dopo aver esaminato il mio curriculum annuendo positivamente alle varie esperienza professionali comincia a farmi delle domande sulla mia vita personale, appena le ho detto di avere un figlio ha subito storto la bocca, facendomi notare che il titolare non ama molto i padri di famiglia, poichè nel loro lavoro ci vuole una disponibilità massima agli spostamenti anche con un preavviso minimo, tuttavia mi dice che, nascondendo la mia paternità, avrei avuto ottime possibilità di collaborare con loro. Le faccio notare che per un padre è una cosa abominevole rinnegare l'esistenza di un figlio e che non lo avrei mai fatto, al che lei mi propone di dire che mio figlio vive in Italia con i miei genitori.
Li ho mandati a cagare e ho rinunciato alla collaborazione.
domenica, gennaio 18, 2004
50 KG DI MERDA DAVANTI ALLA RIUNIONE DELLA LEGA NORD
Leggo ora di questo divertente avvenimento accaduto nel mese di ottobre ed immagino il duro lavoro dei netturbini della città di Bologna nel rimuovere cotanta massa organica.
Si dice che per errore siano stati rimossi alcuni partecipanti alla riunione e che riconoscere qual'era la merda è stata un'impresa di una difficoltà epica.
La mia solidarietà ai dipendenti ams della città di Bologna.
venerdì, gennaio 16, 2004
ANCHE ALLA FIERA DI RIMINI SE LA TIRANO UN CASINO
Art. 4 Regolamento per l'ingresso alla manifestazione La manifestazione è riservata agli operatori professionali che possono accedere alla manifestazione gratuitamente se in possesso di biglietto-invito regolarmente timbrato dall'azienda espositrice. Il costo del biglietto d’ingresso è comunque di € 31,00. Prezzo speciale per studenti di Scuole Professionali € 2,00. (l’ingresso agli studenti è consentito esclusivamente l’ultimo giorno di manifestazione 4 febbraio 2004) Per accedere all’esposizione ogni visitatore dovrà comprovare la propria appartenenza al settore tramite certificato di misura camerale, licenza del locale, biglietto da visita o altro documento attestante la propria professione. L’ingresso è vietato ai minori di anni 18, anche se accompagnati. Costo del biglietto: Ingresso a pagamento 31 € Biglietto invito fornito dalle aziende partecipanti
Si tratta dell'articolo 4 del regolamento di ingresso della "mostra internazionale dell'alimentazione" di Rimini. Mi preoccupano un paio di cose: la prima è che esistono anche gli articoli 1,2,3 del medesimo regolamento, la seconda è che anche un'esposizione di baristi, gelatai, ristoratori è diventata un avvenimento esclusivo per pochi eletti. Già mi immagino i gorilloni davanti ai cancelli del quartiere fieristico a controllare l'età dei partecipanti, la validità dei documenti che attestano l'appartenenza al settore e se si è in possesso delle giuste credenziali per partecipare all'esposizione di macchinari e preparati per pizzettari e per untuosi bar da insalatona o da pausa pranzo e per trattorie pseudo-tipiche.
Viviamo in un' epoca dove ad essere trendy è la logica dell'esclusione e dove ognuno si sente, a vario titolo, in dovere di tirarsela paurosamente.
Siamo sempre più circondati dalla merda e non si riesce a trovare il pulsante dello sciacquone.
giovedì, gennaio 15, 2004
IVANO FOSSATI-LA COSTRUZIONE DI UN AMORE-
La costruzione di un amore Spezza le vene delle mani Mescola il sangue col sudore Se te ne rimane La costruzione di un amore Non ripaga del dolore È come un altare di sabbia In riva al mare
La costruzione del mio amore Mi piace guardarla salire Come un grattacielo di cento piani O come un girasole Ed io ci metto l'esperienza Come su un albero di Natale Come un regalo ad una sposa Un qualcosa che sta lì e che non fa male E ad ogni piano c'è un sorriso Per ogni inverno da passare Ad ogni piano un paradiso Da consumare Dietro una porta un po' d'amore Per quando non ci saràtempo di fare l'amore Per quando farai portare via La mia sola fotografia
Ma intanto guardo questo amore Che si fa più vicino al cielo Come se dietro l'orizzonte Ci fosse ancora cielo Son io, son qui e mi meraviglia Tanto da mordermi le braccia Ma no son proprio io Lo specchio ha la mia faccia Son io che guardo questo amore Che si fa più vicino al cielo Come se dopo tanto amore Bastasse ancora il cielo E tutto ciò mi meraviglia Tanto che se finisse adesso Lo so, io chiederei Che mi crollasse addosso
E la fortuna di un amore Come lo so che può cambiare Dopo si dice l'ho fatto per fare Ma era per non morire Si dice che bello tornare alla vita Che mi era sembrata finita Che bello tornare a vedere E quel che è peggio è che è tutto vero Perché La costruzione di un amore Spezza le vene delle mani Mescola il sangue col sudore Se te ne rimane La costruzione di un amore Non ripaga del dolore È come un altare di sabbia In riva al mare
Ma intanto guardo questo amore Che si fa più vicino al cielo Come se dietro l'orizzonte Ci fosse ancora cielo Son io, son qui e mi meraviglia Tanto da mordermi le braccia Ma no son proprio io Lo specchio ha la mia faccia Son io che guardo questo amore Che si fa più vicino al cielo Come se dopo tanto amore Bastasse ancora il cielo E tutto ciò mi meraviglia Tanto che se finisse adesso Lo so, io chiederei Che mi crollasse addosso Sì E tutto ciò mi meraviglia Tanto che se finisse adesso Lo so, io chiederei Che mi crollasse addosso Sì
Trovo questa canzone bella in maniera struggente. Grande Ivano Fossati.
mercoledì, gennaio 14, 2004
COPPIE DI FATTO
Leggo che l'oramai arcinoto e reazionario Cardinale Biffi si è scagliato contro una coppia omosessuale che ha chieso al comune di Bologna il riconoscimento della propria unione.
Volevo ricordare semplicemente che tale coppia ha chiesto il riconoscimento della propria unione alle autorità civili, non ha chiesto di sposarsi in chiesa e le leggi dello Stato e della Chiesa non sono più la stessa cosa, oltretutto ci tengo a ricordare che la morale cattolica vincola solo i cattolici e non gli altri, cosa che in questi ultimi tempi si è soliti dimenticare (vd. legge sulla procreazione assistita)
Penso che prima di esprimersi su questa coppia il cardinale Biffi avrebbe dovuto domandarsi se questi due signori sono cattolici, ma non penso che questo dubbio lo abbia minimamente sfiorato.
Penso che se il nostro paese non riesce ancora a liberarsi dello stereotipo di italietta bigotta la colpa sia dei tanti piccoli Biffi che girano per la penisola. In un recente passato abbiamo sventolato la bandiera della laicità dello stato contro i talebani, ma permettiamo ai talebani di casa nostra le loro continue ingerenze sulla vita politica italiana, ingerenze che hanno un' influenza che va ben oltre la semplice e leggittimissima espressione di un'opinione e che superano abbondantemente l'apologia di razzismo come nel caso delle proposte di basare la politica di immigrazione su base religiosa.
E' ora che la sinistra si svegli su questi temi, che sono questioni centrali nella vita di milioni di cittadini, si tratta di restituire dignità e libertà alla sfera privata dell'individuo e non lasciare il monopolio dell'etica alle istituzioni più reazionarie.
martedì, gennaio 13, 2004
ANCHE SENZA I TALEBANI L'AFGHANISTAN FA UGUALMENTE SCHIFO
Le recenti vicende iraquene hanno fatto dimenticare l'Afghanistan, un altro paese sotto il giogo di un regime teocratico ed oscurantista "liberato" dalla guerra umanitaria e dalle bombe intelligenti di George W Bush e scagnozzi vari; almeno così sembrava dopo che, nei primi giorni dopo la fine dei bombardamenti, la televisione ha preconfezionato servizi con gli uomini che si radevano le lunghe barbe imposte dal regime e alcune donne che dismettevano l'odioso Burqa.
In seguito i mass-media hanno beatamente ignorato le vicende del martoriato paese asiatico.
Oggi, cercando sulla rete alcune notizie sulla vita in Afghanistan leggo che Radio Kabul trasmette spesso le canzoni di Eros Ramazzotti e di Laura Pausini, canzoni in passato messe fuorilegge dai talebani.
Devo ammettere che in fondo gli studenti coranici non avevano proprio tutti i torti...
lunedì, gennaio 12, 2004
1000 euro per il secondogenito
“Si celebra la settima Giornata della madre e del fanciullo. La Commissione provinciale per l'erogazione dei "premi di natalità" distribuisce circa 45.000 lire: gli importi variano, a seconda del numero dei figli, da 150 lire per famiglie con cinque figli a 300 lire per famiglie con dieci figli.”
(L’ha scritto la radio. Storia e testi della radio durante il fascismo, G. Isola 1998)
Dal 1° dicembre 2003 al 31 dicembre 2004: 1000 euro alle famiglie
L'assegno pari ad euro 1.000,00, di cui all'articolo 21 del decreto legge 30 settembre 2003, n. 269 (convertito in legge 24 novembre 2003 n. 326), è concesso per ogni figlio nato dal 1° dicembre 2003 al 31 dicembre 2004, che sia secondo od ulteriore per ordine di nascita.
Lo stesso assegno è concesso per ogni figlio adottato nel medesimo periodo. In caso di parto gemellare o plurigemellare, l'assegno è concesso per ogni figlio secondo od ulteriore (primo parto gemellare: l'assegno è concesso per il figlio gemello nato per secondo. Parto gemellare che segue altri parti: l'assegno è concesso per tutti i figli gemelli, essendo tutti secondogeniti, terzogeniti ecc.)
Ai fini dell'ottenimento dell'assegno la madre del bambino deve:
· essere cittadina italiana o comunitaria;
· essere residente in Italia al momento del parto del bambino ovvero al momento dell'adozione.
Il Comune di residenza della madre, all'atto dell'iscrizione anagrafica del nuovo nato o adottato, provvede a verificare il possesso dei suddetti requisiti e a trasmettere le necessarie informazioni all'INPS ai fini dell'erogazione dell'assegno.
(Tratto dal sito www.welfare.gov.it)
Stavo pensando a come sia difficile riuscire ad unire fascismo, retorica, razzismo e comicità in un unico provvedimento legislativo e finalmente il ministro Roberto Maroni ci è riuscito.
Del fascismo questo provvedimento ha la matrice e la retorica, è un provvedimento razzista poiché esclude gli extracomunitari il che dimostra che lo spirito che anima il provvedimento è lo stesso spirito di imperialismo e grandezza stracciona che animava Benito Mussolini.
Ma soprattutto è ridicolo sia nella sostanza che nella forma. Per esempio il gemello nato per primo potrebbe pensare che il governo non lo ami quanto il fratellino e riportare traumi per tutta la vita, insomma una mancettina per il fratello maggiore non potevano darla?
Perché mi è venuto in mente questo argomento? Perché gli svizzeri ci prendono per il culo da due mesi… Gli incentivi scadono il 31/12/2004 (hanno anche una data di scadenza… sic) dopo tale data è prevista una flessione del mercato delle nascite, i ginecologi hanno già sperimentato il metodo Maroni-Knaus per aumentare le probabilità di mettere alla luce un bebè nel periodo coperto da incentivi, se per caso un bambino nasce alle 23,59 e qualche secondo nel giorno dell'inizio e/o della fine degli incentivi i comuni si serviranno della moviola, si considera già nato un bambino che ha superato interamente il canale vaginale...
Spalare merda su Maroni sarebbe come sparare sulla Croce Rossa, poi non riuscirei ad essere più divertente della sua, purtroppo involontaria, autoironia.
domenica, gennaio 11, 2004
INVITO A NOZZE
Oggi sono stato invitato al matrimonio di un mio cugino, uno di quelli che vedi solo durante alcune feste natalizie ed altri matrimoni, ci sarà tutta la mia famiglia quindi mi sembra educato andare, a meno che qualche lettore di questo blog non abbia da suggerirmi una valida giustificazione, possibilmente non troppo lugubre, per quel giorno o che ci sia un'imponente esondazione del Lago Ceresio o un colpo di stato in Svizzera durante il quale vengono chiuse le frontiere.
Nonostante manchino 5 mesi alla fatidica data già sono partiti i primi pesanti interrogativi tipici dell'evento: cosa mettersi? Andare o non andare? Cosa regalare? Quanti soldi si spenderanno? E gli inevitabili pensieri sul fatto di essere presentato a centinaia di persone, sulle signore che tirano fuori dalla cassaforte tutti i loro gioielli, sui cuginetti adolescenti scocciati e trascinati li per pura convenzione sociale dagli zii.
Nel post di lunedì 5 gennaio ho descritto brevemente il mio matrimonio: non ci sono stati invitati, non c'erano abiti da sposa ne ricevimenti, ma tutto è stato come andare a fare un certificato di nascita.
Nell'ultimo matrimonio al quale sono stato invitato venivo preso come esempio negativo perchè non avevo organizzato tutto il rituale fatto da anelli di fidanzamento (ma lo sapete che in Angola c'è una guerra da 30 anni tra Unita e Mpla per il controllo dei diamanti che sono un oggetto di un'inutilità disarmante?) abiti da 6000 euro da indossare solo un giorno, mega-pranzi da 100 euro a invitato e tutto il corollario di parrucchiere, estetiste, bomboniere, servizi fotografici milionari, mutui bancari solo per permettersi il giorno del matrimonio.
Ma siamo proprio sicuri che l'anormale della situazione sia io?
venerdì, gennaio 09, 2004
UN POST ANTIFEDERALISTA E DI SOLIDARIETA' CON GLI AUTOFERROTRANVIERI
In Italia si stanno facendo i primi passi verso il federalismo, anche se sarebbe più giusto parlare di decentramento visto che creare uno stato federale nella penisola è una cazzata al di fuori di ogni logica che non ha senso alcuno ma che il manicheismo della politica italiana, la voglia di tirare dentro quei buzzurri della Lega Nord nei vari schieramenti nonchè la potenza manipolatrice dei mass-media hanno eretto a priorità assoluta negli interessi dell'Italia e degli italiani.
Gli autoferrotranvieri avevano diritto, per accordo sul rinnovo del ccnl quindi per legge, a degli aumenti nel biennio 2002-2003, tale accordo non è mai stato applicato, poichè lo stato ha tagliato i fondi alle regioni che non hanno il coraggio di applicare nuove imposte e si ritrovano prive della liquidità necessaria per pagare gli aumenti salariali a questa categoria di lavoratori, oltretutto (da figlio di ferroviere ne so qualcosa) i servizi pubblici non sono più servizi pubblici erogati a prezzo politico e coperti dalla fiscalità generale, ma sono diventati aziende che devono fare utili a tutti i costi, tanto da arrivare ad assumere gli autisti come apprendisti (può essere apprendista uno che ha preso la patente D e il Cap?)
Così per oltre due anni gli autoferrotranvieri non hanno avuto alcun adeguamento salariale al costo della vita e all'inflazione che ufficialmente è al 2,6% ma che in pratica si riassume, in molti campi, nell'equazione 1euro=1000 lire. Oltretutto il loro è un lavoro molto usurante, hanno turni e orari massacranti per dei salari che a stento superano i 1000 euro al mese il che vuol dire essere nel pieno della soglia della povertà in città come Milano e Bologna.
Ora l'informazione televisiva fa vedere gli utenti inferociti, cerca di dare alla categoria l'immagine di brutti, sporchi e cattivi, di oziosi che scioperano senza un minimo di preavviso creando dei gratuiti disagi alla popolazione, in realtà tali disagi sono stati creati dai federalisti all'amatriciana di casa nostra e da anni di politiche liberiste che stanno impoverendo in tutti i sensi la classe lavoratrice. Ho ammirato molto i francesi quando hanno fatto fronte comune con i sindacati ai tempi del governo gollista di Alain Yuppè, in Italia non riusciamo mai ad andare oltre la solita sterile guerra tra poveri, e questo è solo l'inizio.
mercoledì, gennaio 07, 2004
Enrico Deaglio
Enrico Deaglio è un intellettuale molto garbato, di estrazione borghese, qualche trascorso in "lotta continua" una laurea in medicina e un passato da medico.
Giornalista da oltre 30 anni, nonchè autore di ottimi saggi sulla storia d'Italia e sulla mafia e di ottime inchieste giornalistiche.
E' lui l'ultima vittima della censura berlusconiana. Qual'è la sua colpa? Aver intervistato il Direttore dell'Economist, un personaggio non certo tacciabile di bolscevismo, il quale ha espresso pacatamente dei giudizi negativi sul Presidente del consiglio Silvio Berlusconi.
Comincio sul serio a pensare che in Italia non ci sia più libertà.
La cosa buffa comunque è che attaccano Deaglio appellandosi alla par-condicio quando fino all'altroieri volevano abolirla.
lunedì, gennaio 05, 2004
MESSICO
Un paio di anni fa per motivi di lavoro ho passato un periodo in Messico con lo scopo di studiare le politiche di immigrazione degli Stati Uniti, fare una ricerca sugli immigrati messicani e comparare il tutto con la situazione europea.
I messicani sono persone particolarmente affascinanti, il loro pensare è un "pensare meridionale" amano la tradizione, nella società c'è un machismo nemmeno troppo velato, nel mio condominio di Città del Messico ero diventato la barzelletta del cortile perchè andavo a lavare i miei panni al lavatoio senza lasciare alle donne questo compito così poco "virile" addirittura erano le donne stesse a tenermi lontano dai fornelli (forse a causa delle mie non proprio spiccate capacità culinarie) venivo regolarmente servito e coccolato in tutto e per tutto. Un affetto ed un ospitalità incredibile.
Ma perchè in questi giorni mi ricordo del Messico? Per il semplice motivo che sono reduce dalle riunioni parentali natalizie, riunioni che avvengono tra famiglie ristrette, fatte di pochi figli oramai da diverse generazioni. Le feste e le ricorrenze familiari, nonchè i festeggiamenti per cresime, battesimi e matrimoni non mi hanno mai entusiasmato e, a meno che non si trattasse di parenti o amici particolarmente stretti, ho sempre evitato di andare. Addirittura il mio matrimonio, dettato per lo più da motivi burocratici dato che era l'unico modo per continuare a vivere in Svizzera con la mia compagna, si è svolto in una sala del municipio completamente vuota senza nessun tipo di festeggiamento.
In Messico queste riunioni sono praticamente d'obbligo e i messicani si inventano le più disparate ricorrenze pur di riunire famiglie super-allargate fatte anche di 250-300 persone, poi per te ospite essere invitato ad una di queste feste deve essere visto como un onore e il fatto che un messicano ti inviti alle ricorrenze familiari come il massimo dell'apertura nei tuoi confronti, così in poco tempo ho partecipato nell'ordine a:
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4 compleanni di bambini con tanto di piñada (rottura della pigna con dentro le caramelle)
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1 festa dei 15 anni e qui c'è molto da dire: per una ragazza la festa dei 15 anni rappresenta l'entrata nella "società degli adulti" sono feste dove è richiesto un abbigliamento super-formale, le donne generalmente vestono in abito lungo e gli uomini in giacca e cravatta, in qualsiasi classe sociale è un obbligo fare la festa alle figlie 15enni il tutto in un'atmosfera da ballo delle debuttanti e ovviamente si creano delle immancabili invidie e competizioni condominiali e parentali a chi fa la festa più bella così spesso si fanno mutui e ci si indebita fino all'osso per non essere da meno agli altri. In quell'occasione, come in molte altre, avevo ovviamente un abbigliamento non adeguato alla situazione: Jeans, giacca blu scuro, t-shirt bianca, mocassini, tanto per darvi l'idea di come ero fuoriluogo coloro che mi avevano invitato mi presentavano come un artistoide
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Una prima comunione
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Un battesimo
Che dire? Vissute dall'esterno queste ricorrenze hanno un loro folklore e un loro interesse, ma non mi vedo dentro un "sistema" di questo tipo.
sabato, gennaio 03, 2004
Ritengo veramente strano il meccanismo che, dopo alcuni mesi di distanza, rende delle persone che si sono frequentate per anni ed anni due perfetti sconosciuti.
Non c’è che dire: i messaggi che mi rimproverano di non essermi fatto più sentire li ho trovati talmente irritanti tanto da dedicare il più sentito dei vaffanculo agli autori dei medesimi.
Nonostante ora viva all’estero ho sempre conservato il numero di cellulare Tim che mi appartiene da dieci anni, ho conservato gli stessi indirizzi e-mail, il mio numero di telefono è sulle pagine bianche svizzere, ho dato a tutti il mio nuovo indirizzo fisico.
Nessuno, tra coloro che mi rimproverano di essere scomparso, si è mai sentito in dovere di farmi una telefonata, di mandarmi uno straccio di sms, di scrivermi una e-mail e nei, sempre più rari e da ora in poi inesistenti, tentativi di contattare queste persone mi sento anche rimproverare del fatto di aver “tradito” la vecchia compagnia di pseudo-amici che ho frequentato per anni.
Tutti si sentono come delle belle fiche da corteggiare, tutti devono sentirsi al centro dell’attenzione, a certa gente tutto è dovuto, e se non gli dai l’attenzione che pensano di meritare ti danno del traditore, ma poi se li inviti a casa tua non ci vengono, anche se poi li ritrovi a fare migliaia di chilometri e a spendere un sacco di soldi per passare le serate di fine anno in uno squallido hotel in stile occidentale sul Mar Rosso. Quando ritorni nei tuoi luoghi di origine hanno sempre qualcos’altro da fare, capisco che stare con il sottoscritto sia meno fashionable che frequentare certi luoghi ma per lo meno risparmiatemi le vostre ipocrite ramanzine sul “vero senso dell’amicizia” e il vostro spirito del branco da sala da biliardo.
Forse la vostra è solo invidia perché la mia vita sta riuscendo un po’ meglio della vostra o forse siete semplicemente le ennesime persone mediocri che servono solo a fare massa nella vita di un uomo.
Comunque avete confermato la mia antica convinzione sulla perfetta inutilità della compagnia stile oratorio, dei ritrovi al bar e dei condomini stile “friends”. Nella vita i rapporti autentici si contano sulle dita di una mano e sono quelli che rimangono nonostante tutto e che ti arricchiscono nel profondo.
Certe parole, certi piccoli silenzi e certi attimi con le persone che contano valgono di più di 1000 birre bevute insieme il sabato sera in qualche squallido locale con pretese di esclusività.
Da oggi in poi voi che mi avete dato del traditore siete degli emeriti sconosciuti e dovunque voi siate in questo momento fatemi un favore: restateci.
ECCOMI DI RITORNO
Finalmente ritorno alle mie piccole cose, dopo aver passato il Natale in casa con i miei genitori e la mia famiglia sono stato in Portogallo dalla famiglia di Carla per il capodanno.
Tutto sommato non avrei di che lamentarmi, a parte il fatto che, come al solito, le feste natalizie hanno sempre un qualcosa di per se irritante.
Girando per i blog noto, con un certo piacere dettato dal mal comune mezzo gaudio, che non sono l'unico a non avere in simpatia queste festività.
Stavolta sia per Natale che per Capodanno ho inviato una ventina di sms di auguri ad altrettante persone con le quali ho avuto delle relazioni di amicizia durante la mia vita, il risultato è stato che ho ricevuto tre messaggi di risposta, due dei quali irritati per il fatto che è da molto tempo che non mi faccio sentire (come se loro non facessero altro che chiamarmi) e l'altro per lo meno di cortese risposta.
Non c'è che dire: gran bei rapporti di amicizia che ho costruito!!!
Il mio augurio per il 2004 è il seguente: ANDATE TUTTI A FARE IN CULO!!!!
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