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mercoledì, marzo 31, 2004
OLTREFRONTIERA
Dopo tre settimane di assenza ho riattraversato la frontiera per fare alcuni acquisti nella zona di Como ed ho notato una serie di manifesti giganti, con la foto del presidente del consiglio, che ti spiegano quanto cazzo vanno bene le cose in Italia, poi ritorno a casa e guardo il tg4: una serie di servizi sul maltempo e sulla primavera che tarda ad arrivare.
Ma chi me l'ha fatto fare di venire in Svizzera quando prima vivevo in un paese delle meraviglie dove l'unico problema è che ogni tanto in primavera piove?
martedì, marzo 30, 2004
OFFERTA DI LAVORO
(Bastaconglistraniericherubanoillavoroaglisvizzeri)
Monsieurdosto cerca urgentemente personale addetto al montaggio mobili dell'Ikea (un guardaroba e due cassettiere)
Si richiede: nazionalità svizzera o permesso di lavoro valido, disponibilità a straordinari, laurea in scienze informatiche, in lettere antiche o in ingegneria, dottorato di ricerca o master anche in prestigiose università straniere, ottima conoscenza delle lingue nazionali e dell'inglese, sana e robusta costituzione, precedente esperienza nel montaggio dei mobili e nell'uso degli utensili utilizzati nel montaggio (avvitatori e trapani elettrici). I cittadini elvetici avranno diritto di prelazione, astenersi frontalieri e privi di permesso perchè non ho voglia di fare la trafila per chiedervi il permesso e poi fate venire le mogli e ci rubate anche lecase e gli affitti aumentano e se paghi anche la cassa malati ti tolgono il pane dalla bocca.
Si offre: Retribuzione oraria di 15 Franchi svizzeri, pari a quella di un operaio assemblatore di una qualsiasi industria di orologi del mendrisiotto, vitto incluso, contratto di lavoro temporaneo non finalizzato ad assunzione stabile.
L'annuncio è rivolto in particolar modo a tutti gli elettori dell'Udc e della Lega dei Ticinesi che sostengono, giustamente, che ci sarebbero tanti cittadini integrati nella comunità elvetica disponibili a fare i lavori più umili che gli vengono rubati dagli stranieri.
Considerato l'altissimo numero di adesioni previste si prega di prendere un appuntamento presso le sedi dei succitati partiti politici o di lasciare la propria candidatura nei commenti a questo post oppure di inviare il proprio dettagliato curriculum vitae con certificati di lavoro alla seguente e-mail: bastaconglistraniericherubanoillavoro@monsieurdosto.ch
lunedì, marzo 29, 2004
Penso alle elezioni in Francia, alla vittoria della sinistra, poi penso alla destra francese, penso alla presa di distanze che quella destra adotta nei confronti del Fronte Nazionale quando sarebbe comodo fare la somma algebrica dei voti, penso all' Italia, al folle corteggiamento che destra e sinistra hanno fatto alla Lega Nord quando faceva le sue sparate sulla secessione e apriva i suoi parlamentini di Mantova senza però rinunciare alla presenza a Roma (il finanziamento pubblico fa comodo, vero miei cari nazionalisti all'amatriciana?) penso a D'Alema che li definisce una costola della sinistra.
Penso che anche dalla Francia abbiamo molto da imparare.
domenica, marzo 28, 2004
HO RISCHIATO GROSSO...
Scopro or ora che un mio allievo di un corso occupazionale che ho tenuto quest'estate è stato arrestato per tentato uxoricidio. La stessa persona aveva pesantemente minacciato il sottoscritto poichè, non avendo raggiunto la frequenza obbligatoria del 70% del totale del corso, non avrebbe avuto l'attestato di idoneità e il contributo in denaro che elargisce l'amministrazione cantonale a chi partecipa a queste iniziative di reinserimento.
Forse ho rischiato grosso senza accorgermene.
giovedì, marzo 25, 2004
SCIOPERO GENERALE
Dicesi sciopero generale una manifestazione limitata e simbolica, organizzata dalle confederazioni sindacali, per salvare la faccia nei confronti dei lavoratori mentre loro (i sindacati) firmano accordi basati su principi quali la concertazione e la pace sociale con il risultato di lasciare intere categorie di lavoratori senza rinnovo contrattuale anche per periodi di due anni, con conseguente erosione del salario da parte dell'inflazione, e di precarizzare il mondo del lavoro.
mercoledì, marzo 24, 2004
Siamo arrivati a quota 10000 visite (3500 secondo la questura)
UN POST SERIO E UN PO' TRISTE SUL RUOLO DELL'INTELLETTUALE NELLA SOCIETA'
Non si può far altro che dar ragione a quella schiera di intellettuali che dicono che la televisione italiana e con essa tutta l'industria culturale fa schifo. Però se l'Italia è inondata televisivamente da quiz con l'aiutino, da format triti e ritriti, da rotocalchi femminili, da veline e da varietà cretini la colpa è anche la loro.
La scelta di non andare in televisione e/o di dire in televisione di non avere la televisione è anche rispettabile e condivisibile, ma è giusto lasciare da solo il popolo? E' possibile non capire che c'è bisogno dell'intervento degli intellettuali per operare un intervento di ricostruzione delle coscienze?
Molti intellettuali oggi si sono chiusi nei teatri e nelle librerie, ma in Italia la gente non legge, vuoi con l'alibi del costo dei libri, vuoi per una condizione professionale totalizzante e spesso abbruttente, vuoi perchè il libro va comprato e letto mentre l'informazione televisiva la si subisce passivamente.
Quando questi intellettuali spariscono si lascia il campo libero alla "cultura mediaset" alla Canalis, ai commentatori sportivi caciaroni, allo zelig, a Carlo Conti e ad Amadeus. Come si può pensare di rendersi utili spalando merda e disprezzo verso un universo considerato non più salvabile e assistendo alla rovina comune dall'alto di una incontaminata torre d'avorio?
P.s: Forse da questo punto di vista sono l'ultimo leninista-gramsciano rimasto in Europa.
PERLE DI SAGGEZZA POPOLARE/2
N' organizzazziò precisa e attenta nun putrà mai sustiduì na bella botta de culu
(Trad. Un'organizzazione precisa e attenta non potrà mai sostituire un bel colpo di fortuna)
PERLE DI SAGGEZZA POPOLARE/1
QUANNO LU GALLU CANTA DA GALLINA LA CASA VA IN RUINA
(trad. Quando in famiglia l'uomo non si comporta come tale, la casa va presto in rovina)
martedì, marzo 23, 2004
A SOSTEGNO DEL PEER-TO-PEER
"I mezzi di comunicazione di massa e l'industria culturale tendono ad integrare l'individuo nel sistema e tendono ad integrarlo altresì nel sistema di dominio esistente". Sono parole di Adorno uno dei principali esponenti di quella grandissima corrente sociologica chiamata "Scuola di Francoforte".
Le cinque grandi multinazionali discografiche hanno il compito, anche piuttosto manifesto, di diffondere mediante la musica un immagine del mondo condivisa da tutti, di sviluppare stili e linguaggi musicali uniformi e standardizzati, volti a creare un conformismo generale.
Se in tutto il mondo i cantautori italiani che hanno successo sono quelli con una produzione musicale nausabonda e melensa la cosa non è dovuta al fatto che la gente vuole questo, ma è dovuta alla potenza manipolatoria di quei cialtroni appartenenti ai potentati economici che oggi sono le multinazionali dell'industria culturale. Se non sei un artista allineato a questo conformismo generale semplicemente non ti distribuiscono nei negozi e sei costretto a trovare delle aree protette, la mancanza di una cultura dell'ascolto nei paesi di area latina e la visione della musica come oggetto di consumo non fa altro che amplificare questa fenomenologia.
Il peer-to-peer e più in generale la distribuzione in rete, grazie anche alla rivoluzione della banda larga, hanno contribuito in una certa misura a spezzare questo stato di cose, dando spazi di agibilità a validissimi prodotti musicali che altrimenti sarebbero stati vittima della dittatura dell'industria culturale e a perpetrare una certa cultura dell'ascolto.
Le multinazionali del settore, servendosi della politica come sempre avviene, sono subito corse ai ripari prima facendo pagare un imposta siae sui supporti vergini, quindi per cui se masterizzo le mie foto, quelle di mio figlio, i miei appunti di studio e di lavoro vengo a finanziare queste multinazionali e i diritti d'autore "sulla base delle classifiche di vendita" quindi per cui arricchirei i già pingui conti correnti di Eros Ramazzotti e di Madonna ora tramite un vergognoso decreto legge del governo italiano (il c.d decreto Urbani). Tale decreto erige i provider a censori e punisce in maniera sempre più severa chi condivide musica.
Penso che togliendo di mezzo il peer-to-peer si toglierebbe di mezzo un potente mezzo di espressione e di diffusione di gruppi musicali altrimenti sconosciuti e si toglierebbe anche di mezzo la possibilità di far capire, masterizzando e non comprando i loro cd, a certi cantant che la loro opera sarebbe più proficua in attività quali l'allevamento dei bovini o la vendita di frutta.
Per questo appoggio, condivido e diffondo questo appello.
lunedì, marzo 22, 2004
IL PARRUCCHIERE DA UOMO (un'istituzione che se ne va)
Sta scomparendo una vera e propria istituzione che resisteva da secoli: il parrucchiere da uomo.
Le regole di mercato vogliono che intraprendere il mestiere di acconciatore maschile non sia più conveniente, il vero business del settore sta nell’altra metà del cielo, così stanno nascendo i saloni unisex o le mega catene di montaggio dell’acconciatura che crescono come funghi nei centri commerciali, i vari Jean Luis David dove lavorano una quindicina di parrucchieri, in ambienti ipertrofici, che vi fanno i capelli mentre vostra moglie fa la spesa, nella piena ottica dell’ottimizzazione dei tempi e del “just in time”.
Un processo di inesorabile e rapida entropia ha colpito questa grande istituzione fatta di ritmi lenti, di un clima di ruvida familiarità e cordiale rissosità nonché di conversazioni disinvolte orientate nettamente sul calcio e sulle belle donne.
Sta scomparendo la figura del barbiere, che oltre ad essere un abile artigiano è anche dotato di una competenza trasversale sui piccoli fatti di attualità, sulla politica e la filosofia spicciola, sul calcio, sulle abitudini erotiche delle donne del quartiere, sulla comunità locale, sulle mete turistiche, sul prezzo delle pesche, sui ristoranti e i locali notturni della zona.
Sta scomparendo uno degli ultimi luoghi del “maschile” una mascolinità se vogliamo un po’ volgare e di trivio ma senza dubbio folcloristica e compagnona, ricordo ancora i calendarietti con le “donnine” con quella loro aroma di colonia, la colonia “da barbiere” che dalle mie parti voleva dire profumo non particolarmente ricercato, piccoli ammennicoli che rappresentavano un’ icona del carattere prettamente maschile di quei luoghi; ho letto da qualche parte che ci fu una ribellione delle femministe contro quei calendarietti, a volte le donne deludono, si scagliano contro i calendarietti innocenti ma stanno in silenzio di fronte ai calendari con modelle pagate fior di miliardi per vendere l’immagine del loro corpo (vero femministe?).
Purtroppo molti di loro hanno già chiuso, altri chiuderanno presto, resisteranno alcuni, resteranno un po’ più a lungo nelle campagne e nei piccoli centri, le nuove leve apriranno locali unisex.
Mi mancheranno molto quella sale d’attesa con ogni sorta di giornale e periodico sportivo, con i giornalini erotici e l’attestato di partecipazione al torneo “forbice d’oro” appiccicato al muro, mi mancheranno molto i Giuà, i Gilberto e i Beppe tipici nomi da acconciatore, mi mancherà quell’informale complicità tra i clienti di certi saloni.
Mi mancherete molto e ogni tanto il mio pensiero correrà a voi. Siete un pezzo di vita che se ne va.
MENO TASSE PER TOTTI
E' in arrivo un decreto del governo che consentirà alle squadre di calcio di dilazionare, in cinque anni, le imposte dovute allo stato italiano.
Propongo a tutti i miei connazionali di dilazionare in egual maniera l'ICI, l'irpef, la tassa sui rifiuti, le bollette per le utenze e la RCauto, visto che possono farlo le squadre di calcio non vedo perchè non possano farlo anche i comuni cittadini.
domenica, marzo 21, 2004
PER ESSERE UN BLOGGER RISPETTABILE
Ho una fan. Sembra impossibile ma è così, ho avuto modo di incontrare per un caffè l'amica Lucia di Lugano, che domani aprirà il suo blog. Ci siamo visti al caffè Caruso, un bar di Piazza Riforma dove a mio avviso fanno il caffè migliore della città, meglio anche di quello del "Federale" un bell'incontro con una bella persona, la grazia e l'eleganza svizzera in abiti femminili, una ragazza di 23-24 anni che si è addirittura imparata quasi a memoria alcuni dei miei post, come io ho imparato a memoria vari passi dei film di Fantozzi.
Un incontro di un paio d'ore tra caffè, cioccolate e un pezzo di torta approfittando della giornata primaverile sui tavoli all'aperto. Si è parlato di blog, della Svizzera e di quello che facciamo nella vita, mi sono portato anche il mio cane Swami con il quale dopo l'incontro abbiamo lungamente passeggiato per le vie del centro. Ho deciso di trattarmi bene, ho mangiato in un ristorante una tagliata ai funghi e alla scamorza su un "cappello" di pane accompagnando tutto con un vinello rosso, poi ho passeggiato di nuovo per il lungolago, ho fatto un giretto in macchina e sono tornato a casa.
Il fatto di avere una fan, così come il fatto di essere stato a suo tempo vittima di Sfottex, mi rende un blogger di una certa rispettabilità, ora per essere un blogger a tutto tondo mi manca la polemicuccia a distanza con un altro blogger o con un lettore. Possibile che tra coloro che capitano in questo blog non ci sia un leghista, un fascista, un elettore dell'Udc che vorrebbe mandare via gli stranieri dalla Svizzera, un elettore della casa della Libertà che pensa seriamente che gli spagnoli hanno votato per Bin Laden, qualcuno che pensa che Berlusconi stia governando bene e che sia un grande statista, un ultrà del Perugia, un poliziotto svizzero che si sente offeso dai miei post e che trova i miei post offensivi nei confronti della nazione che mi ospita?
Se ci siete fatevi avanti.
sabato, marzo 20, 2004
OGGI SPALIAMO QUINTALI DI LETAME SU... GIULIANO FERRARA
Giuliano Ferrara dice che questa destra è cialtrona, che Berlusconi è molto bravo a farsi gli affari suoi e che il suo garantismo è un garantismo solo verso i corruttori e i concussi, dice anche di non sostenere questo governo.
Onestamente non avevo mai capito il suo non sostegno al governo visto che da oramai qualche anno dirige un giornale che è la quinta essenza della governatività e che nella sua apparizioni televisive, parlando della guerra in Iraq, è sempre stato più filo-governativo del governo, più filo-americano degli americani, più a destra della destra. E' fin dai tempi della prima repubblica cha è sempre corso in soccorso dei vincitori, che questi si chiamino Craxi o Berlusconi, si è pure vantato di aver fatto parte dei servizi segreti occidentali.
Un vero e proprio convertito dell'ultima ora, un vero e prorpio sorcio che fugge dalla barca che sta affondando, lui l'unico uomo al mondo che credeva alle foto sbiadite e alle polverine bianche di Colin Powell davanti all'assemblea dell'Onu che avrebbero dimostrato il possesso delle armi chimiche da parte dell'Iraq, lui il boicottatore delle trasmissioni di Santoro, lui il servo di mediaset, lui la pesante velina del polo delle libertà sempre pronto al salto della barricata per fare i suoi interessi, uomo per tutte le stagioni, buzzurro pseudo-intellettuale da mercatino di borgata. Spero solo che la sinistra non tenti vergognosi approcci e che lo lasci ad altri 10 anni di abbraccio mortale con Berlusconi.
UNA SERATINA DA ANTIEROE
Oggi sono andato al cinema da solo, come tanto tempo fa. Approfittando dell'assenza di mia moglie e di mio figlio mi gusto di nuovo i piccoli piaceri da single "non figo" che mi ero perso. Quanti ricordi... Ho anche cenato al bar della stazione. Una serata da vero anti-eroe. Il cinema era anche una multisala triste, con l'ampio parcheggio riservato, i secchielli di popcorn giganti, le luci, i marmi, il foyer, i biglietti numerati, le cassiere che ti parlano da dietro il vetro anti-proiettile con l'altoparlante, che hai preso un solo biglietto lo hanno capito anche 10 persone che ti stanno dietro in fila, certi posti sembrano fatti per mettere alla gogna gli sconfitti. Anche il cinema luogo buio, di solitudine, quasi onanistico se vogliamo, è diventato una sorta di luna park della socialità, molte sale è uguale a molta gente. Dieci o anche quindici anni fa andavo al vecchio Antoniano di Terni a passare le mie serate solitarie da sfigato. Ho passato un'adolescenza a elaborare la solitudine, ho passato un'adolescenza a sventolare il mio stile da sconfitto. Approfitterò di questi giorni di solitudine per un simpatico revival. Amici, per le serate compagnone ci sarà tempo.
venerdì, marzo 19, 2004
Sono un logorroico...
giovedì, marzo 18, 2004
Sto guardando il grande fratello, trovo inquietante Katia un po' perchè trovo volgari le finte bionde un po' perchè come dice il sito del grande fratello "Ha 25 anni e lavoro in un agenzia di moda, pratica lo snowboard e il beach volley anche se preferisce stancare i suoi muscoli a spasso per vetrine, dove coltiva il suo hobby preferito, lo shopping. Ha scelto di partecipare al grande fratello perchè cerca un'esperienza sconvolgente" Insomma... una tipa cool, decisamente alla moda e trendy, attenta all'immagine. Un non-figo e un non-trendy come il sottoscritto in questi casi auspica il ripristino dei gulag, la tipa in questione farà tanti soldini per fare tanto shopping. La società liberale da a tutti gli stessi strumenti per l'affermazione e ciascuno va avanti secondo i propri meriti. Per quale oscura ragione morale alla base del fondamento della società capitalista katia meriterebbe e una qualsiasi adolescente della Guinea Bissau no?
RIFLESSIONI SULLA CLASSE OPERAIA E SU UNA GIORNATA DI MERDA
Giornata di merda. Avete presente quella ricerca che sto facendo in quella azienda del varesotto? (vd. post del 3 marzo).
Ho vagamente accennato alle tante piccole meschinerie dell'ambiente di questa fabbrica, un ambiente fatto di soprusi e nonnismo da parte dei capiturno, maltrattamenti nei confronti dei lavoratori, delazioni, spiate, urli a chi non si impegna nel lavoro nonchè, ciliegina sulla torta, atteggiamenti razzisti nei confronti degli stranieri. E' incredibile il comportamento di servilismo nei confronti dell'azienda che hanno certi capetti, i loro modi scortesi, i loro grugniti nei loro dialettacci lombardi, oggi non ho potuto fare a meno che far notare ad uno di questi tipi in questione quanta pena mi facesse e l'antistima che ho nei suoi confronti, dopo avergli spiegato il significato della parola antistima l'animale in questione non l'ha presa molto bene e per poco non veniamo alle mani.
Una persona del genere sicuramente avrà votato no al referendum sulla scala mobile (probabilmente senza capire per cosa stava votando) sarebbe pronta a prendere le armi per difendere i privilegi di quel negriero che lo mette davanti ad una pressa otto ore a turno con possibilità di straordinari senza pausa di legge che se devi andare in bagno devi avvantaggiarti sui ritmi della macchina per 900 euro al mese. Immagino il triste bilocale dove vive in un paesino nebbioso del varesotto, immagino la sua famiglia, i loro latrati durante le rade conversazioni sugli stranieri che puzzano e vengono qui a spacciare e i negri che rubano il lavoro di noi italiani e i meridionali che non fanno un cazzo mentre noi del nord si che si lavora, immagino il suo mutuo trentennale per comprarsi l'audi a4, immagino una copia ingiallita de "La Padania" sul mobiletto d'ingresso sopra ad una copia di "Chi" lo immagino ripetere i discorsi che fa in fabbrica contro quei froci con l'orecchino e i capelli blu che non fanno un cazzo dalla mattina alla sera e che ha ragione Bossi che era meglio quando c'era Mussolini e tutta sta merda non si vedeva in giro.
Se l'Italia oggi è un posto di merda è grazie a tanta gente come lui.
Come se non bastasse oggi la Ternana non è andata oltre uno squallido 0-0 contro il Como, mia moglie e mio figlio saranno fino a Lunedì in Portogallo, visto che una cugina di mia moglie ha messo al mondo una splendida bambina, io sono rimasto solo in casa con il cane, in Kosovo sono ripresi gli scontri etnici nonostante la guerra umanitaria della sinistra, i miei vicini di casa Serbi rievocano il ritorno di Milosevic, su canale 5 impazza il grande fratello, sulla rai la talpa, sulla tsi una trasmissione di commenti sulla prima sessione del parlamento federale, che tanto per capirci è un luogo formato da tante damine del the colpite dall'arteriosclerosi e dalle più svariate malattie senili, e una partita di Hockey su ghiaccio, uno sport che non capisco, la televisione svizzera francese non la capisco molto, quella svizzero-tedesca la capirei meglio se parlassero il tedesco non quel dialettaccio zurighese. Sono incerto se farmi un'ingozzata di Vicks medi nait o se guardarmi il dvd dell'immortale "amici miei"
mercoledì, marzo 17, 2004
Detesto fortemente i blog nati sull'onda lunga di Melissa P. fatti da sedicenti assatanate e ninfomani così come quelli che emulano una beat generation di maniera fatti dai tanti Charles Bukowski del vercellese e nichilisti del frusinate. In questi casi virtuale è uguale a fasullo.
L'Italia va a rotoli e lui parla del Milan...
martedì, marzo 16, 2004
IL MIO RAPPORTO CON LE CHAT
Non mi vergogno ad ammetterlo: il mio rapporto, con punte di compulsività, con le chat era dovuto al fatto che, durante il periodo universitario, ero un uomo piuttosto solo e preferivo mettermi in gioco tramite rapporti telemetici piuttosto che con le relazioni faccia a faccia. L'episodio citato nel mio post del 31/10, a sua volta citato da Lucia nei commenti del post precedente avvenne in un periodo che non avevo una storia sentimentale seria da oltre un paio di anni, non avevo una vita sessuale ed ero quello che negli Stati Uniti si chiama nerd ossia "ragazzo non figo" per non dire decisamente sfigato, anzi probabilmente lo sono sempre stato e lo sono ancora ma in quel periodo mi ci sentivo e si sa che le iperconvinzioni divengono poi vere quando si parla delle loro conseguenze. Il fatto poi di essere fuori moda, di non amare, e non amo tuttora, tutti i comportamenti, i luoghi e i modi di essere, di vestirsi considerati trendy e di essere del tutto squattrinato mi rendevano, se non sgradevole, per nulla attraente all'occhio femminile. Non avevo ancora conosciuto mia moglie Carla che oltre ad essere la donna della mia vita, la mia famiglia, la madre di mio figlio, il grande amore è stata anche il mio riscatto.
Così ero caduto nella tremenda illusione che i rapporti che nascono in chat, proprio perchè non condizionati dall'apparire, erano rapporti più autentici e che quello sarebbe stato un mondo dove i "belli dentro" avrebbero avuto la loro riscossa, il riscatto di tutti i nerds del mondo. Ho conosciuto diverse persone in chat più o meno sincere, alcuni sono stati bellissimi incontri, altri invece incontri con persone psicopatiche. Il fatto di essere un blogger è uno stadio più avanzato dell'essere un frequentatore di chat-line e spesso le due situazioni sono compenetranti.
L'incontro oggetto del post in questione è stato un toccare il fondo. In quel toccare il fondo c'è stata una duplice valenza: una passiva, rappresentata dalla demoralizzazione del momento, ma anche un sentimento attivo dettato dalla massima che una volta toccato il fondo si può solo risalire e dalla voglia di ricostruire sulle macerie. Ho capito che il reale e il virtuale in fondo sono la stessa cosa e ad avere maggiore fiducia in me stesso. Il non avere più rapporti di chat per me ha significato ricominciare a vivere.
lunedì, marzo 15, 2004
Mi preoccupa, e non poco, questo processo di "santificazione" dell'ETA.
Vabbè... Stavolta non c'entravano niente ma da qui a dipingerli come una sorta di banditi gentiluomini ce ne corre.
UNA LEZIONE DALLA SPAGNA
In Spagna hanno mandato a casa un governo, virtualmente vincitore secondo tutti i pronostici pre-elettorali, perchè ha nascosto la verità su una strage. Hanno vinto i socialisti benchè ce l'abbiano messa tutta per perdere queste elezioni, in primo luogo presentando un candidato abbastanza anonimo e senza alcun carisma, appiattito come oramai gran parte della sinistra moderata europea, su posizioni neo-liberiste, benchè decisamente non interventista nella guerra contro l'Iraq; in secondo luogo gufandosi da soli, rassegnandosi alla sconfitta che pareva inevitabile e accontentandosi di una disfattina (sarebbe bastato che i popolari non avessero avuto la maggioranza assoluta).
Grandissima la maturità dimostrata dal popolo spagnolo, hanno fatto pagare al PP il basso profilo della posizione del governo in occasione della strage, il clima da guerra civile e di lotta dura ai movimenti per le autonomie nazionali e le bugie dette sulle presunte responsabilità dell'ETA nella tragedia di Madrid nonchè, almeno penso, la posizione della Spagna in politica internazionale, una posizione di puro appiattimento sulla dottrina statunitense della guerra preventiva.
Dalla penisola iberica è arrivata una grande lezione per noi italiani. Non è passata la retorica militarista e nazionalista di Aznar. La sinistra ha vinto e ciò mi rende felice.
domenica, marzo 14, 2004
ACCORCIA LA NOTTE ALLUNGA LA VITA
"E’ lo slogan scelto dal Ministro per i Rapporti con il Parlamento per gli spot che daranno il via ad una campagna informativa sulla nuova legge per le discoteche presentata in una Conferenza stampa a Palazzo Chigi il 26 febbraio scorso. Continua, nel frattempo, l'esame parlamentare del disegno di legge per fronteggiare il fenomeno delle cosiddette "stragi del sabato sera" approvato dal Governo, nella riunione del 19 giugno 2003. Il provvedimento disciplina taluni aspetti dell'esercizio dei locali di intrattenimento e di svago per arginare il gravissimo fenomeno che colpisce principalmente i giovani e giovanissimi che escono dalle discoteche. Vittime di abuso di bevande alcoliche distribuite senza limiti di orario, di inquinamento acustico e visivo con riflessi alterati ed eccessiva stanchezza, i giovani causano e subiscono quasi la metà degli incidenti stradali notturni in special modo nei giorni prefestivi."
MA ANDATE A FARE IN CULO!!!
Dopo il vile e orrendo attentato di Madrid, dopo che si è scoperto che la matrice potrebbe essere Araba, dopo gli altrettanto nauseabondi rimpiattini del tipo "se è stata l'Eta è un affare interno spagnolo se è stata al queda è un affare internazionale" mi viene da pensare che oramai queste sono cose che possono succedere ovunque.
Egoisticamente posso dire di vivere, forse, nel posto più sicuro del mondo da questo punto di vista, nessuno andrà mai a rompere le balle alla Svizzera o alla Norvegia o ad altri paesi che hanno deciso per il non allineamento, che non si sono messi sull'attenti davanti alla dottrina di imperialismo occidentale, davanti ai diktat degli Stati Uniti e il peggio sarebbe farsi condizionare da questo clima di paura e da terza guerra mondiale, in fondo coloro che predicano e praticano l'odio è questo che vogliono.
Stranamente ciò che attualmente temo di più sono le misure di restringimento della libertà individuale che i governi occidentali adotteranno in nome della lotta al terrorismo, la caccia alle streghe che ne conseguirà inevitabilmente, la guerre preventive che ne seguiranno, le spirali d'odio che non si fermeranno mai, la retorica patriottica e militarista, i piagnistei, le ipocrisie e i concerti di rockstar in disarmo per gli anniversari delle stragi e un' altra strage che perderà la sua autenticità, il suo dolore umano intorno a tutte queste iperboli che la circonderanno.
giovedì, marzo 11, 2004
VERGOGNIAMOCI PER LORO
(THE SHOW MUST GO ON)
Si svolgeranno regolarmente le partite di calcio Villarreal-Roma e le altre tre partite del primo turno degli ottavi della Coppa Uefa che interessano le squadre spagnole (Celtic-Barcellona, Genclerbirligi-Valencia e Newcastle-Mallorca). La federazione europea ha ritenuto opportuno non accogliere la richiesta di rinvio avanzata dai quattro club spagnoli, nonostante una tragedia di proporzioni immense abbia colpito il paese iberico. E' il calcio dei miliardi che non si ferma davanti a nulla, ed ora non mi vengano a dire che il mantenimento della "normalità" è la miglior risposta al terrorismo, non mi vengano a dire che una misura così vergognosa non è stata presa in nome dei diritti televisivi e degli interessi degli sponsor, addirittura leggo inorridito le dichiarazioni di un dirigente UEFA che recitano più o meno "non abbiamo fermato le coppe europee dopo la strage dell'11 settembre che ha visto 3000 morti e non le fermeremo ora che i morti sono 200" ragionamenti da ragioniere delle stragi dei quali bisogna solo vergognarsi.
Indipendentemente dal sangue versato lo show andrà avanti, il calendario è fitto, i biglietti sono stati già venduti, importati aziende nel panorama mondiale hanno fatto forti investimenti sulle manifestazioni sportive, il tutto dimenticandosi dei problemi che esistono fuori del rettangolo di gioco. Spero solo che gli spettatori oggi non vadano allo stadio, che i giocatori non scendano in campo e che gli sponsor non facciano cause per riavere indietro i soldi.
Ci sono dei momenti della vita in cui è necessario fermarsi e riflettere.
A tutti gli spagnoli vanno le mie più sentite condoglianze.

Se i metodi sono questi le ragioni non contano nulla
lunedì, marzo 08, 2004
UN' INIZIATIVA PER LA FESTA DELLA DONNA
Nel Bangladesh ogni anno circa 250 donne vengono sfigurate con l'acido solforico per le ragioni più banali: perchè rimangono incinte senza essere sposate, perchè rifiutano un corteggiamento o semplicemente come forma di ripudio da parte del marito.
Esiste un'associzione che aiuta le donne vittime di questa terribile brutalità. Chiunque volesse contribuire può farlo con le seguenti modalità:
per mezzo del conto corrente bancario n.10.000 Credito Italiano Agenzia 36 Milano (ABI 2008 CAB 1636), oppure conto corrente postale n.902205, intestati a :Coopi – Un volto per la vita (Via De Lemene, 50 – 20151 Milano). Per i versamenti con carta di credito, numero verde 800-11 77 55 (fonte www.donnanews.it).
Il mio personalissimo invito rivolto a tutte le donne è di donare i soldi che spenderebbero nei locali dove ci sono i manzi che si spogliano o in gigolò, prendendo questa giornata come pretesto per copiare i lati peggiori degli uomini, a questa associazione.
Solo con queste iniziative si può dare un senso a questa giornata.
sabato, marzo 06, 2004
POLIZIOTTI
Ieri, passeggiando per il centro di Lugano, ho ricevuto un volantino dove venivo invitato a solidarizzare con la polizia cantonale, costretta a lavorare in condizioni difficili e con salari bassi.
Non ci penso neanche lontanamente a solidarizzare con i poliziotti.
Dovrei essere solidale con quegli zoticoni montanari che quando parlano sembra che abbiano uno strofinaccio in bocca? Essere solidale con quegli agenti che appena sentono che hai un accento che denota delle origini a sud di Milano ti multano per le più colossali inezie? Essere solidale con quei signori in divisa che insultano gli stranieri e li terrorizzano? Essere solidale con quei ragazzetti pieni di muscoli ed inflessioni dialettali che mi mostrano il tesserino per essere interrogati per primi o per mercanteggiare un voto migliore visto che “ad uno straniero fa sempre comodo essere amico di un poliziotto” agli esami e che mostrano lo stesso tesserino per entrare gratis nei locali? Essere solidale con coloro che finito il turno smettono la divisa e vanno a fare le loro spedizioni punitive nei centri di smistamento per richiedenti asilo? Essere solidale con quei nostalgici di Schwarzenbach?
Le forze dell’ordine quando diventano lamentose diventano insopportabili. Sonnolenti quando si tratta di affrontare la grande criminalità finanziaria, di una nazistoide prepotenza quando si tratta di perseguire il 15enne che fa un graffito su un muro o l’asilante disperato che ruba un pollo in un supermercato, ora vengono a dipingere il loro mestiere come se fosse sulla falsariga delle fiction della Rai su polizia, carabinieri e compagnia bella, dando un’ immagine distorta della realtà fatta spesso di codardia e di piccoli soprusi nei confronti dei più indifesi.
Vi ricordo che in Svizzera ci sono intere categorie di lavoratori che corrono più pericoli dei poliziotti e con turni di lavoro e condizioni salariali da sfruttamento, mi riferisco agli operai edili, ai netturbini, agli addetti dell’industria degli orologi, e il voler far apparire gli arroganti tutori dell’ordine come vessate vittime è una cosa che può entusiasmare solo la più becera destra populista.
mercoledì, marzo 03, 2004
Il perchè di questi miei giorni di assenza:
- Non ho avuto nulla da dire
- Ho avuto molto altro da fare
- Passo il mio tempo tra scuola e una fabbrica dove sto facendo una ricerca sociologica, basata sull'osservazione partecipante, venendo a contatto con le infime meschinerie che caratterizzano l'ambiente operaio.
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