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mercoledì, giugno 30, 2004
REGALI KITSCH
Ho la paurosa tendenza a ricevere, per ogni ricorrenza, dei regali che sono il massimo del kitsch, ma così kitsch da superare ogni umana immaginazione.
In passato vi ho parlato dell’alano di porcellana a grandezza naturale, da mettere di fianco alla porta di ingresso, che ho ricevuto in occasione del mio trasloco, oggetto che per il momento giace in cantina. Per il mio compleanno invece ho ricevuto, da un parente di mia moglie, un’agghiacciante cravatta a quadrettoni scozzesi e fondo nero con calzettoni di lana coordinati. Come se non bastasse il tipo in questione ha omaggiato la mia signora di un paio di pantaloni di flanella bianco e neri a scacchi.
Non mi resta che mandare un biglietto di ringraziamento con accluso un bel carretto siciliano, tanto per rimanere in tema di utilità e buon gusto.
martedì, giugno 29, 2004
COLLOQUIO DI LAVORO
Ogni volta che comincio a sentire un po’ di nostalgia per l’Italia c’è sempre qualcuno che mi porta, brutalmente, con i piedi per terra.
Come ho avuto modo di far intendere in questo blog, affianco spesso al mio lavoro di insegnante e ricercatore alcune collaborazioni come consulente per la formazione e come docente in corsi sulla legislazione, la sicurezza, l’organizzazione del lavoro e l’inserimento lavorativo. Oramai, vuoi per necessità, vuoi soprattutto per soddisfazione personale faccio tutto ciò da diverso tempo e devo dire che le collaborazioni in genere non mancano mai, soprattutto in Svizzera.
Stamattina sono stato a Milano per sostenere un colloquio con una delle più blasonate società di consulenza. Dopo tre quarti d’ora di anticamera, una forma di maleducazione tout court che viene vissuta quasi come segno di rispettabilità da parte dell’azienda, vengo convocato nell’ufficio di un manager che comincia a esaminarmi con delle domandine psico-attitudinali da manuale di psicologia generale di istituto magistrale poi, ovviamente senza spiegarmi nulla sulle caratteristiche della collaborazione offerta ma dandomi vaghe rassicurazioni che mi avrebbero presto chiamato, fa per congedarmi; al che comincio a fare delle domande su vari aspetti compreso l’aspetto economico, a tali domande ricevo come risposta delle frasi sul tono: “ci siamo appena conosciuti e già lei avanza delle pretese!?” oppure “ringrazi che le sto offrendo un lavoro” il tutto con un atteggiamento la cui arroganza è facilmente immaginabile.
Purtroppo per la stragrande maggioranza dei datori di lavoro italiani il rapporto lavorativo non ha una natura contrattualistica, non nasce dal consenso tra le due parti, ma è una concessione unilaterale del datore di lavoro, il quale non è neanche tenuto a spiegare in cosa consiste l’impiego offerto.
In Svizzera ho fatto diversi colloqui di lavoro di questo tipo e una caratteristica costante del colloquio è che esso consiste, almeno per il 50%, in spiegazioni da parte del selezionatore sulle caratteristiche e sulle condizioni del futuro impiego e tali spiegazioni si concludono sempre con un: “detto questo ha qualche osservazione da fare?”
lunedì, giugno 28, 2004
UNA LUNGA NOTTE... DI SILENZIO
Ieri notte non ho potuto fare a meno di notare che le reti Mediaset non hanno fatto alcun accenno all'andamento dei ballottaggi delle elezioni amministrative, i quali hanno visto una sconfitta della compagine di governo in importanti realtà, continuando a trasmettere le solite cretinate e trincerandosi in un laconico silenzio quasi ad ignorare l'evento.
Prima di andare a letto ho dato un'occhiata a Mediavideo che per molte ore ha trasmesso la stessa "Ultima Ora" con il titolo: "Provincia di Bergamo Centrodestra in vantaggio".
Gran cosa l'informazione nelle reti del cavaliere...
domenica, giugno 27, 2004
TEMPI MODERNI
Rieccomi sano e salvo dal matrimonio. Ferma restando la mia sostanziale disapprovazione verso questi eventi di convivio familiare devo dire che il matrimonio di ieri è stato meno sgradevole del solito in quanto gli sposi hanno avuto la felice intuizione di affittare una bella villa di campagna e di evitare una giornata intera passata seduti al chiuso.
Ciò che mi ha immediatamente stupito è stato il sentir parlare i parenti della sposa e la sposa stessa con una cadenza torinese. Sapevo che mio cugino lavorava come tecnico in un’azienda metalmeccanica di Terni e mi sono quindi domandato che rapporti avesse con Torino, appena chiesto come si sono conosciuti si è svelato l’arcano: si sono conosciuti su internet e dopo un periodo di conoscenza a distanza e di convivenza a Terni hanno fatto il grande passo e si sono sposati.
Tra gli invitati c’erano anche alcuni ragazzi amici di chat frequentatori del canale irc dove i due si sono conosciuti, tra di loro c’erano anche alcune coppie che hanno visto nascere e crescere la loro relazione nelle autostrade informatiche e nei salotti virtuali, abbiamo così passato il tempo a parlare delle ultime novità on-line.
La cosa mi ha incuriosito ed in un certo senso impressionato in maniera positiva, ed è così quindi che la tecnologia può assumere aspetti nuovi e inattesi. Così come la radio cent’anni fa rivoluzionò la comunicazione tra gli umani e la televisione un po’ dopo la rese pericolosamente ammaliante, adesso internet consente di creare delle relazioni e dei confronti che superano i limiti della relazione faccia a faccia e i limiti spaziali imposti dalla distanza e dai muri fisici, mentali e culturali nella comunicazione.
Ma è vera comunicazione questa? Forse…
sabato, giugno 26, 2004
MATRIMONIO
Ho tentato fino all’ultimo di scampare questo evento familiare ma, alla fine, anche mio fratello si è messo contro di me così che non ho potuto far altro che accettare a malincuore l’invito.
Già stamattina al primo giro di parenti è stato tutto un chiedere quando farò anch’io un matrimonio vero (per me possono aspettare anche 80 anni…).
Inoltre ho avuto dallo sposo l’incarico di filmare la cerimonia, proprio io che sono allergico alle chiese…
Per il resto tutto sta andando come negli altri matrimoni ai quali, sempre mio malgrado, ho partecipato: tutte la donne invitate DEVONO andare dal parrucchiere, è un po’ come portare la macchina a fare il tagliando prima della partenza per un lungo viaggio, già stamattina sono stato presentato come “lo svizzero” ad un centinaio di persone di cui non conosco il nome.
Il resto arriverà oggi pomeriggio dalle 17 in poi, oramai non se ne fugge.
venerdì, giugno 25, 2004
COSI' E' LA VITA
Oggi ho avuto un raccapricciante incontro con il responsabile di un punto vendita di una grande catena internazionale di supermercati presso la quale, nel mese di Luglio, terrò dei corsi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e i diritti/doveri dei lavoratori ai dipendenti. Raccapricciante perchè il tipo in questione si lamentava delle cassiere che, nelle ore di punta, non riescono a raggiungere una produttività di 60 clienti/ora. Per far si che questo obiettivo venga raggiunto ha appena deciso di eliminare le sedie dal suo negozio raccontandomi tutto ciò con una certa punta d'orgoglio.
Stasera partirò nuovamente per Terni dove domani mi aspetta un altrettanto raccapricciante matrimonio di un cugino, un vero e proprio salasso economico e mentale dal quale non ho potuto esimermi per non turbare precari equilibri familiari. Così è la vita...
PORTOGHESI
Oggi siamo andati da Mario, una sorta di bar-club della comunità portoghese, a vedere la partita degli europei.
Sicuramente abbiamo vissuto una serata piena d'emozioni, ho sofferto con loro in maniera pazzesca, fino all'ultimo rigore battuto dal portiere Ricardo Ferreira dopo il quale tutti sono scoppiati in un pianto dirotto, hanno incominciato a cantare, a saltare, ad intonare l'inno nazionale e a fare i caroselli per strada.
Mia moglie ha passato molto tempo al cellulare con la sua famiglia a commentare la partita, fuori dal balcone abbiamo steso la bandiera nazionale. la nazionale di calcio per gli immigrati è un simbolo davvero irrinunciabile.
Poi ho pensato al nostro caro amico Gomez.
Gomez è una di quelle persone che ci hanno reso piacevole la permanenza in Svizzera, la prima persona ad aver messo piede a casa nostra, il nostro mentore ed anfitrione nonchè testimone delle nostre strane nozze, quella persona che ci ha fatto entrare in una compagnia mutietnica e multinazionale di quelle che ti fanno capire che imbecilli sono quelli della Lega Nord.
La sua è una storia simile a quella di tanti immigrati, arrivato in Svizzera da Lisbona a 18 anni, alcuni anni a lavorare come muratore nella Svizzera Tedesca, le scuole serali, le lingue nazionali studiate e imparate, il primo lavoro in un negozio e la sua crescita fino a diventare gerente di un megastore di un'importante catena di elettronica.
Gomez presto lascerà la Svizzera e tornerà nella sua Lisbona, andrà a dirigere un Virgin Megastore, una scelta sofferta dice lui: "Ma dopo 18 anni hai bisogno di cose più latine. Meno efficienza, meno organizzazione e più calore" in questi anni si è accorto che in fondo in fondo non era di questo posto e per quanto odiasse il suo paese per tutto ciò che non gli aveva saputo dare ha vissuto sempre con quel senso di inquietudine e di nostalgia, forse di saudade per definire nella loro lingua quel senso di malinconia, quei loro ritmi soffusi, quella loro cornice velata... Forse solo chi convive con i Portoghesi può capire di cosa sto parlando.
Oggi Gomez non era con noi: "quando si prendono certe decisioni certe emozioni potrebbero fare male, mi mancheranno incredibilmente gli amici immigrati" così mi ha scritto in un sms. Ripensandoci bene la cosa mi riempie di tristezza.
Forse verrà anche per me il giorno in cui avrò bisogno di meno efficienza, meno organizzazione e più calore, forse verrà per mia moglie.
"Arriva sempre l'età in cui i giovani trovano insipido il pane e il vino della propria casa. Essi cercano altrove il proprio nutrimento. Il pane e il vino delle osterie che si trovano nei crocicchi delle grandi strade, possono solo calmare la loro fame e la loro sete. Ma l'uomo non può vivere tutta la sua vita nelle osterie" E' una frase di un illustre immigrato in Svizzera, Ignazio Silone. Chissà se aveva ragione...
mercoledì, giugno 23, 2004
IN FONDO LAVORARE FA SCHIFO
Devo dire che ho uno strano rapporto con il lavoro. Nel senso che amo molto il lavoro che faccio quando sono io da solo con i miei allievi davanti. Mi piace tenere e organizzare corsi di formazione, che i destinatari siano studenti universitari, croupier del casinò o impiegati delle Ferrovie Federali Svizzere, così come mi piace stare davanti al computer alle prese con i pacchetti statistici o a buttare giù relazioni, grafici, tabelle di un progetto di ricerca o anche essere alle prese con questionari, interviste in profondità, biografie. Ciò che non amo è sentirmi parte di un’organizzazione.
Sono sicuro che non riuscirei mai a lavorare per un’impresa il cui principale scopo è il profitto. Sarei il peggiore dei lavativi, il massimo dell’inaffidabilità, il più grande scansafatiche, finanche sabotatore. Mettere me in una posizione di comando significherebbe lasciare campo libero alla concorrenza, mi manca totalmente quello che si chiama spirito di competizione e soprattutto odio lavorare 12 ore al giorno per cose che non mi appartengono.
Al massimo potrei lavorare in qualche grande azienda coprendo una posizione imboscata e marginale, mentre odio con tutto me stesso quei covi di diritti sindacali negati, paternalismo, sprezzo dei più elementari diritti civili che sono le piccole e medie imprese, mi stanno sulle balle tutta quella serie di formalismi, di superiori che perseguono l’interesse dell’azienda e del padrone liberi da ogni più elementare dimensione etica e morale, sacrificata sull’altare del profitto, senza ovviamente chiedersi mai chi ne sia il reale destinatario o magari chiedendoselo e rispondendosi, ritenendo tutto ciò addirittura giusto.
Odio sinceramente Franca la responsabile del personale di un’azienda di cioccolato che mi dice da dentro il suo tailleur di ordinanza che le donne straniere sono si motivate al lavoro ma fanno troppi figli, odio quei tanti impiegati delle agenzie di lavoro interinale che dicono “quel cliente non vuole i negri in azienda” con la stessa naturalezza con la quale ordinano un caffè corretto con l’anice al bar, odio il collega di mia moglie quando le fa notare che “va bene che sei part-time ma già alle 12,30 prendi la strada di casa!!” manco fosse sua l’azienda... In queste loro frasi c’è tutta una gravità del non rendersi conto, c’è tutta la banalità del male per dirla con Hanna Arendt, magari non sono cattivi ma hanno semplicemente perso la loro dimensione umana.
Invidio molto, io uomo insicuro e sempre impegnato a fare bilanci della vita, chi si sente realizzato nel lavorare con gli straordinari non pagati per qualche piccolo produttore di carpenteria metallica o di serrande basculanti, io non ci riuscirei mai e probabilmente se dovesse andarmi male con l’attività che svolgo attualmente mi ritroverei a vivere una vita da parassita o da mantenuto o a fare l’interinale a vita.
Sono orgoglioso di non appartenere a quel ceto medio produttivo benpensante e reazionario, a cui ogni schieramento politico in ogni paese fa la corte, di non aver a che fare quotidianamente con stronzissimi capi-turno o con quelle persone che usano paroloni inglesi per definire le loro posizioni nella gerarchia aziendale, posizioni che consistono sempre più in semplici manifestazioni di potere senza mai essere un supporto per i subalterni.
Forse sono un disadattato. Sono orgoglioso di esserlo.
martedì, giugno 22, 2004
IL PAESE DELLA SCENEGGIATA
Ed ora si da il via ai pianti, alle lamentele, ai complotti internazionali, alle notizie dei massacri in Iraq degradate a poco prima del servizio sull'ultima festa vip nei lidi romani, al rigore per la Bulgaria che non c'era (quando in realtà era evidentissimo) alla partita tra Danimarca e Svezia cominciata con due minuti di ritardo, agli arbitraggi contro.
Ovviamente sul fatto che i superpagati calciatori italiani hanno fatto schifo ci sarà un comodo silenzio, che hanno vinto solo una partita al 94' contro una nazionale derelitta che ha subito sette gol nelle due partite precedenti senza mai segnare non sarà tenuto in considerazione, così come non sarà tenuto in considerazione l'obrobrio che hanno fatto vedere in campo i vari Vieri, Del Piero e compagnia bella.
Tutti a piangere, tutti ad accusare gli altri, tutti a vedere i complotti organizzati.
Purtroppo da un paese in cui il primo ministro, sconfitto ad una tornata elettorale, mette in dubbio le basi stesse della democrazia gridando a brogli non ci si può aspettare altro, siamo sempre i soliti maestri della sceneggiata, patetici e mai in grado di rielaborare i nostri errori e le nostre sconfitte, sempre pronti a trovare i comodi alibi morali e al vecchio sport dello scaricabarile. Addebitiamo sempre agli altri i nostri errori che gli altri si chiamino Adolf Hitler o Byron Moreno.
REPERTI ARCHEOLOGICI
Ho appena visto, alla fermata del bus, una signora che leggeva attentamente "Selezione del Reader's Digest".
COMPLEANNO TERNANO
Domenica sera ho festeggiato il mio compleanno, alcuni amici hanno allestito una commovente festa a sorpresa con un buffet a base di porchetta, pane di Stroncone, crostini misti, filetti di baccalà, olive ascolane e addirittura cipolle fritte. Il tutto innaffiato da una modica quantità di vino (nell'ordine delle damigiane).
Poi ho fatto un giro con mia moglie e con alcuni amici, siamo andati in una località vicino Terni dove era in corso una festa paesana, abbiamo tentato di rapinare un anziano signore del pollo vivo che aveva vinto, in una sorta di ruota della fortuna, insultandolo a più riprese: "molla il pollo, maiale!", "l'hai vinto il pollo testa di c****?!" il tutto tra lo starnazzare dell'animale, un volare di piume e il povero uomo che difendeva il trofeo stringendolo al petto.
Insomma, una bella rimpatriata. Una seratina adolescenziale, libera, stupida come non se ne vedevano da tanto tempo, una seratina passata con amici veri di quelle che non si dimenticano facilmente.
lunedì, giugno 21, 2004
NAZIONALE
Se fino a ieri ero totalmente indifferente sulle sorti della nazionale italiana agli europei dopo quello che è successo negli ultimi giorni mi auguro che l'Italia non superi il primo turno.
I giocatori azzurri, il cui essere immoralmente miliardari gli imporrebbe quanto meno un decoroso silenzio, stanno dando luogo al peggior vittimismo che abbia mai avuto luogo al mondo, prendendosela con tutto e con tutti a partire dai giornalisti per finire alle nazionali di Svezia e Danimarca dedicando piagnucolose interviste ad una potenziale combine dell'incontro tra le due formazioni scandinave, per non parlare poi della patetica vicenda degli sputi di Totti che ha relegato, nei tg, i fatti iracheni a poco prima dei consigli su come difendersi dalla calura estiva.
Dopo aver dato, nelle partite fin qui disputate, prova di mediocrità, nessuno parla di giocare bene la partita contro la Bulgaria ma si fa piuttosto dietrologia su inesistenti complotti ai danni della nazionale azzurra.
Mi auguro che domani termini questa sceneggiata con la gioia che, per lo meno, il governo non prenderà misure impopolari approfittando di un paese anestetizzato dai successi calcistici degli azzurri (vi ricordate il decreto Biondi del 1994 e le misure contro l'articolo 18 dello statuto dei lavoratori di due anni fa?).
Spero che il Portogallo vinca questo campionato europeo..
sabato, giugno 19, 2004
NOSTALGIA
Non so se per tutti la nostalgia ha un sapore. Per me si: è quello della pizza grassa del panificio Colasanti in Piazza del Mercato a Terni, un po’ di meritata pubblicità non guasta mai… Quella pizza la cui pasta sfoglia si scioglie in bocca, dal sapore che avvolge il palato, quella pizza ipercalorica merenda e consolazione di generazioni di miei concittadini dopo i massacranti turni passati davanti ad un altoforno, proprio lei quella pizza che resiste ad ogni moda e retorica salutista e alla prepotenza della società dell’immagine.
C’è chi la farcisce con la mortadella, chi con la salsiccia secca tagliata a fettine fine, chi addirittura con la porchetta; a me piace accompagnata con gli ottimi salumi e formaggi della mia zona.
La pizza grassa è lo stravizio per eccellenza, è l’edonismo, è il piacere e godimento fisico. La pizza grassa è il sesso, l’orgasmo, è la metafora di un’ ottima compagna: genuina, buona, appagante ma che a volte ti da qualche mal di stomaco.
Ogni volta che mi trovo a Terni non posso fare a meno di incontrarmi con il suo sapore, vanificando gli effetti di una mattinata passata pedalando per le strade cittadine o per le strade del parco della Valserra e ad ogni morso il mio pensiero torna indietro a quelle serate estive passate nel cortile di casa quando per sconfiggere l’afa ternana si cenava sotto gli alberi di un giardinetto, con tutti i vicini di casa, in un mega tavolata imbandita di pizza grassa, di prosciutto del contadino e di tante cose semplici e gustose, alle merendine dopo le partite di calcio al campetto, allo spuntino pomeridiano che ci accompagnava nella vertigine delle prime uscite in centro da soli senza genitori ricordo ancora quell’odore di strutto mescolato a quello del gel, delle acque di colonia comprate alla Upim delle quali facevamo esagerato uso noi bardascetti che stavamo diventando uomini e giocavamo ad anticipare i tempi.
Per molti sarà pure un intruglio di farina, grasso, magro, strutto, sale grosso, ma per me è molto di più.
UNIVERSITA'
A cosa servono i concorsi per ricercatore, in Italia, quando già si sa chi li vince? La risposta è semplice: servono ad umiliare il povero vincitore, che magari proviene da 10 anni di precariato, facendolo sentire un raccomandato.
In genere ad andare in cima alla graduatoria di questi concorsi sono professionisti che hanno alle spalle anche vari anni di collaborazione con l’Università che indice il concorso e a parte qualche caso di “sospette” omonimie (ad esempio all’Università di Camerino sono tutti parenti dal Rettore all’usciere) e qualche fanciulla, la cui avvenenza fisica e preparazione culturale sono inversamente proporzionali, vista spesso a braccetto con qualche decrepito barone il cui livello di avvenenza è nettamente inferiore al suo (succede anche questo…) non rubano affatto quel posto di lavoro.
La stranezza del concorso a cui ho partecipato, che poi stranezza non è, sta nel fatto che i partecipanti erano tutti romani o strettamente legati alle Università romane, si conoscevano quasi tutti tra loro e tutti conoscevano i potenziali vincitori. La mia partecipazione è stata vista come una divertente nota di colore.
Penso che questo semplice esempio sia sufficiente ad illustrare la chiusura, la provincialità, l’autoreferenzialità dell’ambiente universitario italiano; concetti che stridono con il fatto che questi luoghi devono (dovrebbero) essere templi di formazione, cultura, innovazione, contaminazione.
mercoledì, giugno 16, 2004
INDOVINELLO
Cantava "Violentami" ed è stata trombata, chi è?
martedì, giugno 15, 2004
Giovedì e Venerdì sarò a Roma per partecipare a quell'inutile recita che sono i concorsi per titoli ed esami alla copertura di un posto da ricercatore presso l'Università "La Sapienza".
Ovviamente non ho ne le possibilità ne l'intenzione di vincere questo concorso ma approfitterò dell'occasione per passare qualche giorno nella mia Terni che ha appena visto riconfermato il sindaco uscente diessino con il 69% dei voti.
lunedì, giugno 14, 2004
PERSONALISSIMA ANALISI SULL'ANDAMENTO DELLE EUROPEE
PERDONO:
Ø Forza Italia- Silvio Berlusconi: Perde oltre 8 punti percentuali rispetto alle elezioni politiche e non raggiunge l’obiettivo del 25%. Per giunta il movimento berlusconiano risulta, per la prima volta dal 1994, largamente minoritario rispetto alla somma dei suoi alleati di governo, che come è ben immaginabile presto “batteranno cassa” c’è da giurarlo.
Ø Uniti nell’Ulivo: L’armata Brancaleone di centro-sinistra esce tutto sommato sconfitta dalle consultazioni europee non riuscendo a confermare la somma di tutte le forze che compongono il cartello elettorale. Questa forza politica paga la mancanza di una vera e propria sfida culturale alla destra avendo sposato, anche se con tinte meno fosche, tutti i dogmi del pensiero unico neo-liberale e tutta una serie di corollari dell’etica cattolica, rinunciando così alle fondamentali battaglie laiche. La mancanza di una posizione univoca di opposizione all’intervento militare in Iraq e di una seria ed autorevole leadership hanno fatto il resto.
Ø Alleanza Nazionale: E’ un partito che si vanta di avere percentuali altissime tra i giovani e che promette da più di un decennio l’arrivo di una sua onda lunga dietro a delle ideucole reazionarie e perbeniste. Anche il Psi prometteva un’onda lunga che non è mai arrivata. AN e all’11% da dieci anni, quindi…
Ø Unione Europea: Il 57% di astensionismo, percentuale mitigata dall’abbinamento con le amministrative in vari paesi, indica se non un sostanziale fallimento una lentezza del processo di integrazione europea e una sfiducia nella tecnocrazia di Bruxelles. Lo scenario prevede altri 5 anni di debolezza politica del soggetto europeo soprattutto al cospetto degli Stati Uniti. Forse è il caso di pensare ad un'altra Europa…
Ø Lista Di Pietro-Occhetto: Un risultato deludente e nettamente al di sotto delle aspettative. Un po’mi dispiace.
VINCONO:
Ø UDC: in giro c’è tanta voglia della vecchia balena bianca, sono loro i veri vincitori all’interno della casa delle libertà. Un risultato che li erige inevitabilmente ad ago della bilancia e a fautori della vittoria di uno o dell’altro schieramento. Moriremo democristiani?
Ø Rifondazione Comunista: e qui godo! Prendere il 6,1% dopo essere strati demonizzati da destra ma soprattutto da sinistra, confinati dai mezzi di comunicazione di massa, marginalizzati dai futuri alleati è sicuramente un grande risultato e un buon punto di partenza per dimostrare che c’è un altro modo di vivere e concepire le priorità della politica. Penso che abbia pagato anche la posizione senza compromessi nei confronti della guerra in Iraq.
Ø Lega Nord: Purtroppo mantiene le sue posizioni e continua ad avere ampi consensi in molte zone del Nord Italia con una campagna ferocemente antieuropeista e demagogica e continuando a mantenere le solite e ben note posizioni xenofobe.
Aspettando le amministrative...
A sentire loro hanno vinto tutti...
C'E' DA VERGOGNARSI
Mentre le televisioni italiane parlano di sostanziale tenuta se non addirittura di vittoria del centro-destra, basandosi su dati virtuali, la radio televisione svizzera e i servizi di teletext di altri paesi parlano di netta sconfitta delle forze di governo basandosi sui dati del Ministero dell'Interno.
La Tv del regime Berlusconi pur di negare l'evidenza ci somministra una visione rassicurante (per loro) dell'andamento di queste elezioni.
L'informazione in Italia versa in uno stato assolutamente preoccupante.
Bisogna intervenire.
domenica, giugno 13, 2004
Fu così che Monsieurdosto scese a Bologna ed andò a votare per le Europee, per il Sindaco e per la Provincia.
Sono cautamente ottimista.
sabato, giugno 12, 2004
OGGI SPARIAMO SULLA CROCE ROSSA
Prima di partire per il tour culinario-fighetto- elettorale voglio dedicare il mio pensiero al forzaitaliota, presidente della Croce Rossa Italiana Maurizio Scelli, che avrebbe attaccato Emergency dicendo che i suoi rappresentanti sono scappati dall’Iraq allo scoppio dei primi mortaretti.
A parte che Emergency è presente in Iraq dal 1995, così come era presente in Afghanistan 10 anni prima delle guerre umanitarie americane e come è presente in paesi dimenticati anche dalla cartine geografiche, il tutto senza protezione militare se non addirittura con l’ostilità dei governi occidentali e delle nazioni unite.
Ma la cosa che più mi colpisce è che tali critiche provengono dal rappresentante di una viscida organizzazione formata al 80% da burocrati fancazzisti, avendone fatto parte lo dico con cognizione di causa, da un' organizzazione più governativa dei governi, con una gerarchia interna simile a quella delle istituzioni militari, con un apparato formato per lo più da personale retribuito e anche profumatamente e i cui funzionari hanno sempre utilizzato due pesi e due misure in tutte le occasioni di “intervento umanitario” arrivando sempre per ultimi con le loro Mercedes e le loro Bmw alloggiando sempre allo Sheraton e viaggiando sempre in business class.
Potrei andare oltre parlando dell’uso sistematico della pratica della raccomandazione e della loro sudditanza e dipendenza verso tutti i governi nazionali e le gerarchie ecclesiastiche.
Per favore non accusatemi di cinismo, posso fare anche nomi e cognomi e descrivere le situazioni che hanno visto protagonisti gli “eroi” della Croce Rossa.
Credetemi: il signor Scelli, che tanto critica un’associazione di volontari che in Iraq svolge queste attività, non è neanche degno di sciacquarsi la bocca con l’acqua del bidet dell’ultima delle dame di San Vincenzo.
venerdì, giugno 11, 2004
IMPORTANTE PASSO VERSO L'UGUAGLIANZA TRA SVIZZERI E STRANIERI
"Megarissa ieri sera alla stazione delle FFS di Lugano. Stando alle prime testimonianze non ancora confermate dalla polizia, attorno alle 23.00 un gruppo di giovani turisti svizzero tedeschi, sono state picchiate da un alcuni ragazzi luganesi. In tutto sarebbero state coinvolte circa una cinquantina di giovani. Sul posto è intervenuta la polizia cantonale e anche la Croceverde di Lugano che ha provveduto a trasportare in ospedale tutti gli svizzero tedeschi che nell'aggressione hanno subito ferite, fortunatamente non gravi. Ad accompagnare i ragazzi in ospedale è stato anche un autopostale che si trovava in stazione in quanto avrebbe dovuto trasportare il gruppo di turisti nel loro luogo di destinazione. Molti ragazzi, pur non riportando ferite, sono stati accompagnati al Civico poichè in crisi di panico e in forte stato di shock. In ospedale sono stati tenuti tutta la notte sotto osservazione da parte dell'unità di psicologi. Non si conoscono al momento i motivi di questa aggressione." (fonte: ticinonline.ch)
Unanime soddisfazione del mondo politico: “finalmente non si può più dire che esistano differenti trattamenti tra svizzeri e stranieri” e delle associazioni degli immigrati “per una volta ci sentiamo tutti uguali, un grande passo verso la parità”. Sugli stessi toni i commenti da parte degli esponenti leghisti: “ora non possono più accusarci di accanimento verso le categorie svantaggiate, in Ticino tutti vengono trattati allo stesso modo”
giovedì, giugno 10, 2004
GIOVEDI' GNOCCHI, SABATO SUSHI
Sabato andrò a Bologna, città che mi annovera nelle sue liste elettorali, darò il mio soddisfatto contributo alla cacciata di Guazzaloca e di tutto il suo seguito di becerume razzista e qualunquista. Voterò, tappandomi una narice, per le elezioni europee anche se di europeo in queste elezioni non c'è proprio niente.
Al ritorno mi fermerò a Milano dove passerò una serata con degli amici all'insegna di una delle più grandi mode fighette: Il sushi.
Sono sempre stato frenato da questa moda in quanto, lo ammetto, ingoiare dei pezzettoni di pesce crudo mi fa un po' schifo, inoltre non posso fare a meno di pensare a quando (sarà stato il 1992, 1993 o giù di li) la Puglia fu colpita da un'epidemia di colera dovuta all'abitudine locale di mangiare dei mitili e del pescato crudo. All'epoca ricordo le razzistoidi voci di condanna, di questa seppur discutibile usanza, da parte di coloro che oggi affollano i sushi bar, nuova tendenza del cutting edge metropolitano.
Se andate in Giappone (Yoshi correggimi se sbaglio) i ristorantini con i piattini di sushi che scorrono su un nastro trasportatore sono visti alla stregua delle nostre pizzerie al taglio: dei locali dove consumare un pasto fugace ed economico visto che il pesce, ruotando per ore ed ore, perde gran parte della sua freschezza. Solo il massimalismo etnico "de niantri" ci ha fatto trasformare tutto ciò in una moda fighetta e costosa.
mercoledì, giugno 09, 2004
VACANZE ESTIVE (Post vagamente misantropo)
Oggi la temperatura è sopra i 30°, i miei colleghi già stanno pensando alle vacanze estive. A me spetteranno dei mesi pieni di lavoro dato che ho deciso di tenere un corso estivo ed avrò un paio di collaborazioni che mi terranno occupato per tutto il mese di Luglio e per la prima settimana di Agosto. Meglio così, non ho mai amato il mare con tutti i suoi corollari di abbronzature a tutti i costi, ultime mode trendy sotto l'ombrellone, scottature ed eritemi solari, sesso notturno sulla spiaggia, amorazzi nati tra le sdraio, a maggior ragione ora che "tengo famiglia", inoltre non ho alcuna voglia di incontrare, in qualche località della riviera ligure, gli stessi stronzi che durante il resto dell'anno mi tagliano la strada con i loro fuoristrada e con le loro BMW X5 (è bene dare a questa auto la mia dose di odio quotidiano). A proposito di Riviera Ligure: sembrerebbe che la tendenza in voga tra i miei colleghi sia quella di avere la seconda casa in una località vicino Sanremo (della quale ora non ricordo il nome) e di incontrarsi nella succursale ligure di un noto bar luganese, loro dicono di farlo per sentirsi un po' a casa a me in realtà fanno venire in mente i contadini che quando vanno fuori si portano dietro i salami e le salsicce secche.
martedì, giugno 08, 2004
... E adesso sarà tutto merito suo...
... E arrivano anche le bombette a comando...
lunedì, giugno 07, 2004
Serena del grande fratello ha fatto la cosa più odiosa che potesse fare una volta uscita dalla casa più famosa d'Italia: il classico calendario sexy.
Ma non c’è proprio alternativa, per le donne, al fare le fighe a tutti i costi?
NON CI SAREBBE UN CAZZO DA RIDERE, PERO'...
A forza di elargire dell’opinionismo spicciolo mi rendo conto che il mio blog non ha quasi nulla del diario personale; tutto ciò perché non ho una vita densa di mondanità e successi da ostentare come quella di altri blogger, non partecipo mai agli aperitivi con la gente giusta e già la rottura di una bottiglia d’olio rappresenta un evento di una certa eccezionalità in una vita tutto sommato schematica e fortemente intimista.
In questo fine settimana mi è capitata una cosa strana che mi ha fatto sentire parte di un romanzo del grande Fedor Dostoevskij: a seguito di un banale ma animoso litigio telefonico con il suo fidanzato un’ amica portoghese di mia moglie ha cominciato a gridare frasi sconnesse, a sbavare ed è svenuta cadendo al suolo. Trasportata in ambulanza all’ospedale, al pronto soccorso si è presentata una scena degna di “E. R medici in prima linea” con la povera ragazza in preda ad una crisi cardiaca e ad un’insufficienza respiratoria e il personale medico che la collegava concitatamente ai macchinari della terapia intensiva, le sue condizioni erano apparentemente gravi ma fortunatamente l’esito della TAC ha scongiurato il peggio. Stamattina ho avuto la notizia che si è ripresa e che si sarebbe trattato solo di una violenta crisi di nervi.
Pensavo che il cadere in deliquio accadesse solo nei romanzi russi, a quanto pare mi sbagliavo. Non ci sarebbe un cazzo da ridere lo so, ma la situazione ha in se un qualcosa di fortemente comico.
domenica, giugno 06, 2004
ELENCO DELLE FRASI STRONZE CHE MI VENGONO RIVOLTE
- Eh quanto ti sei ingrassato (parenti che vedo in occasioni di cresime, comunioni, matrimoni)
- Quando darai a tua moglie un matrimonio come Dio comanda (vedi sopra)
- Quanto sei dimagrito, sei stato male? (ho la tendenza ad un duplice effetto yoyo)
- Ma il sole non lo prendi? (colleghe)
- Quanto sei bianco! Che stai male? Ti sei fatto vedere? (vedi sopra)
- Quando hai voglia ci sarebbero da inserire dei dati nel spss, quando hai voglia eh! (capo-dipartimento)
- Già avete un figlio, poveretti voi!! (commessa del mio alimentari di fiducia)
- Come scopano le brasiliane? (amico ternano riferendosi a mia moglie portoghese)
- Deve mettersi in giacca e cravatta! / che cavolo di cravatta ha messo!? / ma come si è vestito!? (un mio superiore fissato con il look classico)
- Sei talmente preciso e puntuale che non sembri italiano (colleghi e amici svizzeri)
- Lo parli lo schweizerdeutsch? (colleghi zucchini* selezionatori durante alcuni colloqui di collaborazione)
- Visto che mi sono ricordata anche di te! (cartolina dalla costa azzurra di una collega figa)
- Carina tua moglie, cosa ha trovato in te? (vedi sopra)
- Sbagli sempre le taglie e i colori, tu i vestiti li devi venire a comprare con me (Moglie)
- Quando la fai lavare la macchina? (vedi sopra)
- Lei sta compiendo un delitto pedagogico (padre di un’allieva che mi accusava di aver dato alla figlia un voto troppo basso)
* Nome dispregiativo usato nel Canton Ticino per definire gli Svizzeri Tedeschi.
sabato, giugno 05, 2004
AMMAZZA CHE FIGO!
Stamattina, durante la solita sgambata ciclistica sul lungolago, ho avuto riprova della mia esistenza da sfigato e da perdente.
Da una Bmw X5 (già ho accennato quanto trovi inutile e odiosa questa automobile) è uscito fuori un uomo sui 30-35 anni, occhiali da sole e specchio, 3000-4000 euro di vestiti addosso, vari anelli e collanine d'oro, fisico palestrato, auricolare del videofonino all'orecchio, due ferocissimi pitbull al guinzaglio, una biondona appariscente al suo lato.
I due scendono, i pitbull ringhiano e tentano di saltarmi addosso trattenuti al guinzaglio dal trendyssimo padrone, ai miei segnali di timore la bionda mi guarda con uno sguardo misto di derisione e compassione inforcando occhiali da sole di un qualche stilista, poi ha preso lui sottobraccio dicendo che nel locale dove stavano andando "una volta per 40 franchi le hanno dato un aperitivo troppo fruttato, speriamo in un servizio migliore stavolta".
Ho ripreso a pedalare pensando che, in fondo, una riproposizione della dekulakizzazione staliniana non sarebbe poi così male e che non sarò mai un uomo al passo con i tempi.
UN PO' DI RISPETTO PER LE PAROLE...
Con sommo dispiacere di molti le manifestazioni in occasione della visita di Bush non hanno dato luogo ad incidenti di rilievo.
Non ci sono stati 20enni carabinieri che hanno sparato a bruciapelo sulla faccia di qualche manifestante, nessuno è stato lapidato con gli estintori, nessun sasso lanciato in area ha deviato un proiettile sparato a scopo intimidatorio diritto sul cranio di qualche autonomo, nessun McDonald devastato, nessuna vetrina sfondata.
Però sono riusciti comunque a costruire il caso dedicando servizi interi sui telegiornali e decine di pagine sui quotidiani di oggi ad un coro inneggiante a “10-100-1000 Nassiriya”.
Di cori così odiosi se ne sentono a decine in tutti gli stadi d’Italia, così come di cori razzisti, inneggianti all’olocausto o di versi scimmieschi ogni qualvolta che un giocatore di colore prende il possesso del pallone. Mai nessuna reazione politica e mai titoloni sui giornali.
Le reazioni politiche sono sul tenore di frasi come: “Chi fa questi cori è un fiancheggiatore dei terroristi” “è un amico di Bin Laden” “Andrebbe internato in delle carceri speciali” “E’ corresponsabile politico del terrorismo”.
Mi chiedo quanto poco rispetto ci sia per le parole, che termini esagerati vengono utilizzati, poi di improvviso leggo che è in preparazione una campagna-stampa governativa contro la pirateria informatica con uno slogan che recita: “Chi alimenta la pirateria informatica commette il più grave crimine contro l’umanità, uccide la cultura”.
Quindi a confronto l’olocausto non è niente, vero? I crimini della guerra preventiva nemmeno? La strage degli hutu e dei tutsi, neanche? La seconda guerra mondiale, niente? Possibile che, nella mia casa di Lugano, scaricando in mp3 “Violentami sul metrò” di Jo Squillo o “Era lei” di Michele Pecora commetto un atto peggiore di tutto ciò?
Poi si lamentano dei cori di alcuni imbecilli che inneggiano alla morte di militari, che comunque vanno in guerra per ammazzare e per (non) farsi ammazzare, quando loro sono i primi a banalizzare le vere tragedie dell’umanità.
venerdì, giugno 04, 2004
Come mai la destra italiana ama gli Stati Uniti quando massacrano gli iracheni e danno sfoggio al peggior imperialismo, ma non quando sono regolamentati da ferree leggi antitrust che vietano qualsiasi concentrazione economica e qualsiasi connubio diretto tra potere economico e potere politico?
giovedì, giugno 03, 2004
VISTI DA FUORI
"Come sua consuetudine l'esercito italiano a metà della guerra passa sempre dalla parte del nemico"
Si tratta della battuta di un giornalista della televisione svizzera romanda al racconto di un richiedente asilo che è riuscito a sbarcare nelle coste pugliesi, pagando una tangente ai militari italiani chiamati a proteggere le coste dall'immigrazione clandestina.
INTERINALI
Nonostante non veda di buon occhio l'istituto del lavoro interinale il mio giudizio negativo non è così netto. Grazie alle agenzie, infatti, chi vuole un lavoro temporaneo può trovare soddisfatta la sua richiesta senza cadere vittima degli aguzzini di turno o dei "lavoretti" in nero e sottopagati in settori quali l'agricoltura e la ristorazione.
Oggi, durante un lavoro di ricerca, scopro che la filiale varesina di una società di fornitura di lavoro temporaneo addirittura premia con extra in busta paga i lavoratori che "nonostante sappiano che il loro contratto non verrà rinnovato continuano a lavorare nei giorni intercorrenti tra la comunicazione di non rinnovo e la scadenza del contratto stesso".
Stupito da tutto ciò chiedo lumi alla giovane responsabile di filiale che mi dice che sono costretti a fare così altrimenti i lavoratori, appena sanno del non rinnovo, si mettono in malattia gravando sul conto economico della filiale o semplicemente non vanno più a lavorare.
Prendo atto che il mondo dei lavoratori purtroppo non risponde a quello stereotipo rassicurante immaginato da noi uomini di sinistra e che se si arriva a premiare chi semplicemente rispetta gli impegni presi non stiamo messi per niente bene.
mercoledì, giugno 02, 2004
2 GIUGNO
Vi avviso che questo post sarà più confuso del solito.
A forza di festeggiare e di ostentare l'esercito più voltagabbana del mondo mi pare che ci si stia dimenticando di ciò che è accaduto il 2 giugno 1946. Con un referendum popolare gli italiani scelsero (a stretta misura...) la Repubblica. Nonostante la famiglia reale abbia dato ripetutamente prova di incapacità nella gestione del paese e sia stata connivente con il fascismo facendo vivere all'Italia una stagione di colonialismo aggressivo, leggi razziali, deportazioni, guerra, distruzione, la monarchia ebbe il 46% dei consensi.
Molte aree del paese votarono in massa per la monarchia, una monarchia che si è sempre ben guardata da operazioni di restyling e il cui principe ereditario continua a dire che "le leggi razziali non erano in fondo così male". Con la fine dell'esilio della famiglia Savoia è caduto un altro simbolo, un altro bastione dell'antifascismo e obbiettivamente la cosa non può essere accolta positivamente, così come non può essere accolta positivamente la rilettura militarista che viene data a questa giornata.
Comunque ci fu una maggioranza degli italiani che all'epoca votò per la Repubblica facendo una scelta a mio avviso molto felice, ve la immaginate oggi un'Italia con a capo una famiglia reale che, a dispetto del mito della paciosità italiaca, si è macchiata di crimini contro l'umanità? Ve li immaginate le giornate di gossip e veline di regime in occasione dei matrimoni di rampolli della famiglia Savoia? Vomito solo al pensiero di tutto ciò.
L'Italia quel giorno voltò pagina, la voltò all'italiana, la voltò con il 54% ma ciò che importa è che la voltò, per questo ritengo importante commemorare questa giornata.
Detto questo un pensiero va alle elezioni europee, non ho fiducia di quel popolo che al 46% votò per la monarchia, temo che la Casa delle "libertà" non uscirà sconfitta da questa tornata elettorale o tutto al più uscirà minoritaria di qualche punto percentuale di fronte ad un centro-centro-centro-centro-centro- sinistra ultradiviso e ultramoderato.
Ho paura che tra due anni toccheranno all'Italia altri 5 anni di un governo fatto di massacratori devastatori di finanze pubbliche, cattolici-reazionari antiprogressisti, incerumati leader mediatici, shampiste prestate alla pubblica istruzione, polentari secessionisti e xenofobi della val Vigezzo, notabili meridionali ex democristiani ben inseriti nell' ambiente mafioso.
Solo dopo immani disastri l'Italia riesce a voltare pagina, con il 54 per cento, salvo poi riprocessare e stravolgere quelle stagioni di liberazione 50 anni dopo.
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