MonsieurDosto

   Un uomo a bassa manutenzione e al passo coi tempi. Per contatti, chiarimenti, spiegazioni,proposte indecenti E-MAIL & MSN: ken_dostoe(chiocciola)hotmail.com ICQ: 92199778

 

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    venerdì, dicembre 31, 2004
     

    INVENTARIO DI FINE ANNO

    Son passati 12 anni dal 1992, anno in cui io appena 19 enne decidevo di vivere autonomamente, di cambiare città e vita, di voltare pagina nei confronti di un’adolescenza grama e piuttosto avara di soddisfazioni. Perché mi ricordo proprio di quell’anno? Fu la prima volta che decisi di prendere la vita per le corna, di non vivere di inutili recriminazioni, di non gridare di stare in una città di merda, circondato da gente di merda senza però fare mai nulla per togliermi di torno tutta quella merda e a distanza di 12 anni non posso fare a meno di pensare come tutto questo tempo mi sia volato via senza quasi neanche accorgermene.

     

    Per finanziare la mia avventura bolognese lavorai di notte per quasi tutta l’estate raccogliendo quasi 5 milioni delle vecchie lire con cui riuscii a permettermi quell’anno della mia vita fatto di apertura verso il mondo, verso la cultura, di socialità fatta di spazi angusti, di tanti accenti e di quel fantastico mondo degli studenti fuori sede, che ancora oggi mi emoziono un po’a pensarci e ne vado molto orgoglioso.

     

    Il mondo sembrava essere a una svolta: si sfaldava l’Unione Sovietica e lo pseudocomunismo dei paesi dell’est, in Italia si sentiva il bisogno di un cambiamento, dopo le grandi stragi mafiose dell’estate di quell’anno la gente cominciava a riempire le piazze manifestando contro la mafia, nascevano dei movimenti per la moralizzazione della politica e si stavano creando i presupposti per la stagione di tangentopoli. C’era da poco stata la prima guerra del golfo e le manifestazioni per la pace in medio oriente facevano il coro con il tentativo di dire basta alla al regime catto-mafioso che governava l’Italia. Sembrava che persone come Di Pietro, il pool di Milano e i magistrati antimafia, Lech Walensa , Arafat, Rabin  etc... riuscissero a dare un impulso rasserenatore nel panorama di quel mondo che stava per nascere da quella stagione di lotta.

     

    Sembra sia passato un secolo.
    A volte mi chiedo che fine abbia fatto tutta quella gente che riempiva le strade e le piazze con gli occhi pieni di speranza e di entusiasmo, altre volte mi chiedo invece come ci siamo ridotti e perché da quella che poteva essere una stagione di progresso siano nati dei mostri.

     

    I  fabbricanti d'armi hanno   bisogno continuo della creazione di conflitti da qualche parte del mondo. D'altronde è abbastanza chiaro: da qualche parte bisognerà pure impiegare quella masse enorme di materiale bellico che viene accatastato negli arsenali. Ma la guerra è e rimane un fatto che non ha giustificazioni. Tutte scuse. Tutte balle inventate ad arte per riempire i giornali e i notiziari.
    L'unico vero motivo per cui si fa la guerra è il “Business”. E' il controllo di risorse, siano esse petrolifere che legate ad altre fonti di energia. E la posizione naturalmente, l'acquisizione di elementi nella scacchiera geografica del mondo, così suscettibile a cambiamenti.


    Che dire di questo 2004 scivolato via stancamente e senza impulsi che ci inducano all'entusiasmo?
    Non mi piace la doppia morale del nostro mondo occidentale, che mostra la sua faccia buona e pulita promuovendo raccolte di fondi per la ricerca contro questa o quella malattia e che poi  sottobanco fa affari con tutti i criminali della terra trafficando armi e droga, relegando le scorie nucleare in paesi poveri e lontani.


    Non mi piace la mercificazione di tutto e del suo contrario. Che nel nostro mondo “civile” perfino la margarina venga pubblicizzata da una donna in reggicalze e a seno nudo.


    Ma non mi piace neanche la repressione religiosa di un certo mondo che umilia le scelte e la vita individuale delle donne e degli uomini attraverso l'interpretazione di scritti sacri ( o presunti tali ).
    Ciascuno deve essere libero di credere in una vita dopo la vita , ma rispettando le libertà e i diritti all'istruzione, alla salute, alla libertà sessuale degli altri.
    In occidente abbiamo lottato per secoli per una chiara e netta distinzione fra la società laica e le varie chiese cristiane e oggi viviamo una pericolosissima recrudescenza della situazione. Credo che i fratelli del mondo arabo dovranno fare i conti con lo stesso principio se vogliono privarsi di certe imposizioni che finiscono per essere un deterrente per lo sviluppo delle loro libertà.


    Non mi piaceva Saddam Hussein, che trucidava i suoi fratelli curdi (come in passato hanno fatto i turchi) e che terrorizzava il suo popolo attraverso violenze di vario genere.


    Non mi piace affatto il petroliere Bush, che ha sulla coscienza decine di migliaia di morti e che ha ingannato milioni di americani con le sue bugie.


    Non mi piace Bin Laden che induce al martirio centinaia di suoi fratelli ciechi e incoscienti, in nome di un  guerra che santa non sarà mai, che col suo bieco terrorismo spara sul mucchio colpendo gente che non ha alcuna colpa, e che finisce per essere un alibi perfetto per i signori della guerra.


    Non mi piace Berlusconi, corrotto e corruttore, apparso 25 anni fa nella scena dell'imprenditoria italiana dal nulla, finanziato a suon di miliardi chissà da chi e che è riuscito nell'impresa di abbassare il livello culturale ed intellettuale del popolo italiano attraverso la meticolosa espansione di modelli di vita effimeri e superficiali. Un popolo istupidito e ignorante è molto facile da controllare e da manipolare. In Italia siamo arrivati li. Purtroppo.


    Ma non mi piacciono neanche i vari Prodi, Rutelli, D'Alema etc. tutta gente che cerca solo il potere e che litiga continuamente su chi deve essere il capo. A loro,dei problemi veri, sembra non importare proprio nulla. Berlusconi vincerà di nuovo le elezioni.


    Non mi piace il ministro svizzero Blocher, che immagina la confederazione come un eldorado al centro d'Europa, dove soltanto i super ricchi potranno vivere e gli stranieri verranno a fare i lavori più umili. Dove non esiste lo stato sociale. Spero che gli svizzeri cambino idea. E presto.

    In compenso c'è tanta gente che ogni giorno lavora per gli altri e non smette di credere in un mondo molto diverso  da quello che siamo riusciti a costruirci finora.

    Io voglio stare da quella parte e in nome di certe cose continuerò a vivere e cercherò di migliorarmi perché sento che il senso e la bellezza del mondo non possono prescindere dalla giustizia del mondo e che in qualche parte la lotta, l’entusiasmo, l'estetica, l'arte e la cultura incontrano un’ armonia che è fatta anche di pace, di solidarietà e di uguaglianza.


    Buon 2005 a tutti voi.

     


















    Pensieri e parole di kendostoe | 14:22 | commenti (4)


    mercoledì, dicembre 29, 2004
     

    IL MIO PEGGIORE INCUBO

    L'esecuzione dal vivo di un disco di cover di Bjork eseguite da Eros Ramazzotti con riadattamento in italiano dei testi a cura di Alessandro Baricco e Margaret Mazzantini ascoltato in compagnia di un gruppo di deliranti e urlanti teenager e i loro gatti. Presenta la serata Simona Ventura. Penso che di peggio non mi si possa augurare.

     

    Pensieri e parole di kendostoe | 14:30 | commenti (5)


    domenica, dicembre 26, 2004
     

    COMPLIMENTI

    Migliaia di morti per il maremoto nel sud-est asiatico, i principali network televisivi portoghesi (Rtp e Sic) hanno sospeso tutti i programmi di intrattenimento leggero e stanno trasmettendo una no-stop di informazione quasi a reti unificate, il governo portoghese si è riunito in seduta straordinaria per discutere l’invio di aiuti umanitari alle popolazioni colpite.

     

    Purtroppo, dove sono adesso, ho anche la tv via cavo così sfortunatamente non mi sto perdendo i Tg italiani che appaiono preoccupati più delle sorti di Fede, di Maldini, dei numerosi vip presenti in zona e dei merdaioli italiani che dovevano andare alle Maldive che dei 12.000 morti.

    Fini manderà “due aerei nella Maldive e a Phuket, in Thailandia per riportare in Italia i turisti. Successivamente verranno inviati ulteriori uomini e, nel caso fosse richiesto, aiuti.” Su Rai Uno c’è uno speciale tg1 sulla tragedia, unico ospite in studio il presidente di un’associazione italiana di tour operator. Bravi tutti, veramente complimenti.

     

    Pensieri e parole di kendostoe | 23:23 | commenti (14)


    martedì, dicembre 21, 2004
     

    IN BOCCA AL LUPO COMPAGNO NICHI!

    Purtroppo la politica è fatta anche e soprattutto di pragmatismo e di compromesso, spesso bisogna ricorrere alla cosiddetta realpolitik, un po’ come ha fatto Ciampi sulla questione della Cina, per ottenere il massimo o per lo meno per ottenere il meno peggio. Diciamo pure che Fausto Bertinotti e Rifondazione Comunista non sono il massimo in quanto a pragmatismo, ma spesso la mancanza di questa dote di compromesso a tutti i costi è una grandissima virtù come nel caso della candidatura di Nichi Vendola alla presidenza della regione Puglia.

     

    Chiunque conosca l’ambiente antropologico e culturale dell’Italia meridionale sa benissimo che per candidare un presidente di regione gay ci vuole un grandissimo coraggio e in questo Fausto Bertinotti e Rifondazione Comunista non mi deludono mai.

     

    Nell’Italia dove la discriminazione degli omosessuali è materia quotidiana nelle più alte sedi istituzionali, dove c’è un Ministro degli Esteri che caldeggiava l’esclusione di questa categoria di persone dalla professione di insegnante e dove un collaboratore di Fisichella è stato licenziato perché fotografato al gay village di Roma senza innescare alcun moto di indignazione se non tra i soliti noti, un atto del genere è da considerarsi un atto di grandioso coraggio e soprattutto di grandissima civiltà del quale se ne sentiva proprio il bisogno.

     

    E’ bello vedere che c’è ancora gente che fortunatamente rinuncia a rincorrere “ciò che vuole la gente” e capace di rompere un muro di stereotipi e pregiudizi costruito in anni e anni di idee preconcette, di pseudo radici cristiane brandite come una mazza chiodata, di falso perbenismo e di omofobia dilagante.

     

    Un Nichi Vendola presidente della regione Puglia rappresenta l’auspicio che dal letame possa nascere un fiore, rappresenta la speranza che esiste un’Italia migliore, un piccolo segnale dal grandissimo valore simbolico ed è al fianco di queste persone che bisogna combattere e lottare contro le aberrazioni di un pensiero dominante, sono queste persone che mi ricordano, in fondo, di essere ancora un italiano e che mi fanno sentire orgoglioso e un po’ meno solo, è questa la cultura nella quale mi riconosco e alla quale sono fiero di appartenere “hasta la muerte o hasta la victoria”.

     

    Spero un giorno di svegliarmi con un’Italia un po’ meno incivile e qualunquista.

     

    In bocca al lupo compagno Nichi Vendola!

     

    Pensieri e parole di kendostoe | 16:26 | commenti (14)


    lunedì, dicembre 20, 2004
     

    IL MAESTRO ASSENTE

    Ammiro troppo Nanni Moretti sia come regista che per i suoi principi politici per fargli un doloroso appunto dal mio modestissimo punto di osservazione, ma un qualcosa da dirgli la avrei, soprattutto alla luce del suo impegno girotondino nella società civile.

     

    Se siamo invasi televisivamente da subrettine belanti e scoscianti dalla dizione traballante, da varietà idioti, da quiz con l’aiutino, da personaggi da Reality show rispondenti ai più triti e rassicuranti stereotipi regionalistici è anche colpa di Nanni Moretti.

     

    La scelta di non fare più televisione è anche rispettabile. Ma è giusto abbandonare così quel popolo dalla cui parte si dice di stare? Nanni Moretti ha sempre evitato ed evita accuratamente di andare in televisione, perché la televisione è brutta e lui protesta così, a suo modo, contro certe brutture.

     

    Ma come è possibile che una persona intelligente come lui non capisca che la sua intelligenza è necessaria al grande pubblico per una ricostruzione militante della società? Moretti si rinchiude nel suo cinema Sacher, nella quarta serata di Rai Tre, nei cineforum dei circoli arci e in qualche scalcinata sala dei cinema di seconda visione e la gente in questi luoghi non ci va o ci vanno solo i soliti noti, vuoi per la disabitudine, vuoi perché bombardata dalla paccottiglia di oltre oceano e dal ridondante cinema comico natalizio alla Boldi-De Sica, vuoi per la paura di annoiarsi e di non capire.

     

    Quando il buon Nanni Moretti si eclissa brilla la luce delle veline, della Ventura, della Lecciso, dei grandi fratelli, delle isole dei morti di fama, di Silvio Berlusconi e dei suoi potenti mezzi di comunicazione, ben più potenti dei circoli arci e dei cineforum salottieri.

     

    Come si può pretendere di avere un ruolo guida nella società nascondendosi e limitandosi a gettare disprezzo verso un mondo considerato non più salvabile? Come si può pretendere di essere guida di un popolo al quale, in fondo, non ci si è mai concessi, limitandosi a ad assistere alla comune rovina osservata dai piani alti della propria intelligenza incontaminata?

     

    Tutto ciò, purtroppo, non vale solo per Nanni Moretti.

     

    Banalità pensate dopo la trecentoventesima visione del grande capolavoro “Ecce bombo”.

     

    Pensieri e parole di kendostoe | 17:35 | commenti (8)


    domenica, dicembre 19, 2004
     

    RIFLESSIONI DOMENICALI

    Ho notato la scomparsa da tutte le trasmissioni televisive di Guido del Grande Fratello nonostante la sua pubblica ammenda e le scuse chieste per la sua bestemmia in diretta. Sembrerebbe che mediaset abbia accolto le richieste del Moige, del Codacons e delle associazioni cattoliche escludendolo da tutte le trasmissioni televisive.

    Ma la religione cattolica non era quella del perdono e del porgi l’altra guancia? Che questa regola valga solo per gli altri?

     

    Alessandra Mussolini sembra intenzionata a candidare Loredana Lecciso alle prossime elezioni politiche, non è giusto che a lei la candidino subito mentre Valeria Marini e Alessia Merz stanno aspettando da non so quanti anni. E’ questa la democrazia?

     

    Per una volta sono d’accordo con Berlusconi: i parlamentari della casa delle “libertà” sono dei cretini che non sanno fare le leggi.

     

    In Italia: Ciampi rinvia alle camere per manifesta incostituzionalità il disegno di legge sulla riforma dell’ordinamento giudiziario, viene approvata la legge “salva-Previti”, il governo sferra un nuovo attacco all’articolo 18, polemiche sull’avvio del negoziato per l’ingresso della Turchia in Europa.

    E le principali trasmissioni rai di approfondimento politico di cosa parlano? “Porta a porta” del solito e immancabile film di natale dell’accoppiata Boldi-De Sica. “Punto e a capo” dell’entrata in vigore del divieto di fumo.

     

    In Svizzera: con il nuovo anno i premi della cassa malati aumenteranno del 10% però la mia compagnia di assicurazioni mi ha lasciato il prezzo invariato aumentandomi la franchigia, me l’hanno messa giù così indorata che a momenti dovevo ringraziarli.

     

    Auguro a tutti un buon natale laico con la speranza che spendiate in alcool, droga, prostitute e gigolò i soldi che altrimenti servirebbero per comprarvi le indulgenze.

     

    Pensieri e parole di kendostoe | 14:57 | commenti (6)


    giovedì, dicembre 16, 2004
     

    RIFARSI UNA VITA

    Una mia interlocutrice oggi mi ha raccontato la storia di un uomo che ha deciso di abbandonare tutto e di dedicarsi a nuova vita.

     

    Si tratta di un signore sulla cinquantina che dopo una vita di viaggi avventurosi, di donne che ha sedotto e di lavori che si è dovuto inventare, che tradotto significa un frontaliero con contratto a tempo determinato sposato con un’orrenda ex compagna di oratorio, ha deciso di abbandonare “lo schifo che è diventata la nostra società e la Svizzera”, di lasciare la sua vita precedente e andarsene nell’America Latina. Lo ha fatto, nella parole della mia entusiasta e sospirante narratrice, perché era stanco di “vivere di aperitivi, programmi televisivi idioti, superficialità nei rapporti umani, inseguimento degli status-symbol” filosofia accettabile? Apparentemente si, ma fino a un certo punto.

     

    Peccato infatti che questo signore non abbia attraversato l’Oceano Atlantico per andare a organizzare aiuti per le popolazioni indios, a vivere di prodotti della terra da lui coltivati o a lavorare in un ospedale da campo nell’Honduras. No: semplicemente l’America Latina scelta da questo odiatore dell’ipocrisia e della frivolezza della società moderna si chiama Islas Margaritas, un’arcipelago turistico appartenente al Venezuela dove il nostro eroe ha aperto un bar ristorante, sicuramente frequentato, tra gli altri, da quella massa di merdosi svizzeri in vacanza che vivono di aperitivi, di status symbol, di superficialità nei rapporti umani e che durante l’anno tagliano la strada con i loro suv a noi comuni mortali.

     

    E’ proprio vero: a volte ci si rifà una vita ma ci viene uguale uguale a quella precedente. Come lo capisco...

     

    Pensieri e parole di kendostoe | 12:39 | commenti (7)


    mercoledì, dicembre 15, 2004
     

    LA CADUTA DEI POTENTI

    Non so voi, ma io nel vedere Pippo Baudo malato, abbandonato dalla moglie e assillato da una patetica causa di divorzio, sbeffeggiato durante i più trash varietà televisivi, impegnato nella reclame di un’acqua minerale di sottomarca che anche l’ultima locanda finto-trecentesca della Repubblica di San Marino rifiuterebbe tra le sue forniture, provo una certa umana pietà ed il sentimento di ribrezzo che provo per il voltagabbanismo degli ex adulatori e cortigiani sovrasta la soddisfazione dell’assistere alla rovina di un ex potente e antipatico monarca mediatico.

     

    E’ proprio vero: la precarietà della vita e la caducità dei rapporti…

     

    Pensieri e parole di kendostoe | 12:52 | commenti (12)


    martedì, dicembre 14, 2004
     

    ELITARISMO

    “…Dal nord e dal sud li vedevo arrivar, come grandi fiumi che discendon verso il mar. Quasi una gran festa fatta apposta per un re. Vale più delle cose la gente intorno a me…”  (Dario Baldan Bembo- Viva la gente-)

     

    Era una domenica di Giugno dell’anno 1992, quell’anno mi aspettavano gli esami di maturità, ma soprattutto la Ternana tornava in serie B dopo un purgatorio di 12 anni tra serie C1 e serie C2. L’amministrazione comunale decideva di organizzare, per festeggiare l’evento, una mega tavolata lungo le principali vie del centro, ci sarebbe stato da mangiare e bere gratis per tutti.

     

    Tutta la popolazione cittadina e del circondario si riversò per le vie di Terni, ricordo ancora dei volontari che lanciavano i panini verso la folla, il farsi avanti a spallate e gomitate per procurarsi da mangiare, persone che riempivano gli scatoloni per portarsi a casa più cose possibili, un uomo che affettava la porchetta e la gente che rubava le fette appena tagliate dal tagliere, la calca, la ressa, i 7-8 pestoni presi, una donna che aveva perso le scarpe, il ritrovarmi steso sopra un tavolo faccia a faccia con un maialino da latte arrosto, un bicchiere di vino rovesciatomi contro, le urla, qualche svenimento, i principi di rissa, le prepotenze, anziani visibilmente cardiopatici e con problemi di colesterolo che si ingozzavano di bomboloni alla crema, panini con la porchetta, salsicce secche e spuntature che tanto era gratis, un paio di mezze cariche della celere, una manganellata presa, la calca al buffet.

     

    Gente, gente, ovunque gente, tanta gente urlante, vociante, affamata, rissaiola, recriminante, imprecante, bestemmiante. Dai camion lanciavano i panini per la folla, alcuni venivano rilanciati indietro perché non di gradimento, il mio afferrare e combattere contro altre otto mani per un panino prosciutto e fontina gratis, i giocatori della Ternana che richiamavano alla calma quel branco inferocito dall’alto di una palco, il dolore alle braccia, alle gambe e alla schiena, quel senso di soffocamento e di claustrofobia, il sudore che scendeva a gronde, l’impossibilità a muoversi, il tentativo di furto del mio portafoglio, bambini che piangevano, madri in preda a raptus nevrotici.

     

    Quel giorno cominciò il mio disamore nei confronti delle masse ed ogni volta che sento la parola masse mi viene in mente quell’episodio della mia vita, quel giorno ebbe inizio il mio elitarismo e sostituii gli intellettuali alle masse operaie nel ruolo guida per un’ipotetica rivoluzione comunista, mi allontanai da Marx per avvicinarmi a Gramsci, quel giorno ebbi la tangibilità del detestato concetto astratto di gente che mai come quella volta raggiunse la concretezza, finchè un giorno mi ritrovai in un treno che da San Benedetto del Tronto mi avrebbe riportato a Bologna stipato tra una frotta di boy scout e papa boys saliti a Loreto di ritorno da un mega incontro con il Papa.

     

    Poi sono tornato a casa, dopo essermi accorto che mi avevano rubato lo specchietto del motorino e il silenziatore della marmitta e aver contattato un poliziotto che stazionava nelle vicinanze il quale disse che in fondo era colpa mia, che non avevo nascosto bene il motorino in una giornata che tanto sapevo che ci sarebbe stata la folla e che queste cose sarebbero successe. Gli chiesi se fosse il caso di sporgere denuncia, mi disse che non era il caso e che la polizia a Terni “ha ben altre cose da fare che pensare allo specchietto di un motorino che con 20.000 lire lo compravo nuovo e dare ascolto al primo imbecille che passa”, il tutto con un tono tra il tracotante e lo sfottente tipico di chi si crogiola del fatto di avere una divisa e che, per legge, non lo puoi mandare a fare in culo. Se quel poliziotto fancazzista e arrogante fosse morto ammazzato da un’autobomba magari ne facevano anche un eroe nazionale, gli avrebbero dedicato telegiornali, funerali di stato, vite in diretta, maurizi costanzi sciò, ma non è morto ammazzato da un’autobomba. Purtroppo. Ho acceso la radio e c’era Jovanotti che cantava “Non m’annoio”. Mia madre rompeva i coglioni e recriminava a voce alta per il disordine in camera mia.

     

    A proposito: che fine ha fatto Dario Baldan Bembo?

     

    Pensieri e parole di kendostoe | 12:21 | commenti (9)


    lunedì, dicembre 13, 2004
     

    TANTO RUMORE PER NULLA?

    LECCO – “Fermati gli autori dell'omicidio del benzinaio lecchese, Giuseppe Maver, colpito a morte in un tentativo di rapina: sono due giovanissimi, D.E. di17 anni, e C.D., 18 anni. Entrambi hanno confessato. Sono lecchesi, due «ragazzi da bar» come tanti per i carabinieri. Il minorenne ha detto che a sparare è stato il suo complice. Su di loro si è concentrata negli ultimi giorni l'attenzione degli investigatori che avevano scandagliati tutti gli ambienti di criminalità del lecchese. Il benzinaio, Giuseppe Maver, fu ucciso il 25 novembre con un colpo di pistola al cuore….

    …Per la cattura dei suo assassini il ministro leghista Calderoli, il giorno dopo l'omicidio, propose una taglia di 25000 euro «Nessuno può permettersi di toccare un padano» disse…” (fonte: corriere.it).

     

    Provo umana compassione per il ministro Calderoli, deve essere stata una cosa alquanto dura fare tutto questo casino per un fatto di micro-criminalità e poi scoprire che gli autori del delitto non sono ne extracomunitari ne meridionali, come in fondo lui e tutti i militanti della Lega Nord speravano per poter dar luogo alla solita litania contro gli immigrati, e strumentalizzare politicamente il dolore di una famiglia e la morte di un povero uomo la cui unica colpa è stata quella di fare il suo lavoro e di trovarsi per sua sfortuna nel posto sbagliato al momento sbagliato.

     

    Non mi si venga, per favore, a sventolare le buona fede dei leghisti nella vicenda, basta leggere i forum della Lega Nord per capire l’aria di xenofobia e il puzzo di Adolfo che aleggiava attorno all’omicidio dello sventurato benzinaio lecchese e il loro addebitare la causa della tragedia a ben determinate categorie di persone. Ho sempre giudicato la Lega Nord, i loro omologhi europei e tutto il loro contorname come il pattume del genere umano e questa vicenda me ne da ampia riconferma, semmai ce ne fosse stato bisogno.

     

    Siamo sempre più circondati dalla merda e il peggio è che non si riesce a trovare il pulsante dello sciacquone.

     

    Pensieri e parole di kendostoe | 12:35 | commenti (8)


    sabato, dicembre 11, 2004
     

    OGGI SPALIAMO MERDA SU... L'ISTAT

    Dopo aver sentito il ministro Siniscalco ribattere ripetutamente ad un suo non meglio identificato interlocutore ripetendo ossessivamente “sono dati Istat” per sottolineare i successi economici del governo Berlusconi mi vengono in mente alcune semplici riflessioni.

     

    C’è chi dice che in Italia non si raccontino più le favole, non è vero. Oltre alle mamme e alle nonne a raccontare delle belle favole ci pensa l’ISTAT il buono e caro istituto nazionale di statistica. La favola che vi viene raccontata è quella di un paese del bengodi con l’inflazione più bassa di tutti i tempi e con una popolazione intenta a spendere gran parte del reddito in generi assolutamente voluttuari.

    Eccovi le ponderazioni percentuali dell’incidenza di varie categoria di consumi sul reddito e sulla ricchezza disponibile alla media dei cittadini italiani stilata dal nostro istituto nazionale di statistica, sulla base delle quali vengono poi calcolati gli adeguamenti dei ccnl al costo della vita:

     

    1. Prodotti alimentari e bevande analcoliche 16,0869%
    2. Bevande alcoliche e tabacchi 2,7622%
    3. Abbigliamento e calzature 10,3989%
    4. Abitazione, acqua, elettricità e combustibili 8,9305% (ahahahahahahaha)
    5. Mobili, arredamenti, beni e servizi per la casa 9,9070%
    6. Servizi sanitari e spese per la salute 7,6279%
    7. Trasporti 13,0130%
    8. Comunicazioni 3,0756%
    9. Ricreazione, spettacolo e cultura 8,0751%
    10. Istruzione 1,0207%
    11. Alberghi e pubblici esercizi 10,9563%
    12. Altri beni e servizi 8,1459% tra i quali assicurazione autoveicoli 1,2074%

     

    Sono dati ricavati dal sito ufficiale dell’istituto nazionale di statistica.

     

    Prendiamo una famiglia media di 4 persone, con babbo e mamma lavoratori dipendenti e un reddito mensile che determineremo in maniera approssimativa e per comodità a 2000 € mensili.

    Questa famiglia paga mensilmente 178,61 € tra affitto (o mutuo), acqua, riscaldamento, elettricità, spese di condominio; 377 € per l’alimentazione, per le sigarette e per le bevande alcoliche; 198,14€ per i soprammobili e per l’arredamento (più dell’affitto e delle bollette messe insieme) 61,51€ al mese per utenze telefoniche e servizi postali 219,26€ per gli alberghi e le colazioni al bar (cazzo! Si paga più il cappuccino e la brioche che l’affitto! Che figata!) 24,15€ al mese per l’assicurazione della macchina (la zuritel, una delle compagnie più economiche, per assicurare un veicolo di cilindrata 1100 alla classe 1 bonus-malus, ad un uomo di 50 anni, ti chiede un preventivo di 405 € quindi 33,75€ mensili ed è la più economica e ovviamente ad avere la classe 1 sono in pochi).

     

    In onore del vero e per rispetto della mia professione tengo a specificare che il mio esempio è comunque approssimativo e a titolo esemplificativo e non segue un criterio rigorosamente scientifico ma ciò non toglie che la realtà dipinta dall’ISTAT è quella di un paese che non esiste, (l’Ustat elvetico pondera le spese per abitazione e utenze al 22% del reddito tanto per fare un esempio) e questa è una truffa che viene perpetrata mensilmente ai danni del cittadino italiano. Sappiate che i vostri salari e stipendi vengono rivalutati e calcolati sulla base della realtà di questo paese immaginario che non esiste da nessuna parte se non nella mente degli “esperti” dell’Istat o meglio ancora dei governi che fin qui si sono succeduti che hanno determinato il paniere.

     

    Se un colto studente di scienze statistiche e sociali proveniente da un paese in via di sviluppo scegliesse, basandosi sulle sue conoscenze, l’Italia come paese in cui vivere chi glielo spiega che ha un’idea totalmente sbagliata? Chi gli affitta una casa a 100€ al mese? Forse per quella cifra potrà trovare un posto letto a Pratola Peligna (Aq) o ad Antrodoco (Ri).

     

    Prendiamo un esempio concreto: il mio. Vivevo a Bologna con la mia compagna, reddito familiare 2.500.000 £ mensili dovuto al mio lavoro e alle collaborazioni saltuarie di mia moglie, di affitto pagavamo 1.200.000 £ al mese quindi il 48% del reddito se ne andava solo per l’abitazione escluse le utenze. Ero così sfigato rispetto al resto del paese?

    Quando sentite parlare di dati ISTAT pensateci bene prima di prenderli per oro colato soprattutto alla luce del fatto che ha già avuto inizio la campagna elettorale più lunga “da quando l’uomo inventò il cavallo.”

     

    Fonte: sito ufficiale dell'Istat andate a vedere e fatevi delle risate…

     

    Pensieri e parole di kendostoe | 13:34 | commenti (6)


    venerdì, dicembre 10, 2004
     

    VIA DALL'ITALIA?

    Tengo innanzitutto a precisare che non è che nella mia esistenza abbia sempre programmato di venire a vivere in Svizzera anzi, fino al giorno prima di uno di quegli incontri che valgono una vita (la vita è l’arte dell’incontro diceva Vinicius de Moraes) con un uomo che poi mi avrebbe fatto un’allettante proposta di lavoro che ho accettato senza stare tanto a valutare, la Confederazione Elvetica per me era un paese pieno di banche, neve, montagne verdi, laghi, mucche e cioccolato abitato da gente ricca, ordinata, un po’ chiusa e un po’ gretta ( sulla grettezza degli svizzeri, almeno di alcuni di loro, ho poi avuto ampio modo di ricredermi) tutto è nato un po’ casualmente ed è stato frutto di svolte assolutamente inattese e piovute un po’ dal cielo, ogni tanto una botta di culo ci vuole, e che cazzo!

     

    Nonostante i pegni da pagare tipici di chi vive in un paese straniero anche se, limitatamente alla zona dove vivo, condivide con il mio paese d’origine la lingua madre e il che non è poco dato che mia moglie in primis mi sottolinea le difficoltà di chi è costretto a parlare nella vita quotidiana una lingua che non è la propria, difficoltà in parte alleviata dalla presenza di una nutrita comunità portoghese, oggi posso dirmi orgoglioso di far parte di questa nazione e di aver sicuramente fatto la scelta giusta e soprattutto ho la ferma volontà di continuare a vivere qui e di prendere, prima o poi, la cittadinanza elvetica.

     

    Faccio queste riflessioni perché in questi giorni molti miei amici e conoscenti non fanno altro che ripetermi la loro volontà di abbandonare l’Italia dove la vita è diventata impossibile, i neolaureati non hanno occasioni lavorative gratificanti, se non quella di fare il venditore porta a porta di Forza Italia o del Kirby, dove sono costretti a vivere con i genitori fino alla soglia della senescenza perché i prezzi delle case sono diventati impossibili, dove le gerarchie ecclesiastiche vogliono imporre a tutti il proibizionismo e l’etica cattolica. Denunciano dell’Italia una certa arretratezza e un certo provincialismo culturale e grigiore intellettuale, inoltre sono stanchi della endemica illegalità portata addirittura a virtù, della totale mancanza di senso civico e di società civile, di vedersi passare avanti solo chi è più furbo e chi ha le giuste pubbliche relazioni.

     

    Bene, tutte cose vere e giuste, tutte cose che dell’Italia facevano incazzare anche me e che mi fanno incazzare tuttora (sia chiaro, anche la Svizzera sotto molteplici aspetti non è poi sto gran paradiso in terra) però siccome sono stronzo qualcosa da aggiungere ce l’avrei.

     

    L’Italia tra i tanti difetti ha una grandissima qualità: te ne puoi andare quando vuoi. L’Italia non è come Cuba dove non puoi emigrare se non rischiando di essere sbranato dagli squali nell’Oceano Atlantico, non è un paese dell’ex blocco comunista (e lo dico criticando l’ideologia nella quale mi riconosco) dove non potevi superare le frontiere e dove era più probabile venir colpiti da un fulmine che avere il passaporto, ma è un paese inserito in un’area di libero scambio e di libera circolazione delle persone. Potete andare a cercarvi un lavoro in Inghilterra, in Francia, in Spagna, in Germania, e chi più ne ha più ne metta, quando volete e poi lo sapete che in certi paesi dell’Africa e dell’America Latina con 10.000 euro potete andare a fare i padroni bianchi per tutta la vita standovene in splendide spiagge tropicali circondati da belle e accondiscendenti fighe del posto?

     

    Insomma, non capisco perché molti miei connazionali dicono di vivere in un paese di merda, circondati dalla merda senza però fare mai nulla per spalarsi via di torno tutto questo fango odoroso, neanche nell’intervallo tra una birra e l’altra.

    Siamo ancora quelli del facile vittimismo piagnone? Aspettiamo tutti il genio della lampada che schiocchi le dita e ti esaudisce i desideri? In fondo nell’Italia di Berlusconi, Fini, della Lega Nord e del Vaticano si sta da Dio? Non riusciamo a staccarci da babbo, da mammà e dagli amici? Scarichiamo sul contesto un nostro disagio psichico e privato che non migliorerebbe semplicemente prendendo un treno o un aereo?

     

    Mi piacerebbe sapere la vostra opinione in merito e leggere le testimonianze dei numerosi blogger che hanno vissuto o che vivono all’estero. Vediamo se riesco ad aprire una discussione.

     

    Pensieri e parole di kendostoe | 00:42 | commenti (11)


    giovedì, dicembre 09, 2004
     

    UOMO D'OGGIGIORNO

    Sono un uomo, un uomo di oggi, un uomo moderno, sono figo, sono cool, mi piace andare in palestra ma mi tengo anche informato oggi per esempio mi sono dato alle letture, ho comprato Men’s health, Gq e Max così so tutto sull’ultima tendenza dell’uomo del nuovo millennio e sono sempre informato e alla moda.

     

    La mattina mi sveglio alle 6,45, mi serve tempo per mettermi tutti i prodotti dermoprotettivi e le creme idratanti che compro all’erbolario toscano, ogni 15 giorni faccio una ceretta perché i peli sono antiestetici e poi la pelle non traspira, ho una farfallina tatuata sul bicipite sinistro, il mercedes slk comprato con comodo finanziamento in 120 mesi con tasso di interesse al 7% impazzisco per le canzoni di Gigi D’Alessio, per i balli latini, per i ristoranti etnici, per i negozi di integratori alimentari.

     

    Se fossi stato non figo come vorrebbe l’autore di questo blog probabilmente sarei ricoperto di peli, avrei perso tempo a studiare, avrei perso 26 anni della mia vita dietro un’insana e solitaria astinenza sessuale, avrei ammorbato tutti con i racconti dei miei insuccessi, dei miei traumi adolescenziali irrisolti, dei miei incontri con le Luise Rossi, ma grazie a Dio non lo sono, sono quello a cui le Luise Rossi la danno e per giunta non mi devo sorbire le loro lamentele, a quello ci pensano i miei amici non fighi, sono contento che i non fighi esistano, senza di loro non esisterebbe la figaggine e poi tutto sommato noi non possiamo fare a meno di loro, mentre loro farebbero a meno volentieri di noi, per questo mi stanno molto sul cazzo anche se in fondo loro mi invidiano.

     

    Ho avuto una lunga relazione di 7 anni con una mia collega del mio primo lavoro in una nota compagnia di assicurazioni, intervallata da quattro relazioni parallele con donne conosciute in palestra, in piscina, dall’estetista e anche con la mia estetista. Ad un certo punto lei voleva avere dei figli, ma a me i bambini non piacciono, sono mostri caciaroni e poi non avrei tempo di dedicarmi a loro lasciando totalmente la compagnia di amici, la discoteca, i divertimenti, la tipa dalla smutandata facile il sabato sera, poi i bambini sporcano gli interni della slk, non ti fanno dormire la notte e poi ti vengono le occhiaie e la crema per il contorno occhi non riesce a mascherarle.

     

    Il mio pensiero è rivolto a: vestirsi decentemente per piacere a me e alle donne che incontrerò uscendo da casa, profumare perchè mi piace essere "pulito", per trascorrere una buona giornata di lavoro e ...perchè nò, ridere e sedurre le mie colleghe durante la pausa caffè, fare shopping e spendere quei quattro soldi che guadagno perchè si vive una volta sola e bisogna vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo come amava dire la mia estetista; prendere un aperitivo perchè discutere con un pò d'alcool in mano non può che migliorare le cose, incontrare la tipa che guardi negli occhi e la vuoi conoscere e dopo poche ore te la scopi a manetta, tornare a casa e avere tua madre che pensa a cucinare, andare a correre al parco per sputare fuori il veleno che respiro tutta la settimana in città veleno che poi fa male alla mia pelle, cercare di guardare Studio Aperto almeno una volta a settimana perchè quando sono in "salotto" voglio poter dire la mia, pensare che la mia vita è preziosa e che quindi me la devo godere sino all'ultimo sorso, che mi devo scopare tutte e mi scopo tutte perché sono figo e sono bello come il sole. Questo è il vero senso della mia vita, questo è il vero senso della vita e sono felice.

     

    Una volta andavo dal barbiere, ora da quando mi tingo i capelli vado dal parrucchiere da donna perché ha una grande esperienza, una vasta varietà di colori e di tinte e viene un lavoro più accettabile, certe donne pensano che sono uno stronzo, ma non me ne potrebbe fregare di meno, tanto ne ho sempre delle altre pronte che siano esse studentesse, lavoratrici, manager, operaie, impiegate, single, fidanzate, divorziate, sposate, ricche, povere, vergini, navigate, quando ho la ragazza poi mi faccio anche le amiche, le donne in fondo mi adorano e io adoro le donne, sono la cosa più bella della vita dopo il fitness.

     

    Durante il giorno mi vesto seguendo il dress code aziendale, con i miei vestiti di Prada, dell’emporio Armani e di Caraceni. Il dress code è una regola aziendale e come tale impone a tutti i dipendenti una serie di norme per essere decorosi e conformi al corporate branding sul posto di lavoro. Ritengo che tutto ciò sia molto giusto che è importante vestirsi bene. Se fossi stato non figo come il proprietario di questo blog avrei messo la camicia quadrettata sotto la felpa abbinandola ai pantaloni neri di fustagno e avrei vissuto il dress code come acritico conformismo e limitazione della libertà personale, come ama dire lo sfigato tenutario del blog, ma grazie a Dio non lo sono e finito il lavoro metto la canottiera e la bandana di Dolce e Gabbana per andare in palestra e per mostrare i miei bicipiti guizzanti, per poi rimettermi il Caraceni per andare in discoteca dove sono sempre in lista perché mi scopo barbaramente la PR che mi fa trovare il tavolino con lo champagne grazie al quale conosco ragazze sempre nuove e sempre diverse che poi mi monto sul ribaltabile della Mercedes.

     

    Voglio morire, voglio morire a 50 anni dopo aver provato tutto, voglio avere una morte da figo, voglio schiantarmi a 220 km/h sulla Paullese a bordo della Porsche ultimo modello che comprerò con 120 comode rate mensili, perché voglio essere figo anche di fronte alla morte, perché c’è modo e modo di morire, c’è chi muore da non figo, di silicosi e di cancro dovuto al contatto con l’amianto e chi muore da figo immerso nell’ebbrezza della velocità e in quella della consapevolezza di aver vissuto, poco ma di aver vissuto e di essere sempre stato al passo con i tempi, spero solo che la morte mi incontri con il pizzetto in perfetto ordine.

     

    Pensieri e parole di kendostoe | 12:26 | commenti (7)


    mercoledì, dicembre 08, 2004
     

    NATALE IN CASA DOSTO

    Il fatto di avere un bambino a cui far credere alla favola di Babbo Natale, e spero veramente che smetta il più tardi possibile di credere nelle favole, è un qualcosa che riesce a rendere meno irritanti perfino le festività natalizie.

     

    Per il resto, bambini a parte, siamo orientati sul principio “niente regali” pur approfittando delle ferie natalizie per andare in Portogallo, il che vuol dire che qualche cazzatella dell’ultimo momento magari la compreremo, senza nessuna frenesia e seguendo comunque rigide prescrizioni di economicità, utilità e soprattutto niente oro e diamanti visto che sono contrario per principio a questo inutile lusso che non fa altro che alimentare sanguinose e annose guerre civili, in molti paesi dell’Africa, per il controllo delle miniere.

     

    E’ bello avere una moglie che condivide al 100% la linea Dosto sul Natale, il tutto senza discussioni di sorta.

     

    Pensieri e parole di kendostoe | 15:57 | commenti (12)


    lunedì, dicembre 06, 2004
     

    SERATINA MONDANA

    “…Basta un giorno così a cancellare centoventi giorni stronzi e

    basta un giorno così a cacciare via tutti gli sbattimenti…”

     Max Pezzali

     

    Una delle rare volte in cui fui invitato ad una festa dai miei compagni di liceo fu in occasione del diciottesimo compleanno di una ragazza di famiglia strabene mia compagna di classe, di quelle che quando incrociavi per strada preferivano cambiare marciapiede rischiando di essere investite piuttosto che salutarti (non è una frase buttata li a caso, è successo veramente).

     

    Mi arrivò una sorta di bigliettino di partecipazione a casa e già cominciai a bestemmiare pensando che si trattasse di un invito ad un matrimonio. Sappiate che in occasione degli inviti ai matrimoni e dei miei conseguenti rifiuti a casa Dosto si scatenava una vera e propria tragedia familiare degna delle migliori saghe televisive, in realtà la mia ipotesi era ottimistica visto che invece si trattava dell’invito, assolutamente non gradito, alla suddetta festa. Ovviamente non poteva dirmelo a voce, considerato anche il fatto che mi vedeva tutti i giorni in classe, ma doveva fare sfoggio di questi formalismi che, se non si fosse ancora capito, a me stanno decisamente sui coglioni ma il peggio era il contenuto del biglietto: ero invitato a questa festa che si sarebbe tenuta presso il circolo più esclusivo della città ed era richiesto l’abito scuro.

     

    Avete capito? L’abito scuro ad una festa di 18 anni! Manco fosse la contessina Serbelloni Mazzanti Che Vien Dalla Montagna o la figlia di Marta Marzotto o di qualche altro trombone dell’alta società. La cosa infatti non fu presa sul serio, almeno non fu presa sul serio dal sottoscritto che all’epoca poi l’abito scuro neanche lo aveva, e dal suo inseparabile amico Luciano tanto che la mia concezione di abito scuro quella sera consistette in blue jeans chiari Levis 501, giacca blu scuro su collo nudo sopra la t-shirt bianca di cotone comprata al mercatino rionale. Anche Luciano non fu da meno scegliendo un look vagamente dark: jeans Levis neri, camicia nera e giubbotto nero di pelle, anche le scarpe erano nere, io invece avevo le scarpe da tennis e il calzino corto di spugna.

     

    Arrivammo in motorino al luogo della festa, ovviamente l’uomo che era all’ingresso non ci fece entrare, io mandai a fare in culo lui e tutti quanti e me ne andai dicendo che in fondo era meglio così, Luciano cercò un po’ di insistere e di dimostrare, con ardite e improbabili alchimie, che la sua interpretazione del concetto di abito scuro era tutto sommato accettabile, il tutto tra i belati, gli squittii e i ridolini di scherno di quelle fanciulle nel fior fiore della giovinezza e della troiaggine delle nostre compagne di scuola che ovviamente non manifestavano alcun segno di ribellione verso quel retaggio feudale ne un minimo di senso critico anzi, avevano messo in campo l’artiglieria pesante in quanto ad abbigliamento e acconciature, si sentivano invitate al salotto buono cittadino, per loro era la grande occasione di troieggiamento per conoscere qualche rampollo bene della borghesia cittadina e per una futura vita da Emma Bovary della Valnerina.

     

    Fu così che Luciano ed Io prendemmo i nostri motorini e ce ne andammo intonando a mo’ di coro da stadio “merde siete e merde resterete”.

     

    Passammo la sera vagabondando e facendo il giro dei bar notturni, ovviamente ci ubriacammo come barboni, poi andammo in una sala giochi e improvvisammo alcune partite di ping pong cantando la canzone “ping pong, ping pong” di Plastic Bertrand ridendo come delle teste di cazzo, quel motivetto poi sarebbe diventato il tormentone della serata e della nostra estate 1991.

     

    Arrivato a casa salii le scale continuando ad intonare il motivetto e improvvisando qualche goffo passo di danza, andai a dormire e la mattina dopo feci un falso resoconto della serata a mia madre contenta del fatto che finalmente avevo coltivato una qualche relazione sociale e preso parte ad un qualche evento mondano.

     

    Pensieri e parole di kendostoe | 12:27 | commenti (14)


    sabato, dicembre 04, 2004
     

    IL NEGOZIO DI ARTURO

    Tra le tante comparse della mia vita ogni tanto mi viene in mente il signor Arturo.

     

    Arturo era un uomo anziano che aveva il colore della terracotta, tutti i ternani che una volta lavoravano agli altoforni avevano il colore della terracotta, una robusta patina di abbronzatura artificiale che gli dava l’aspetto degli andini, un’abbronzatura molto poco fashion e che si limitava al viso, alle mani e agli avambracci, già dal collo in giù la pelle ritornava bianca.

     

    Arturo insieme a sua moglie Ada aveva un negozio che diventava vecchio con lui, me lo ricordo ancora dietro il bancone con i suoi capelli bianchi con la riga da una parte, un fare che addirittura aveva un che di distinto e signorile, le sue dita grosse e la parnanza della Liebig con la scritta sbiadita e quei lemmi ternani di campagna, gli stessi intercalare che aveva mia nonna. Sua moglie Ada era una donna molto grossa, stava quasi sempre seduta, aveva le gambe gonfie che trascinava con andatura un po’ barcollante, mi ricordo ancora che verso sera suo marito la teneva sottobraccio mentre tutti e due ritornavano a casa dopo una giornata in negozio.

     

    “Alimentari, vino al minuto da Arturo” recitava l’insegna ma in realtà da Arturo ci compravi un po’ di tutto, mia madre non voleva che ci andassi perché c’era da attraversare il passaggio a livello e un bambino di nome Andrea una volta era finito sotto al treno, allora andavo con mia nonna che si fermava a parlare con loro per ore ed ore e comprava le esportazione sfuse o le ms morbide, i soldini di cioccolata e il billy, il succo di arancia in tetrapak e soprattutto i panini di Arturo. Me lo ricordo ancora che tagliava il “culetto” di una filetta, toglieva tutta la mollica e al posto della mollica metteva il burro e una scatoletta di tonno, oppure la maionese e i carciofini sott’olio che teneva in enormi recipienti di vetro, prendeva della carta oleata, incartava il tutto e poi in un foglietto cominciava a fare i conti in colonna riflettendo a voce alta su addizioni e riporti.

     

    Arturo era sempre aperto, non esistevano sabati, ne domeniche ne natali, ne pasque ne ferragosti, ne ferie estive, da bambino pensavo che non avesse una vita propria al di fuori del negozio, lo vedevi mentre guardava le immagini sfarfallate di un vecchio televisore brionvega arancione in bianco e nero che aveva in negozio, quando noi bambini andavamo da lui a comprare le bottiglie di spuma all’arancio da 350 lire con vuoto a rendere dopo le partite a pallone, oppure recuperavamo i vuoti da casa che barattavamo in cambio di 100 lire o meglio ancora di un pacchetto di gomme, di 9 caramelle sfuse al mentolo o alla menta London, o, a Natale, degli ovetti di zucchero ripieni di cioccolato con dentro i soldatini di plastica.  Solo una volta lo vidi fuori dal negozio con un completo beige, un paio di bei mocassini neri, una camicia squadrettata, la cravatta e i capelli impomatati, quel giorno andava all’ospedale a farsi una radiografia al ginocchio e aveva smesso la solita parnanza per mettersi il vestito pulito delle grandi occasioni, come facevano gli uomini di campagna quando nei fine settimana scendevano in città.

     

    Era lontana la borghesia bottegaia, il ceto medio a cui tutti gli schieramenti politici fanno l’occhiolino per non cambiare nulla, le maggioranze silenziose, l’evasione fiscale, il vittimismo piagnone, i SUV, le seconde case in montagna o al mare, le serate nei locali alla moda dove si entra se sei in lista. Da Arturo si respirava un’aria di cibi in scatola, di Italia che fu, di vecchiette con le sportine di plastica, di decorosa povertà, di stracci portati con onore, di senso comunitario, di sorridente e pettegola cordialità, di prima urbanizzazione. Tutte cose che rimandano alla prima infanzia al ricordo di quell’italica antropologia ormai sommersa, ormai scomparsa, di quell’Italia di una volta che chissà com’è mi pare tanto ma tanto meglio di quella di adesso, di quell’Italia prodromica a quel decennio di ubriaca vertigine e fiducia, gli anni’80.

     

    Ricordo che poi, ad un certo punto, Arturo e Ada cominciarono a spegnersi e con loro in perfetta empatia cominciava a spegnersi il loro negozio, li vedevi sempre li in quella stanza semibuia, entravi e dopo un po’ ti rispondevano, venivano a venderti le cose, a chiederti come stavi e di chi eri figlio. A volte, nel mese di Dicembre, gli facevamo i dispetti buttando le miccette e i raudi accesi dentro il negozio, me lo ricordo ancora con quel viso di terracotta sempre più segnato dal tempo mentre rincorreva noi, ragazzini crudeli, con la scopa in mano gridando “un giorno de quisti si ve chiappu, juru che ve trincio”.

     

    Poco tempo dopo Arturo morì, seguito immediatamente dalla moglie Ada il cui debole cuore non aveva retto al dolore della vedovanza, il negozio rimase per un po’ così come l’avevano lasciato loro, dai vetri impolverati vedevi le cose esposte spegnersi sugli scaffali, le scatole di detersivo Tide, i dadi Magi, i tubetti di dentifricio Pepsodent, i biscotti Tuc, la caramelle “gocce di pino” e “menta London” sfuse. Poi un giorno qualcuno abbassò la serranda, smontò la vecchia insegna e da quel giorno in poi tutto rimase uguale, una serranda abbassata, a volte passo ancora di li, il passaggio a livello è stato sostituito da un cavalcavia, mia madre non ha più paura, la piccola borgata è rimasta sempre uguale, quella serranda è sempre abbassata e anche mia nonna, nel frattempo, ha raggiunto Arturo, Ada e il loro negozio in chissà quale posto.

     

     

    Pensieri e parole di kendostoe | 16:31 | commenti (9)


    venerdì, dicembre 03, 2004
     

    L'AGNIZIONE PARTE SECONDA

    Sono una splendida 29 enne dai capelli in genere rossi o gialli, ogni volta kè nella mia vita c’è un cambiamento importante io mi cambio colore ai capelli, oppure li taglio o faccio la permanente. I miei capelli sono un qualcosa di organico, seguono il mio umore, ogni volta che devo affrontare un problema cambio qualcosa ai miei capelli.

    Oltre ad essere intrigante, solare, amante dei gatti e della natura e un po’matta sono anche fortemente egocentrica.

     

    Ho 29 anni, un’apparizione in tv, un casting per entrare nelle Lollipop, uno spot nelle tv locali per la promozione del negozio “da Sergio divani e poltrone”dove ballavo tra i divani con il mio tailleur grigio con minigonna, le mia calze velate e le mie decolté pitonate con un tacco di 10 cm e muoio di invidia ogni volta che vedo le foto delle modelle nelle riviste femminili perché io non sono tra loro, non potrò mai indossare quei vestiti, sono troppo belli, avrei paura di sciuparli e poi sono troppo grassa e ho le tette troppo grosse, non diventerò mai miliardaria sarei la ragazza + realizzata al mondo se mi vedessi su una di quelle pagine..la mia felicita nn si potrebbe esprimere in parole.. anzi non si potrebbe esprimere in nessun modo..

    xke io nn sono cosi bella? xke non sono abbastanza magra??

     

    Io al massimo ho sfilato in qualke discoteca o qlc bar.. e sn apparsa su un giornale regionale e un sito poco visitato.. x un concorso ke non ho neanke vinto.. anke se sn arrivata in finale.. ufff... non arrivero mai li.. ke tristezza.. a cosa mi serve sognare..?? niente.. devo smetterla.. ma non ci riesco..

     

    Amo il kolore viola, il mio inseparabile Nokia 6600 con fotokamera integrata, perché ho la passione per le foto, ho una kollezione di borse, ho una vera passione x gli anelli, x i gioielli della breil e di cartier, una mania x le buste dei negozi, x i perizoma, e x tutti i libri che hanno come protagoniste le donne e che parlano del nostro vissuto quotidiano, ho uno skoperto di 600 euro sul conto corrente. Amo andare nei posti dove c’è tanta gente, i balli latino-americani, gli Oasis, i Take That, i Duran Duran, andare al mare per passare le giornate sotto il sole, essere sempre al centro dell’attenzione, monciccì, hello Kitty, il mio gatto Gervaso, girare per i negozi e per i centri commerciali, le riviste di moda e di gossip, Jovanotti anche se ultimamente è diventato troppo difficile e troppo di sinistra, Katia del grande fratello 4, la pancia piatta, i piercing, l’abbronzatura, i ragazzi fighi, ballare a piedi scalzi, urlare in discoteca quando ci sono i California Dream Men, la verità.

     

    Odio l'ipocrisia, chi dice sempre "no", i superficiali, gli albanesi, chi si ritiene "superiore" in qsiasi campo e lo fa pesare su chi non sa, chi si arrende senza aver provato, rinunciare a qcs in cui credo, chi ti ostacola, gli insulti gratuiti, la violenza (in generale e specialemente quella gratuita, sulle donne e sui bambini!), chi non ti accetta per come sei, chi ti cambia, gli uomini ke si sposano kon le straniere quando le italiane sono le migliori ma loro si sposano con le straniere perché non sono fighi, quando ho la sensazione che nessuno capisca quello che provo, la falsità, gli sfigati,  l'ingiustizia, l'egoismo, la gente che vuole intromettersi nella tua vita quando non ne ha più diritto, il freddo, la tensione, il calcio, gli uomini che guardano il calcio, la politica, Nanni Moretti, le persone stupide, i ragazzi non fighi, perdere tempo, non avere tempo per pensare a me stessa, quando mi ritrovo la macchina ammaccata e non so di chi è la colpa, gli uomini che sono tutti stronzi, ma soprattutto odio mia madre, a volte litighiamo tantissimo ed io avrei tanto voglia di andarmene di casa.

     

    Penso che sarebbe bello andarsene via di casa, ma prima devo trovare un uomo che sia all’altezza di mantenermi e di farmi fare la bella vita perchè il denaro ha una sua importanza e l’80% della felicità si compra, e poi me lo merito, ho sofferto troppo nella vita e ho una voglia matta di divertirmi. Quando vedo il commesso imbustare la merce nelle buste dei negozi provo un piacere simile a quello della penetrazione, poi torno a casa e quello che ho comprato non mi piace più e mia madre ke rompe i coglioni perché gli armadi sono pieni e non c’è più posto per la mia roba, ed io mi consolo facendo shopping.

     

    Trovo che gli uomini siano molto noiosi, non sono pazzi come noi ragazze, ma passano le ore a guardare il calcio, noi ragazze invece siamo più intelligenti, più brillanti, più pazze e più divertenti, odio la mia città, voglio andare via e andare a vivere a Milano, Milano è una metropoli, è la città della moda. La stazione di Milano non è come la stazione della mia città dove ci sono solo un bar e un sali e tabacchi, ma è piena di negozi, c’è la profumeria sephora, ci sono le boutique di abbigliamento, poi con la metropolitana sei in Corso Buenos Aires, con tutte le scintillanti vetrine. sabato scorso ho fatto shopping a Milano ed ho comprato:

     

    • Giacca di velluto a costine marroni di Zara: ne ho una uguale bianco panna che ho comprato dieci giorni prima, adoro le giacche di velluto, ne ho 7.
    • Settima borsa di Hello Kitty: da abbinare alle scarpe kill bill style e ad una felpa di subdued gialla e verde
    • Shopping-bag di Winnie the pooh
    • Un French effetto unghie finte
    • Ballerine rosa antico con fascia e fiore di pelle
    • Stivaletti pitonati
    • Cappellino Luis Vuitton
    • Gonna bianca con fascia in vita e top a fascia bianco che rimane un pò abbondante. Mi sono abbastanza arrabbiata perchè questo top l'ho preso anche nel nero, e l'ho provato soltanto nel nero perchè la commessa mi ha detto che sono taglie uniche. Invece questo è decisamente più largo, infatti mi sta un pò meno bene dell'altro... pazienza!!! Comunque abbinati fanno l'effetto vestito.

     

    Il tutto alla modica cifra di 339,98€ ma in fondo ho fatto bene, perché a Milano tornerò solo il giorno 17 per lo shopping natalizio.

     

    Oggi la mia collega arpia con le tette che gli calano non mi guarda nemmeno in faccia, ma ki kazzo si crede di essere quella stronza, solo perché ha preso una laurea in economia e commercio e un master si sente superiore! Mi verrebbe voglia di dirle: “ma non ti vedi quanto sei kozza! sei brutta quanto un colpo e più acida dello yogurt” ho voglia anche di cambiare lavoro, mi piacerebbe fare l’organizzatrice di eventi, di sfilate, di feste o comunque un lavoro che mi dia modo di conoscere ogni giorno gente nuova e interessante, invece che tutto questo grigiume che mi circonda.

     

    Sono intrigante, solare, amante dei gatti e della natura, egocentrica e un po’ matta, sono una ragazza d’oggi.

     

     

    Pensieri e parole di kendostoe | 16:10 | commenti (13)


    giovedì, dicembre 02, 2004
     

    GETTO LA MASCHERA E VI SVELO CHI SONO VERAMENTE

    E’ arrivata l’ora di gettare la maschera. Innanzitutto MonsieurDosto non è un monsieur ma è una madame, ebbene si, sono una ragazza, ho 29 anni, vivo con i miei, ho un rapporto conflittuale con mia madre, anche stamattina abbiamo litigato violentemente, lei mi ha sgridato xché si oppone alla storia che ho con Gianni ke ha 26 anni ed è dei gemelli quindi va d’accordo con me che sono dei pesci, per quanto i gemelli siano dotati di una certa connaturata ambiguità. Ancora è presto per dire se è o non è una cosa seria ma certo è ke lui mi fa sentire speciale, oltre ad essere dolce e ad ascoltare i miei capricci, ieri mi ha comprato l’orsacchiotto della Trudi all’autogrill, veste anche bene ed è anche figo, va in palestra da sei anni e Annalisa ieri lo guardava con invidia, perché con Gianni ci provava anche lei, ma lui ha scelto me, anche se ancora prima di dare un’aura di serietà alla storia devo metterlo alla prova, perché non sono una ke la da al primo che capita, ma voglio scegliere, provare e poi non è come il ragazzo di Annalisa ke è sfigato e ke non la va mai a prendere in macchina.

     

    Sono intrigante, solare, amante dei gatti e della natura, il mio migliore amico è Gervaso il mio gatto siamese di sei anni, la migliore compagnia, quando sono triste lui mi ascolta, mi guarda e fa miao, è meglio lui di un uomo perché gli esseri umani sono tanto cattivi, soprattutto gli uomini che sono tutti stronzi, me li ricordo ancora quando mi prendevano in giro quando mi sono cresciute le tette che io vivevo come un autentico flagello e nascondevo sotto dei pesanti maglioni perché mi vergognavo e gli uomini mi guardavano con quel loro sguardo da maiali.

     

    Oltre ad essere intrigante, solare, amante dei gatti e della natura sono anke un po’matta, quando sono triste mi consolo con lo shopping, soprattutto dopo ke litigo con mia madre, ieri per esempio nella pausa pranzo sono andata al centro commerciale vicino all’importante azienda leader nel settore delle macchine utensili per la produzione di mobili in legno dove lavoro come key account assistant, ke hanno clienti all’estero e dove c’è il mio capo ke è troppo figo e non è come la mia collega ke è un’antipatica arpia con le tette che già gli stanno calando, ho comprato una trousse della Marilù in offerta a 39,99 euro, un paio di scarpe decolté a punta con un tacco di 6 cm a 109 €, quasi uguali a quelle che ho comprato due mesi fa per andare alla festa di compleanno della Dada ma che da quel giorno non ho messo più, due paia di calze da calzedonia da mettere sotto gli stivali, un paio arancioni e un paio verdi, una confezione di sinflex per quando ho i dolori mestruali che mi impediscono anche di fare la passeggiate in mountain bike a contatto kon la natura, una borsa di Hello Kitty xkè amo tutto ciò ke ha a ke fare con i gattini e per finire, perché nonostante sia bella e con l’aria svampita ci ho anke un cervello non sono una stupida come quelle ke si vedono in televisione, ho anke komprato il libro “Zorro” di Margaret Mazzantini che è tanto commovente, anke se io a parlare con i barboni ci avrei paura perkè sono sporchi, ubriaki e pericolosi e puzzano un po’ come gli albanesi (a parte Kledi e Tare che sono due bonazzi da paura!!!) e gli extra-komunitari, bisognerebbe che il sindaco facesse qualcosa contro questa piaga.

     

    Io sono komunista ma non mi piacciono gli extra-komunitari perché sporkano, non sono fighi, a parte qualche senegalese che onestamente me lo farei (hi hi hi hi) infatti uno che fa l’operaio dove lavoro e si chiama Seye Masseye è proprio figo, un giorno di questi ci vado a ballare i balli latino-amerikani anche se lui al suo paese ha già due mogli e io non ci sto a fare la comprimaria in un harem, voglio un uomo tutto kokkoloso e patatoso per il quale io sono la kosa più importante e che ogni giorno sia capace di stupirmi con qualkosa di speciale e di conquistarmi con piccoli regali, tipo gli orsacchiotti bianchi che ho sul desktop del mio computer e poi sono paesi che hanno una cultura troppo diversa dalla mia, dove la donna non è emancipata come la donna italiana e portano anche il burka, insomma, sarà pure figo ma non mi metterei mai kon uno ke viene da quei paesi lì, anzi io affonderei le navi dei klandestini, kome vedete ci ho anke un cervello e faccio i diskorsi seri di politica.

     

    Oggi comunque mi sento triste per via del litigio con mia madre ke non mi fa vivere la mia vita kome voglio e per le mie “amike” che sono invidiose e perché non ho ness1 che mi consola e mi coccola a parte il mio pikkolo Gervaso, anche se qui sul blog ho tanti uomini ke mi lasciano commenti carini e chissà se con qualcuno di questi nascerà una storia seria perkè anke se ho questa mezza storia con il Gianni in fondo sono single per scelta, perkè gli uomini sono immaturi e non ho trovato nessuno veramente al mio livello e ke abbia verso di me le attenzioni ke merito e ke mi porti al privè della discoteca, perkè amo ballare e fare kasino tutta la notte perkè sono un po’matta.

     

    Anzi cari blogger tra un po’ arriva il natale e mi piacerebbe ricevere:

     

    - Bagnoschiuma dell'Aquolina alla vaniglia, al cioccolato, panna e fragola, latte e menta e latte e miele.

    - Una spilla di quelle che vanno di moda adesso (diversa dalle 2 che ho già preso però!)

    - Una shopping bag per andare al lavoro (ne ho già però averne una in più non farebbe male, dato che al lavoro ci vado tutti i giorni...giusto x cambiare...e poi non costano tanto quelle di tela di hello kitty etc...)

    - Un fondotinta chiaro...purtroppo nn sn riuscita ancora a beccare quello giusto...ho la pelle talmente chiara che qualsiasi fondotinta mi metta sembra sempre troppo scuro rispetto al mio colore naturale...stona troppo. Magari altre persone hanno più fortuna di me e beccano quello giusto!

    - Elastici, mollettine e affarini per capelli...ne ho bisogno...è tanto che nn ne compro più!

    - Un libro della Red Dress Ink oppure "Il diavolo veste Prada", oppure qualsiasi libro di Baricco o della Allende.

    - qualsiasi cosa di profumeria ( il labello serve sempre, i lucidalabbra anche...)

    per ora non mi viene in mente altro...

    Nessuno vuole fare felice una gentil donzella bisognosa di kokkole? Dai!!!!!

     

    Pensieri e parole di kendostoe | 12:35 | commenti (26)


    mercoledì, dicembre 01, 2004
     

    SULLE DONNE IN POLITICA

    Ho appena letto un articolo di un noto settimanale italiano su Condoleeza Rice dove la neo segretaria di stato del governo Bush viene definita “simpatica, carina, di famiglia povera e nera”. Non so per voi, ma secondo me la Signora Rice ha un grado di avvenenza di poco inferiore a quello del bulldog del mio vicino di casa, sulla simpatia di chi fa bombardare la popolazione irachena poi nutro dei seri dubbi e come se non bastasse non è nemmeno di famiglia povera (gran cosa i giornalisti italiani) nera è nera e su questo non ci piove, ma non è questo il punto.

     

    Il punto è che, viste le idee politiche di Condoleeza, nome che ti fa pensare ad una tipica espressione piemontese di condoglianze (condoleeza neeh!) e visti anche i pericolosi precedenti della britannica Margareth Thatcher con la sua macelleria sociale e il suo incondizionato appoggio a Pinochet e di Magdaleine Albright e i suoi interventi a favore della guerra in Kossovo, dei bombardamenti in Iraq e nel Sudan e delle sanzioni economiche contro paesi derelitti; le donne purtroppo non sanciranno la salvezza del mondo ed un mondo governato da donne a tutto somiglierà meno che a un luogo tutto puffettoso dove regneranno pace, amore, giustizia sociale e fantasia. Dico questo a scanso di equivoci, semmai qualcuno credesse ancora alle fregnacce che da anni ci propinano le femministe.

     

    Oggi il copiare il peggio del genere maschile è sempre più sinonimo di emancipazione femminile, ed è sinceramente un peccato. Le donne sempre più spesso deludono.

     

    Un’ultima riflessione: le donne che hanno espresso invece una politica realmente pacifista, attenta alle classi più deboli e di reale innovazione e discontinuità nei confronti della “politica maschile” vengono tutte da contesti al di fuori dell’occidente e da quest’ultimo considerati retrogradi dal punto di vista della condizione femminile. Mi riferisco a Indira Gandhi in India, a Benazir Bhutto in Pakistan e Aung San Suu Ky nel Myanmar (ex Birmania). Come è da interpretare la cosa secondo voi? Sarà mica che nel cammino che porta alla parità (e dico parità non uguaglianza proprio perchè la donna è DIVERSA dall’uomo) e all’emancipazione la donna occidentale ha sbagliato strada?

     

    Pensieri e parole di kendostoe | 16:43 | commenti (5)
     

    AMARCORD

    A stento ci si riconosce allo specchio, la città a letto con il brusio delle luci e quello degli elettrodomestici tolgono il senso alle parole, il costante flusso dei pensieri che tengono sveglio questo corpo che non mi appartiene, ma anche questo è nient’altro che il rimbalzare della stanghetta sul diapason che instancabilmente si ripete da 23 anni.

    Tutto confonde, tutto toglie concentrazione e tutto è niente, come pietre sovrapposte l’una sull’altra scivola la mente e non afferra ciò che vorrebbe e che non conosce, il lento scandire dei secondi dall’orologio in cucina e la solita aria si chiude intorno a me, lo stridente turbinio di emozioni mi gonfia lo stomaco… banalità domattina, tutto come sempre e chissà per quanto tempo ancora…

    Sono le tre circa, niente di più lontano dalle frasi che fieramente brandivo nei discorsi con gli altri di cui mi facevo brillante ideatore, proprietario di un cervello non conformista, speciale, che avrebbe dovuto stupire o forse solo apparire cavallo indomabile fiero e pieno di ribellione per questo mondo che non piace o che forse non è abbastanza.

    Stanco di non distinguere la sincerità e di rendermi conto che alle volte sono come in un cinema dove anch’io sono seduto e da una ventina di metri osservo concentrato che effetto fa la mia immagine proiettata e solo di tanto in tanto allungo lo sguardo, senza farmi vedere, sul viso degli altri per capire se vengo abbastanza bene per tutti.

    Certe volte mi capita di lanciare frasi così spinte da chissà che frustrazione e trovarmi a rincorrerle per aggiustare il tiro, assestando dei colpetti via via più forti non capendo più dove volessi arrivare e perché…

     

    Pensieri e parole di kendostoe | 12:28 | commenti (3)