MonsieurDosto

   Un uomo a bassa manutenzione e al passo coi tempi. Per contatti, chiarimenti, spiegazioni,proposte indecenti E-MAIL & MSN: ken_dostoe(chiocciola)hotmail.com ICQ: 92199778

 

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder
    link
    Billiejoe
    Blondi
    Cadavrexquis
    Coniglione
    Il Manifesto
    lakanamamu
    Leonardinha
    Leonardo
    Malessere
    Olympia
    Totentanz
    Underworld
    Yoshitsune
    blog archivio
    oggi
    novembre 2009
    ottobre 2009
    settembre 2009
    agosto 2009
    luglio 2009
    giugno 2009
    maggio 2009
    aprile 2009
    marzo 2009
    dicembre 2008
    novembre 2008
    ottobre 2008
    settembre 2008
    agosto 2008
    giugno 2008
    maggio 2008
    aprile 2008
    marzo 2008
    febbraio 2008
    gennaio 2008
    dicembre 2007
    novembre 2007
    ottobre 2007
    settembre 2007
    agosto 2007
    luglio 2007
    giugno 2007
    maggio 2007
    aprile 2007
    marzo 2007
    febbraio 2007
    gennaio 2007
    dicembre 2006
    novembre 2006
    ottobre 2006
    settembre 2006
    agosto 2006
    luglio 2006
    giugno 2006
    maggio 2006
    aprile 2006
    marzo 2006
    febbraio 2006
    gennaio 2006
    dicembre 2005
    novembre 2005
    ottobre 2005
    settembre 2005
    agosto 2005
    luglio 2005
    giugno 2005
    maggio 2005
    aprile 2005
    marzo 2005
    febbraio 2005
    gennaio 2005
    dicembre 2004
    novembre 2004
    ottobre 2004
    settembre 2004
    agosto 2004
    luglio 2004
    giugno 2004
    maggio 2004
    aprile 2004
    marzo 2004
    febbraio 2004
    gennaio 2004
    dicembre 2003
    novembre 2003
    ottobre 2003
    settembre 2003
    agosto 2003
    counter
    visitato *loading* volte


    lunedì, gennaio 31, 2005
     

    COME FARE BENEFICENZA GUADAGNANDOCI IN FIGAGGINE 

    Leggo, oramai senza stupore, dell’ennesima iniziativa “benefica” a favore delle popolazioni colpite dallo tsunami. Alcune parlamentari italiane, le stesse che, quando ci fu la famosa sentenza della cassazione che assolse un istruttore di scuola guida dall’accusa di stupro per via dei jeans troppo stretti indossati dalla vittima, non trovarono niente di meglio da fare che sfilare indossando pantaloni attillati e far vedere i loro culoni strizzati, si sono rese protagoniste di una sfilata di moda il cui ricavato verrà devoluto alle popolazioni del sud-est asiatico colpite dalla calamità naturale.

     

    Silvio Berlusconi ha donato 10 miliardi di vecchie lire (dire 5 milioni di euro fa molto meno effetto anche se la lira è fuori corso da quasi tre anni) alle comunità di quel gran fascista mascherato da benefattore (requisito indispensabile se in Italia vuoi aprire una comunità di recupero per tossicodipendenti) che risponde al nome di Don Gelmini, sventolando il tutto dall’alto del palcoscenico e davanti alle telecamere.

     

    Oramai se volete essere trendy la beneficenza e le buone azioni non devono essere disinteressate e anonime, dovete farlo sapere in giro il più possibile, se a questi comportamenti associate gli occhiali da sole enormi e i micro tanga o un bel vestito firmato siete proprio il top del cool.

     

    La vecchia immagine della dama di San Vincenzo che con il suo fare dimesso va a imboccare gli ammalati all’ospedale o gli invalidi negli istituti è decisamente out. Ricordatevelo.

    Pensieri e parole di kendostoe | 12:29 | commenti (6)


    venerdì, gennaio 28, 2005
     

    FIGOSITA' FEMMINILE. UN APPROCCIO SEMIOTICO 

    Esiste una relazione di proporzionalità tra la grandezza degli occhiali da sole, quella degli slip e il grado di figosità socialmente determinato di una donna che risponde alla legge generale: più sono grandi gli occhiali da sole e più sono piccoli gli slip, più aumenta il grado di figosità.

     

    A partire da questi due sistemi semiotici (ossia i significati linguistici non verbali della combinazione occhiali da sole-slip considerando le caratteristiche esclusivamente dimensionali) un buon non figo può facilmente capire davanti a quale esemplare di donna si sta trovando e se è il caso di provarci o meno.

     

    Se incontrate una donna i cui occhiali sono in termini assoluti più grandi degli slip è il caso di evitare ogni approccio. Diffidate di questo tipo di donna.

     

    Continua…

    Pensieri e parole di kendostoe | 12:19 | commenti (21)


    giovedì, gennaio 27, 2005
     

    LO STERMINIO

     

    Ebbene si, per una volta mi butto nella deprecabile usanza di utilizzare il blog per una polemica che più personale non si può. Credo che alcuni stermini mirati siano drammaticamente necessari.

     

    Quando parlo di necessità di stermini mirati mi riferisco a quella altera “signora” con i capelli rossi tinti e cotonati, le labbra vagamente siliconate, la pelliccia di visone bianco e un cane carlino con il cappottino rosso che tutti i giorni tra le 12,30 e le 13 parcheggia il suo Land Rover Freelander SE targato TI 300xxx (e non dico il resto della targa solo perché sono un gran signore!) in Via Ferri all’altezza della scuola per l’infanzia costringendo il sottoscritto e chiunque passi di li ad almeno 5-10 minuti di coda e di attesa del tutto immeritata.

     

    Mi auguro sinceramente che il suo Land Rover, per motivi inspiegabili, cominci a guidarsi da solo e la metta sotto le ruote, con l’accortezza di inserire ripetutamente la retromarcia finchè lei e il suo scagnozzo non esalano l’ultimo rantolo. Capisco che il povero carlino non abbia colpe, ma per una legge dell’induzione chiunque ha a che fare con un essere così nauseabondo non può essere innocente.

     

    L’attesa in Via Ferri, rituale che oramai si ripete tutti i giorni lavorativi sabati compresi, termina quando sul macchinone sale una fregnettina bionda di 4-5 anni e del peso di non più di 15-20 kg, talmente priva di consistenza e peso specifico che se la incollerebbe anche il vento, sicuramente tenuta a dieta dalla mamma che sogna per lei un futuro da velina e da moglie di qualche calciatore o rampollo di una famiglia di banchieri svizzeri e, scomodando il vecchio approccio biologico lombrosiano giudicato ciarlataneria da oltre un secolo, per la quale è facilmente prevedibile tra un 15-20 anni un futuro da sgualdrina ad alta manutenzione e/o di modella negli spot degli autosaloni in qualche tv locale.

     

    Va bene, magari esagero, magari la signora vive in un comune montano e disagiato della Leventina o del Malcantone e per lei il Land Rover è una necessità, invece un cazzo! Ho avuto modo di fare delle ricerche sulla vaccona e ho scoperto che abita in Via Oscar Torricelli ad un 7-800 metri dalla scuola. Detto questo auspico che la prossima dekulakizzazione e pulizia etnica che infesterà il Canton Ticino e della quale io sarò comandante paramilitare, colpisca lei e la sua famigliola in primis, dovranno morire sgozzati tutti: madre, figlia, nipoti, cane, marito e amante (vi pare che quel budellone non ce l’abbia l’amante!?) e insieme a loro tutte quelle mamme-zoccole acerebrate, troie dall’esistenza inutile che in ogni parte del mondo ingorgano le strade con i loro suv e i loro fuoristrada all’uscita delle scuole materne e degli asili nido. Faremo solo il bene dell’umanità per le prossime generazioni. L’alternativa è nel 2030 trovarsi un esercito di capricciose e altere signore-bene con i mega suv bmw x18 dalla stazza di un autotreno autoarticolato parcheggiate in doppia fila nelle Vie Ferri di tutto il mondo mentre vanno a prendere la loro rampolle, predestinate prostitute, figlie e nipoti di troie, a scuola.

     

    Se qualche agente della Polizia Comunale di Lugano o della Polizia del Canton Ticino avesse modo di leggere questo post lo invito, invece di andare a rompere il cazzo agli slavi o nei centri per richiedenti asilo, a prevenire dei giustificatissimi pluriomicidi efferati, se così non fosse chiedo immediatamente il riconoscimento dell’infermità mentale, delle attenuanti generiche e mi appello fin da ora alla clemenza della corte.

     

    Ora vi saluto. Devo passare a casa. Sono già passate le 12, alle 14 devo essere di nuovo al lavoro e mi aspettano almeno dieci minuti di coda in Via Ferri.

     

    E voi non mi giudicate male per il solo fatto che auspico stermini di massa proprio nel “giorno della memoria”, magari già tra un’ora mi pentirò di quello che ho scritto. O forse no.

    Pensieri e parole di kendostoe | 12:20 | commenti (8)


    mercoledì, gennaio 26, 2005
     

    INQUINAMENTI 

    Leggo che si moltiplicano, nelle città italiane, le iniziative di blocco della circolazione e/o di circolazione a targhe alterne per migliorare la qualità dell’aria e ridurre l’inquinamento atmosferico.

     

    Si tratta ovviamente di provvedimenti tampone che si prendono quando i valori degli agenti inquinanti nell’atmosfera hanno superato i livelli di guardia e di attenzione. Per migliorare veramente la qualità dell’ambiente ci vorrebbe una cultura del mezzo pubblico e del verde e ci sarebbero voluti una serie di governi meno sudditi della Fiat, della promozione del mezzo di trasporto privato e del trasporto su gomma.

     

    Anche in Svizzera comunque non sono meno sensibili a queste tematiche, anche se più rare sono iniziative di questo genere. Mi ricordo che l’estate scorsa, a Lugano, andava di moda andare a lavorare in bicicletta e veniva promosso questo stile di vita particolarmente salutare per se stessi e per l’ambiente.

     

    La città effettivamente era bella e vedevi in giro tante splendide ragazze accarezzate dai raggi del sole, con i loro tailleurini a fiori, le infradito, le 24 ore a tracolla, mentre si recavano pedalando con le loro gambe tornite e abbronzate ai loro luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle banche, negli uffici delle fiduciarie, delle società di intermediazione finanziaria e delle compagnie di assicurazione. Erano belle. Avevano i capelli biondi, lunghi, fluenti, lo sguardo azzurro e glaciale quando guardavano, non senza un certo risentimento, te pendolare o frontaliero a bordo della tua utilitaria.. Ogni volta che le vedevo pensavo al concetto di grazia femminile e ne avevo un’immagine lampante, alcune di loro mi affiancavano quando ero fermo ai semafori, qualcuna mi accennava un sorriso, prima di ripartire agile ed elegante sui pedali.

     

    Tutto molto bello, almeno fino alle 21, da quell’ora in poi le stesse splendide ragazze lasciavano la bicicletta in garage, prendevano i loro Suv e i loro fuoristrada e andavano ad intasare il lungolago.

    Pensieri e parole di kendostoe | 12:37 | commenti (5)


    lunedì, gennaio 24, 2005
     

    COME DIVENTARE STAR MUSICALI DI FAMA INTERNAZIONALE 

    C’è in giro un pensiero cialtrone che recita: italiano + voce lirica e impostata = grande cantante. Per un periodo c’è stata anche la moda che il festival di Sanremo doveva essere per forza vinto dai non vedenti manifestazione, quest’ultima, del solito pietismo ipocrita e vagamente politically correct italiano, in realtà superare l’handicap dovrebbe significare anche il poter dire a un non vedente “la tua canzone fa semplicemente cagare” e non far vincere per forza motivi come “…senza te o con te la mia vita è difficile ma non è finita…” oppure “…questo piccolo dolore che sia odio o che sia amore passerà…”.

     

    Detto questo, il vostro Monsieurdosto vi ha spiegato come poter diventare delle star musicali internazionali, alla stregua di Andrea Bocelli e Alessandro Safina, quest’ultimo tanto sconosciuto in patria quanto apprezzato all’estero. Spero che mio figlio non mi dica un giorno “papà vado a vedere un concerto di Safina” mi darebbe meno dolore se mi confessasse di essere un eroinomane o un serial-killer, un serial-killer in famiglia fa sempre molto trendy, già vedo il mio quarto d’ora di notorietà mentre invoco in lacrime il perdono cristiano alle famiglie delle vittime dal palco del Costanzo Show o di Porta a Porta, perdono ovviamente non concesso visto che certi italiani dal cattolicesimo hanno ovviamente preso solo il lato più rompicoglioni e meno nobile (con questo non voglio dire che ci siano molti lati nobili nel cattolicesimo) che li porta a difendere a spada tratta gli embrioni e a invocare la pena di morte davanti a certi casi.

     

    Per le donne, invece di cercare il matrimonio con il rampollo di buona famiglia o di affollare i casting di “Amici 2005” per poi buttarsi, senza troppa convinzione, con la frustrazione di chi ha perso ingiustamente per colpe altrui e della malvagità umana l’occasione della vita, nei call center o nella ricerca sociale; suggerirei di assumere uno stile canoro strillato allungando a dismisura le vocali, lasciandosi andare a reiterati belati e gorgheggi. Certo, se riusciste anche a incidere la colonna sonora per un film che costruisce una storia d’amore su una tragedia, esempio puramente casuale l’affondamento di una nave, nessuno vi impedirà di poter diventare la nuova Celine Dion. Se ce l’ha fatta lei ce la può fare anche la shampista di Castiglion Messer Raimondo con la passione per il “bel canto”.

     

    Se seguite i consigli del vostro Monsieurdosto, coloro che non sono non vedenti possono sempre rimediare con gli occhialoni neri e uno sguardo nel vuoto, potete diventare star di fama internazionale, girare il mondo, calcare i migliori palcoscenici dell’intero pianeta e diventare menestrelli di corte dei peggiori criminali contro l’umanità.

    Pensieri e parole di kendostoe | 11:40 | commenti (17)


    venerdì, gennaio 21, 2005
     

    CONCLUDENDO

    Per concludere enuncerei un principio generale: esiste una proporzionalità inversa tra il grado di emancipazione femminile di una società e il grado di manutenzione delle donne, nelle società con basso tasso di occupazione femminile e dove le donne hanno un limitato accesso nel mercato del lavoro e della carriera la donna tenderà a considerare l’unione con un uomo una via per la sua promozione sociale e ad essere quindi ad “alta manutenzione”, di contro nelle società con alto tasso di occupazione femminile e ad elevata emancipazione le donne saranno a bassa manutenzione.

     

    Dall’osservazione partecipante è lampante per esempio come le donne mitteleuropee tendano a giudicare addirittura offensivo che un uomo paghi loro i conti; non è raro sentirsi dire, quando si tenta di offrire qualcosa, la frase: “come mai? Vuoi comprarmi?” segno che le donne, in quei contesti, si sono liberate di un certo retaggio e vivono il fatto di subordinare l’essere uscite con te al farsi pagare i conti come una sorta di prostituzione. Immagino, ma non ho per ovvi motivi “coniugali” esperienze dirette in merito, che non concedano prestazioni sessuali in cambio di favori di questo tipo.

     

    Di contro in Messico (per fare un’altro esempio che conosco) essendo all’interno di una società machista dove i diritti della donna sono limitatissimi e il suo ruolo è generalmente concepito solo nella sua funzione “tradizionale”di madre e donna di casa, è convenzione sociale, oltre che pagare i conti, comprare l’anello di fidanzamento e organizzare cerimonie nuziali costose ed ostentate, anche tutta una serie di galanterie antiquate e demodé come aprire lo sportello dell’automobile, aiutare a scendere, cedere il passo alle porte e guai se non lo fate!!! Passerete per dei rozzi maleducati, poi magari una volta in casa potete anche picchiare vostra moglie o metterle le corna 200 volte, perché l’omo è omo…

     

    Essere una donna ad alta manutenzione è comunque, oltretutto, simbolo di arretratezza culturale. Volere, solo per il fatto di essere belle, l’uomo con i soldi significa degradare se stesse al ruolo di donna oggetto.

     

    C’è solo una categoria di cretine peggio delle donne ad alta manutenzione, quelle che si vantano di esserlo, quelle che “io non mi accontento ma guardo dal Bmw in su” quelle che “l’uomo deve fare l’uomo” e sono dannose innanzitutto per le categoria stessa delle donne, così come sono, al pari, dei cretini gli uomini “cavalier serventi” che in privato si lamentano che la loro ragazza costa ma intanto continuano a mettere la mano al portafoglio, entrambe sono categorie che in Italia sono ben lungi dallo scomparire e che meritano tutta la nostra disapprovazione.

    Pensieri e parole di kendostoe | 12:05 | commenti (27)


    lunedì, gennaio 17, 2005
     

    LA DONNA AD ALTA MANUTENZIONE

    Torniamo, per una volta, ad una delle missioni di questo blog: essere un manuale di sopravvivenza per ragazzi e uomini non fighi.

     

    Dopo aver allegramente disquisito sui pericoli della straniera proveniente dai paesi poveri, sulla donna dall’ex ingombrante e sulla regina di tutte le sòle (nell’accezione dialettale romana del termine) ossia la Luisa Rossi, oggi tratteremo un’altra categoria di donna, meno subdola e più appariscente quindi più facilmente individuabile ma non per questo meno deleteria per il non figo: la donna ad alta manutenzione.

     

    Dicesi donna ad alta manutenzione quella categoria di esseri umani di genere femminile facilmente reperibili il sabato pomeriggio presso il corso principale della città e i centri commerciali, con particolare predilezione per i negozi di abbigliamento, di accessori modaioli, di gadgetistica; il sabato sera presso le discoteche e i locali considerati alla moda; all’apertura stagionale delle discoteche; nei luoghi fighetti dediti all’happy hour e/o dove si ballano i latino-americani; nei ristoranti durante le feste comandate (san valentini, compleanni, anniversari e mesiversari di fidanzamento) all’interno di automobili di cilindrata di almeno 1800 cc se alimentate a benzina e 1900 jtd se ad alimentazione diesel (ma non necessariamente).

     

    L’adattabilità della donna ad alta manutenzione al di fuori di questi luoghi è ai minimi termini, nei casi estremi un sabato pomeriggio non passato nei luoghi canonici, a meno che non si vada a trascorrere un week-end sulla neve (generalmente Cortina D’Ampezzo, Madonna di Campiglio, Davos o Saint Moritz) o al mare (mete preferite: Riviera Ligure, Riccione o qualche hotel in perfetto stile occidentale sul Mar Rosso rigorosamente in agosto o sotto le feste natalizie) può risultare addirittura letale e scatenare crisi di nervi che possono farla arrivare sull’orlo del suicidio.

     

    La donna ad alta manutenzione ha un concezione molto particolare del vivere, concezione magistralmente riassunta dal sempre prezioso Cadavrexquis, dove il vivere è “…tutta quella serie di attività, possibilmente esteriori, visibili da tutti…”; “…trascorrere esperienze di cui gli altri possono essere testimoni…” visione che il non figo per la sua natura schiva, solitaria e vagamente misantropa è portato a deprecare durante la sua esistenza.

     

    Questa filosofia del vivere spinge l’oggetto della qui presente trattazione ad aderire in maniera entusiastica ed acritica alle convenzioni, cosicché se  il non figo vuole rapportarsi a questo tipo di donna deve mettere in preventivo una serie di del tutto non desiderate serate in locali superaffollati e una rigida osservanza di tutte le prassi più deleterie e commerciali.

     

    La donna ad alta manutenzione non vi perdonerà mai se dimenticate di “santificare” una qualsiasi occasione, pretenderà quindi una serie di regali per ogni ricorrenza, in particolare compleanni, anniversari, mesiversari, San Valentini e Otto marzi, vi spingerà spesso in vacanza presso le più inflazionate località di villeggiatura. Inconcepibile, per lei, che voi non la portiate a partecipare a quelli che sono i grandi riti collettivi di massa, pena l’immancabile paragone con una sua amica (generalmente le amiche delle donne ad alta manutenzione non sono mai vostre alleate e sono a loro volta ad alta manutenzione) il cui ragazzo l’ha portata a passare il capodanno o il ferragosto a Hurgada in un resort a 5 stelle pieno di turisti milanesi e svizzero-tedeschi con l’animazione 24 ore al giorno, dove lei si è divertita tantissimo.

     

    I costi di manutenzione di questa donna sono altissimi in quanto tutte le cene, le serate, le vacanze saranno immancabilmente a vostro carico, consolidate prassi vogliono che sia così, teniamo conto ovviamente anche delle cosiddette spese accessorie ossia l’abbigliamento per andare nei locali fighi, la benzina dell’auto e via dicendo, tutte cose che vi possono portare nel lungo ma anche nel breve termine a dilapidare tutti i vostri miseri risparmi in spese inutili e infruttuose.

     

    Veniamo ora al capitolo sessualità. La nostra eroina subordinerà sistematicamente la sessualità a tutte queste pratiche sociali, esempio: Un san Valentino passato in un ristorante di lusso= un pompino con ingoio, un misero mazzo di fiori per il suo compleanno= una normale scopata in posizione del missionario con lei totalmente passiva e con i gambaletti ancora su, vi dimenticate di una ricorrenza= dai 15 ai 60 giorni di astinenza sulla base dell’importanza della ricorrenza trascurata. Insomma, la sessualità viene finalizzata all’ottenimento di qualcos’altro e altresì usata come arma di pressione o come mezzo di ricompensa per la partecipazione ad una qualche occupazione da lei amata, un po’ come il biscottino che date al cane quando si mette seduto e vi da la zampa o quando dovete insegnargli a non fare i bisogni in casa, da qui la definizione di “cagnolino” che viene data all’esemplare maschile che in genere accompagna una donna ad alta manutenzione. Sarebbe interessante poter effettuare uno studio di confine tra la sociologia e l’etologia animale al fine di stilare una tabella di comportamenti, con conseguenti attività sessuali, universalmente valida, ci penserò.

     

    Questo tipo di donna può essere adatta ai non fighi con un reddito annuale superiore ai 200.000 euro. Considerando però il fatto che il ricco non è mai non figo e che non è nella natura del non figo amare questo tipo di convenzioni, possiamo tranquillamente dedurre che la donna ad alta manutenzione non è mai adatta al non figo anche se nella biografia di ogni non figo che si rispetti non manca almeno un’esperienza con donne appartenenti a questa fattispecie, attentamente archiviata sotto il capitolo “sconfitte”.

     

    Posso tranquillamente dire che la mia prima donna della quale ho parlato nel post del 11/01/2005 apparteneva, anche se sarebbe interessante constatarne l’evoluzione, a questa subcultura. All’epoca comunque ero ben felice di partecipare al rito collettivo dello struscio del sabato sera e della discoteca la domenica pomeriggio in quanto posseduto dall’ultracorpo scatenante la “sindrome del non figo che vince” descritto in questo post, quindi a compiere questi atti ero fisicamente io ma non ero io.

    Non escludo che altri non fighi, colpiti dalla sindrome e privati del proprio senso critico, possano tuttora essere vittime di questo esemplare femminile. Unico consiglio: svegliatevi e cercate per lo meno di limitare i danni, la felicità con questa donna non sarà mai possibile.

     

     

    Pensieri e parole di kendostoe | 17:43 | commenti (59)


    domenica, gennaio 16, 2005
     

    CALENDARI

    Ci stavo pensando qualche giorno fa e finalmente, dopo il successo dei vari miss e mister blog, eccolo . Se ne sentiva proprio la mancanza, vero?

    Ma è proprio una cosa così fuori dal mondo cercare di creare un contesto comunicativo che esca un pochino dalla logica del rotocalco mediaset?

    Non ci sono modi migliori e più originali per cercare di ottenere quella piccola fama così tanto utile per nutrire certi ego pari per estensione alla Repubblica Popolare Cinese?

    Sembrerebbe di no.

    Pensieri e parole di kendostoe | 14:46 | commenti (13)


    sabato, gennaio 15, 2005
     

    INTERNAZIONALE VS SALARIO GARANTITO*

    “Compagni avanti, il gran Partito noi siamo dei lavorator. Rosso un fiore in petto ci è fiorito, una fede ci è nata in cuor. Noi non siamo più nell'officina, entro terra, nei campi, in mar la plebe sempre all'opra china senza ideali in cui sperar. Su, lottiamo! l'ideale nostro fine sarà l'Internazionale futura umanità. Su, lottiamo! l'ideale nostro fine sarà l'Internazionale futura umanità.
     
    Un gran stendardo al sol fiammante dinanzi a noi glorioso va, noi vogliam per esso siano infrante le catene alla libertà. Che giustizia alfin venga, vogliamo: non più servi, non più signor: fratelli tutti esser dobbiamo nella famiglia del lavor. Su, lottiamo! l'ideale nostro fine sarà l'Internazionale futura umanità. Su, lottiamo! l'ideale nostro fine sarà l'Internazionale futura umanità.
     
    Lottiam, lottiam, la terra sia di tutti uguale proprietà più nessuno nei campi dia l'opra ad altri che in ozio sta. E la macchina sia alleata, non nemica ai lavorator; così la vita rinnovata all'uom darà pace ed amor. Su, lottiamo! l'ideale nostro fine sarà l'Internazionale futura umanità. Su, lottiamo! l'ideale nostro fine sarà l'Internazionale futura umanità.
     
    Avanti, avanti, la vittoria è nostra e nostro è l'avvenir; più civile e giusta la storia un'altra era sta per aprir. Largo a noi, all'alta battaglia noi corriamo per l'Ideal: via, largo, noi siam la canaglia che lotta pel suo Germinal Su, lottiamo! l'ideale nostro fine sarà l'Internazionale futura umanità. Su, lottiamo! l'ideale nostro fine sarà l'Internazionale futura umanità.”
     
    La versione italiana di questo storico inno della sinistra risale al 1901, quando ancora eravamo il partito del lavoro. Oggi che stiamo diventando il partito del non lavoro il nuovo inno della sinistra è diventato “O’ salario garantito” dei 99 posse. Quando ascolto l’internazionale ancora mi commuovo, quando ascolto “voglio o’ salario garantito” mi monta la rabbia e il livore.
    Forse sono solo un vecchio arnese nato nell’epoca sbagliata.
     
    *Banalità che mi vengono pensate ogni volta che vedo qualcuno rifiutare un lavoro per non perdere il sussidio di disoccupazione.
    Pensieri e parole di kendostoe | 14:40 | commenti (2)


    giovedì, gennaio 13, 2005
     

    IL DRAMMA DELLA DISOCCUPAZIONE

     

    Protagonista: italiano residente in Ticino età 30-35 anni, disoccupato, convivente con i genitori.

     

    Monsieurdosto: Buongiorno, sono il Monsieurdosto, cercavo il signor Luca Rossi (nome ovviamente di fantasia)

    Madre del P.: Lei chi è mi scusi?

    Monsieurdosto: Niente, tempo fa ho coordinato un programma occupazionale dove ha partecipato suo figlio e vorrei parlare con lui perché ci sarebbe la possibilità di un lavoro.

    Madre del P.: aaaaaahhh… Di che lavoro si tratta?

    Monsieurdosto: Un’azienda a 15 km da Lugano che sta cercando degli operai assemblatori di centraline elettroniche

    Madre del P.: A 15 km da Luganoooooooh…? Ma guardi le dico subito che è troppo lontano.

    Monsieurdosto: Mah, se magari intanto mi fa parlare con suo figlio…

    Madre del P.: Guardi, le dico già che sicuramente non accetterà…

    Monsieurdosto: Magari se parlo con lui gli spiego una serie di cose

    Madre del P. : Lucaaaaaaaaahhhhhh, c’è qui un signoreeeeeeeee! Ti va di andare a lavorare a 15 km da Luganoooooooooo!?

    Protagonista: nooooooooooooo!!!!

    Madre del P.: Sentito, ha detto di no!

    Monsieurdosto: Il signore ha intenzione di concedermi un colloquio telefonico?

    Madre del P.: Ooooooohhhhh Lucaaaaaaaaaa, questo ti vuole parlare! Che cazzo ne so io! Insiste!!

    Protagonista: Oooooooh! Prontooooo (con voce evidentemente seccata)

    Monsieurdosto: Salve, sono il Monsieurdosto, si ricorda del programma occupazionale? Come dicevo a sua madre avrei la possibilità di un colloquio di lavoro…

    Protagonista: stipendio? Orari?

    Monsieurdosto: gli orari sono 7,40-12 e 13-17 lo stipen…. (interruzione)

    Protagonista: no, no, no, non ci siamo proprio, avrei solo un'ora di pausa e dovrei fare quattro volte avanti e indietro alla fine sono 60 km al giorno….

    Monsieurdosto: magari si può organizzare per il pranzo, non mi sembra una cosa insormontabile….

    Protagonista: No, si renda conto, io dovrei far svegliare mia madre alle 6 di mattina per farmi preparare il pranzo da portar via? E’ troppo scomodo, poi ho già rifiutato una proposta del genere che mi ha fatto un altro come lei, un suo collega… (con tono vagamente compiaciuto, mancava solo un “tiè” alla fine)

    Monsieurdosto: posso sapere chi?

    Protagonista: Quel vecchio con i capelli bianchi che era con lei (n.d.r un dirigente di un’istituzione)

    Monsieurdosto: guardi, non vado oltre. Ho capito che la cosa non le interessa…

    Protagonista: Va bene, la prossima volta che c’è qualcosa tenga conto di me perché c’ho bisogno…

    Monsieurdosto: Arrivederci.

    Protagonista: click!

    Pensieri e parole di kendostoe | 12:38 | commenti (17)


    martedì, gennaio 11, 2005
     

    DOSTOE AMARCORD

     

     

    <Red> Ma lo sai che ogni tanto rivedo Valentina, il tuo primo amore?

    <Monsieurdosto> Dai! Salutala da parte mia  e dille che quando ricapito a Terni un caffettino con lei me lo prenderei molto volentieri

    <Red> Guarda, se proprio ti devo dire la verità le ho già detto che abbiamo ristabilito i contatti, della tua vita in Svizzera e che quando passi per Terni ci vediamo spesso ma l’ho anche vista piuttosto fredda, diciamo non interessata alla cosa…

    <Monsieurdosto> Io tutto sommato me la ricordo con affetto e poi è pur sempre stata la mia prima donna anche in senso biblico… dai, certe cose nella vita non si dimenticano

    <Red> Guarda onestamente le ho ventilato l’ipotesi di una mezza rimpatriata insieme a te ma mi ha risposto con frasi del tipo “mah! Vedi è passato tanto tempo… non so se avrei piacere a rivederlo” non so veramente che dirti Andrea….

    <Monsieurdosto> Evidentemente non ha piacere, avrà rimosso la cosa o l’avrà voluta rimuovere, eppure è stato il classico amorazzo adolescenziale, tanto sono così gli amorazzi adolescenziali, vero? Io non è che ne abbia grande esperienza.

    <Red> Ma si! Cazzo poi in fondo non è che vi siete lasciati a torte in faccia e poi sono anche passati 13-14 anni, insomma…

    <Monsieurdosto> Comunque alla fin fine posso anche capire che magari può avere un qualche imbarazzo nei miei confronti, che ti devo dire…

    <Red> Alla fin fine sono cavoli suoi, sai c’è gente che non ha piacere a rivedere il proprio passato o che magari a distanza di tempo ha rielaborato certe esperienze in un certo modo, valla a capire la logica delle donne…

    <Monsieurdosto> Ma infatti, io ho avuto questa sensazione una volta che l’ho incrociata in Viale Brin, sarà stato un tre anni fa

    <Monsieurdosto> Lei ha abbassato lo sguardo, ha sviato, ho capito subito che magari quell’incontro le avrebbe creato degli imbarazzi, l’avrebbe messa a disagio e quindi ho fatto finta di niente anch’io e ho tirato diritto, comunque all’epoca era rimasta come me la ricordavo

    <Red> Ma si, anche adesso, se la dovessi rincontrare di nuovo la riconosceresti di sicuro

    <Monsieurdosto> Comunque la morale della favola e che c’è in giro una persona che ha perso la verginità con il sottoscritto e che sicuramente non ha catalogato l’evento nel cassetto delle cose che valgono una vita…

    <Red> ahahahahahah magari sai… le donne hanno il mito del principe azzurro e tendono ad idealizzare certe cose oltre il dovuto, poi lo sai, nel nostro contesto certi valori come la verginità vengono indebitamente caricati di significati e lei magari si sarà pentita di quelle volte, ma poi che cazzo ne so, alla fin fine saranno cazzacci sua, no?

    <Monsieurdosto> Analizzando il tutto con un certo distacco e una certa autoironia posso capire che perdere la verginità con il sottoscritto non sia proprio il massimo, comunque t’assicuro che nessuno l’ha costretta con la forza all’epoca, anzi…

    <Red> Ma sai, considera il fatto che lei adesso sta da 10 anni con il fidanzato “storico” e magari ha vissuto l’esperienza che ha avuto con te come un brutto incidente e la vede come un suo fallimento, le donne se la fanno anche in giovane età l’idea dell’”uomo della loro vita” almeno alcune di loro, poi ognuno ha un po’ le sue manie, cioè, non te devi sta a arrovellà co ste cose mo’.

    <Monsieurdosto> La madonna! Addirittura un brutto incidente! Ma è una cosa così tremenda perdere la verginità con il sottoscritto? Capisco, che nne so, l’avesse fatto con un bulldog!

    <Red> ahahahahahahahahahahahaha

    <Red> Poi quella volta t’era pure presa la sindrome del non figo che vince, te ricordi Andre’ eh! Te ricordi eh!? Ahahahahahahahahah

    <Monsieurdosto> Adesso non mi pare il caso di rinvangare certe mie bassezze umane dell’epoca :) ahahahahahahahahahah

    <Red> Cazzo, camminavi a mezzo metro da terra! Ahahahahahahahahah

    <Red> Quella volta eri a dir poco inquietante, passavi le domeniche pomeriggio a ballà come un testa de cazzo.

    <Monsieurdosto> Guarda che, alla luce de come poi so andate le cose, se c’avessi la macchina del tempo de Ritorno al futuro tornerei indietro e me metterei in guardia al costo de buttamme giù dal cubo del divina a suon de martellate alle ginocchia.

    <Red> Cosa non si fa per la figa ahahahahahahahahaha

    <Monsieurdosto> Troppo bello sto discorso, quasi quasi lo pubblico la lu blogghe!

    <Monsieurdosto> magari ogni volta che je riparli de me se rivede l’immagine mia mentre fo lu cretino la lu divina hahahahahaha

    <Red> ahahahahahahahahahahahahahah, sei un testa di cazzo….

    ….

    Pensieri e parole di kendostoe | 12:47 | commenti (10)


    lunedì, gennaio 10, 2005
     

    VIETATO FUMARE

    Pur nutrendo un sincero odio verso i nazi-salutisti, quelli che di fronte al problema della gestione sociale della salute rispondono con messaggi terroristici, con le ronde antifumatori e ritengono ingiusto dover contribuire a sostenere i costi sanitari di chi si ammala di malattie collegate al fumo, costi tra l’altro ampiamente coperti dalle imposte sulla vendita dei derivati del tabacco, ritengo la legge entrata in vigore oggi in Italia tutto sommato opportuna e necessaria (n.b. opportuna e necessaria, non giusta).

     

    Parliamoci chiaro, se la buona educazione fosse di questo mondo non ci sarebbe stato bisogno di una legge così vagamente paternalista, è ovvio che entrare in un ambiente saturo di fumo è una cosa che da fastidio, anche al sottoscritto che ha purtroppo questo vizio del cazzo. E’stata però necessaria una legge per imporre la buona educazione e per tutelare il diritto alla salute di chi è vittima del fumo passivo.

     

    I confini tra tutela della salute pubblica e limitazione della libertà personale sono comunque alquanto labili e il rischio che questa legge si trasformi nell’ennesima “sirchiata” sulla falsariga del decreto “taglia porzioni” è altissimo, come altrettanto elevato è il rischio che passi una filosofia del tipo “vi fottiamo la sanità pubblica, italiani mettetevi il maglione di lana” premessa di un salutismo proibizionista di maniera non solo limitato al fumo.

     

    Fumare è quindi un diritto? Si, nel rispetto comunque delle scelte e della salute altrui ed aggiungerei che è anche un piacere se le sigarette sono godute e non bruciate voracemente e in maniera nevrotica nell’esercizio nauseante della dipendenza. Ritengo la liceità della persona un valore supremo dentro il quale entra anche la casistica di poter fare scelte dannose per la propria salute e di disporre della propria vita (e della propria morte). L’uomo non è e non deve essere un’entità vergine da purificare a tutti i costi e poi, cari compagni fumatori, dove non arrivano le considerazioni filosofiche sui vostri diritti arriva il “Dio mercato”, potete sempre privilegiare, nella vostra scelta di consumatori, i luoghi che si sono attrezzati con delle sale riservate. Vedrete che se come singoli individui dotati di una propria dignità in quanto umani la vostra voce è spesso inascoltata, nella vostra veste di categoria di consumatori, di target sociologico delle ricerche di mercato, di clienti in grado di muovere quantità di denaro i vostri diritti valgono eccome.

     

    E’ proprio così che va il mondo. Io dal canto mio continuerò a preferire il fumo passivo delle persone che amo ai predicozzi perbenisti di certi “maccartisti della salute”.

    Pensieri e parole di kendostoe | 16:13 | commenti (14)


    sabato, gennaio 08, 2005
     

    FFSS

    Provengo da un’antica tradizione di vassallaggio familiare nei confronti delle Ferrovie dello Stato, i miei genitori erano ferrovieri, così come lo erano mio nonno e il mio bisnonno e tutta una serie di parenti di secondo e terzo grado. Sono nato e cresciuto in un cortile di palazzi di proprietà delle FS composti da appartamenti che l’azienda cedeva “a riscatto” ai suoi dipendenti, ho sempre respirato aria di treno e sono cresciuto a pane, ciriole e ferrovia, la ferrovia era l’argomento di quasi tutte le conversazioni tra i miei genitori e i vicini di casa anche loro ferrovieri.

    Eravamo a cavallo tra gli anni ’70 e gli anni ’80 quando le Fs erano ancora un’amministrazione statale e svolgevano una funzione prettamente “sociale” di servizio pubblico, erano scalcagnate e scalcinate ma potevano fregiarsi, anche grazie ad una sovrabbondanza di ferrovieri, del titolo di “ferrovie più sicure d’Europa”.

    Poi arrivarono gli anni ’90 e parlare di ferrovia servizio pubblico era diventato un enorme tabù, arrivarono gli amministratori delegati, i mega e superpagati manager chi targato DC chi PSI, chi mafia, chi camorra, chi ndrangheta, chi P2, dicevano che i ferrovieri erano stati per anni dei privilegiati, che vivevano con l’ottica del posto fisso, che se le ferrovie andavano male era colpa loro e non delle politiche che hanno privilegiato il trasporto privato, che ci voleva flessibilità, più flessibilità.

    Annunciarono in pompa magna i piani di rilancio, le ristrutturazioni, i progetti “ferrovia 2000” così, mentre nel resto d’Europa si discuteva di sostenibilità ecologica dei trasporti e di linee ad alta velocità, nel paese dei furbi i piani di rilancio hanno portato al dimezzamento del numero dei ferrovieri (il mio cortile si è trasformato da cortile dei ferrovieri a cortile dei pensionati fs nel mio palazzo mio padre e un altro signore sono gli unici ancora in servizio) alla riduzione del 15% dell’estensione della rete (unico caso di regresso del trasporto ferroviario nei paesi ocse) alla disabilitazione di numerose stazioni (dove prima i ferrovieri tra le altre cose controllavano meticolosamente gli scambi) all’aumento indiscriminato delle tariffe, all’esternalizzazione di numerosi servizi, e dulcis in fundo ai contratti di lavoro “atipici” per i nuovi assunti. Di quegli anni sono rimaste le linee, il materiale rotabile, i tempi di percorrenza, i disservizi, le mutazioni genetiche della gente quando sale sui treni, i salari dei ferrovieri dopo la “moratoria salariale” prevista dagli ultimi due rinnovi di ccnl (quelli dei dirigenti no, quelli li hanno decuplicati).

    Si è fatta la logica della grande azienda produttrice di automobili, si è privilegiato il trasporto su gomma. Oggi le vecchie Fs sono state spezzettate in numerose società, di carattere privato ma sempre in mano al ministero del tesoro, in rivalità e non comunicazione tra loro; aumentano le tariffe sulla base dell’inflazione programmata ma, non a caso siamo o non siamo i paesi dei furbi? Gli espressi sono stati trasformati in Intercity e gli Intercity in Eurostar mantenendo lo stesso numero di fermate e lo stesso tempo di percorrenza solo con costi per l’utente maggiorati del 20%.

    Le stragi ferroviarie nelle linee internazionali a binario unico e senza controlli elettronici di sicurezza sono un inevitabile corollario di tutta questa situazione, tutta questa situazione è un inevitabile corollario di un paese oramai in disarmo ma che i politici, che oggi si dicono “dispiaciuti”dell’ennesimo incidente, continuano a dipingere come una sorta di bengodi al centro del mediterraneo con pochi comunisti ma tante segretarie fighe, parafrasando il capo di questa banda di buffoni al governo che ci ha resi la vergogna dell’Europa.

    Un’ultima cosa che forse non c’entra un cazzo, nel 1991 andavo a farmi rilasciare la carta d’identità dal comune di Terni, bastava andare nella sede della circoscrizione con tre foto e in tre minuti la carta d’identità era pronta. Oggi ci è andato mio padre e mi ha detto che ora si va allo “sportello unico per i servizi alla popolazione” si fa una fila di tre ore per sentirsi dire “ripassi tra una settimana per ritirare il documento”. Non male per la “quinta potenza economica mondiale” che ha sempre più l’aspetto di un paese che sta crollando su se stesso.

    Pensieri e parole di kendostoe | 09:34 | commenti (10)


    venerdì, gennaio 07, 2005
     

     STRUGGIMENTO TELECOMANDATO

    Ricevo una strana e-mail dove vengo invitato a tre minuti di silenzio e di astensione dal lavoro in segno di cordoglio e solidarietà per le vittime dello tsunami del 26 Dicembre. In questi giorni sono stato anche inserito in una catena di sms che invitano ad esibire candele alle finestre per ricordare le vittime, così come accadde in occasione della strage di Beslan.

     

    Prevedo che in quei tre minuti lavorerò freneticamente e cantando. Per le candele suggerirei, a chi mi manda di questi sms, un altro posto dove metterle.

     

    Ma vaffanculo!

    Pensieri e parole di kendostoe | 15:01 | commenti (4)


    mercoledì, gennaio 05, 2005
     

    MESSAGGIO PUBBLICITARIO

    Far lavare la propria auto? 30 Franchi, con mastercard.

     

    Mettere benzina e rabboccare l’olio? Sempre 30 Franchi, con mastercard

     

    Comprare un deodorante nuovo? 7,50 Franchi, con mastercard.

     

    Vedere il vostro vicino di casa stronzo andare a sbattere con la X5 nuova e avere anche torto, credetemi, non ha prezzo.

     

    Ci sono cose che non si possono comprare. Per tutto il resto c’è mastercard.

     

    Pensieri e parole di kendostoe | 15:06 | commenti (12)


    martedì, gennaio 04, 2005
     

    CRIMINI CONTRO L'INFANZIA

    In questi giorni di permanenza in Portogallo mi è capitato di vedere, su RTP la televisione pubblica portoghese, lo “zecchino d’oro”.

     

    Onestamente non so dire se si sia trattato di una trasmissione in diretta o di una replica della nota manifestazione canora e sinceramente è una cosa che non ha importanza, come non ha importanza il fatto che personalmente detesto qualsiasi trasmissione fatta con i bambini e/o con i cani prodigio, figuriamoci lo zecchino d’oro con traduzione simultanea in portoghese. Ciò che mi colpisce è il vedere dei ragazzini così piccoli calcare il palcoscenico del Teatro Antoniano di Bologna e cimentarsi, in eurovisione, in discutibilissime performance musicali e in un’altrettanto discutibile competizione.

     

    Ma siamo proprio sicuri che esistano dei bambini di 5 anni che un bel giorno, mentre tu padre sei seduto a colazione, ti vengono a chiedere spontaneamente di partecipare allo zecchino d’oro? Siamo sicuri che poi questa non sarà la classica umiliazione da non figo della quale, una volta adulti, si pentiranno manifestando un certo giustificatissimo risentimento nei confronti dei genitori? Può essere che un bambino voglia spontaneamente vestirsi in giacca, cravatta e gilet e ricalcare dei comportamenti tipicamente adulti? Esiste qualcuno in giro che dice con orgoglio e pieno di se “ho partecipato allo zecchino d’oro”?

     

    Non so voi, ma ogni volta che provo a immaginare le madri di questi bambini mi vengono in mente quelle signore che mettono il cappottino al loro barboncino per farlo assomigliare a una persona.

     

    Pensieri e parole di kendostoe | 12:38 | commenti (8)


    lunedì, gennaio 03, 2005
     

    LISBONA-ROMA

    Ogni volta che vado a Lisbona e vedo il dinamismo di questa città, la sua qualità della vita, i suoi veloci, puliti e efficientissimi mezzi di trasporto, la perfetta organizzazione, la sua metropolitana estesissima e aperta fino all’una di notte, i megastore aperti fino a mezzanotte, i suoi enormi e curatissimi parchi e soprattutto il rispetto dei suoi abitanti per tutto ciò che è bene pubblico non posso fare a meno di fare paragoni con le metropoli italiane.

     

    Lasciamo perdere Milano che, secondo me, non regge minimamente il confronto con la città lusitana sotto tutti i punti di vista ma prendiamo Roma.

    Essendo nato ed avendo vissuto per anni a 100 km dalla capitale ed essendo quindi Roma la metropoli di riferimento mia e di tutti i ternani ho maturato un’ idea ben precisa sulla città.

     

    Ebbene si, non sono stato, non sono e non sarò mai un estimatore di Roma. Alla cronica carenza di infrastrutture tipica di questa città vanno anche aggiunte, corollario tipicamente italiano, una buona dose di inciviltà, un’illegalità diffusa, la mancanza di ogni minima forma di rispetto per il bene comune, l’incuria per il più grande e prezioso patrimonio artistico mondiale.

     

    Da ragazzo di provincia quale sono ho sempre trovato le metropoli molto attraenti, ma a Roma non ho mai resistito per più di tre giorni, vivrei benissimo a Londra, a Parigi, a Madrid, ovviamente a Lisbona, al limite a Milano (ma proprio al limite) ma non prenderei mai nemmeno in considerazione un soggiorno, seppure breve, a Roma soprattutto dovendovi poi lavorare.

     

    La sola idea di dover pagare 1200 euro al mese di affitto per un bilocale, di immergermi quotidianamente e per ore ed ore nel traffico più disordinato e assoluto, l’aver a che fare con la maleducazione, la presunzione e la villania dei suoi abitanti, erroneamente scambiata come pittoresca caratteristica, l’avere una metropolitana indegna anche per un paese in via di sviluppo (molto più efficiente, funzionale, capillare e pulita quella di Città del Messico, tanto per fare un esempio) e il vedere quotidianamente un degrado e una mancanza di verde pubblico che non hanno proprio nulla di poetico sono tutte cose che rendono la capitale italiana quanto di più lontano esista dal concetto di qualità della vita.

     

    Va bene i monumenti, va bene Piazza di Spagna, va bene Piazza Navona, va bene il Colosseo così come vanno bene tutti i meravigliosi angoli di questa città, non metto infatti minimamente in dubbio che Roma abbia un patrimonio artistico del quale tutti gli italiani devono, giustamente, andare fieri ma ritengo che le città siano fatte anche, e soprattutto, per viverci e credo che la bellezza del vivere una città sia data anche dalla qualità della vita quotidiana che questa città può offrirti e Roma ha molto ma molto da imparare da altre capitali europee sotto questo punto di vista.

     

    Forse il vivere in Svizzera e il girare il mondo mi hanno reso particolarmente insofferente verso certi monumenti dell’inciviltà italiana.

     

    Pensieri e parole di kendostoe | 15:44 | commenti (17)


    sabato, gennaio 01, 2005
     

    PENSIERINI DI INIZIO ANNO

    In questo momento il mio pensiero iniquo e non solidale va a tutti coloro che stanno facendo i trenini in qualche hotel in stile occidentale di una qualche località del Mar Rosso.

     

    Andrei a dormire se non fosse per un folto gruppo di ucraini immigrati in Portogallo che hanno improvvisato un veglione domestico in una terrazza sotto le mie finestre con musiche carpaziche che vanno a tutto volume e con tasso alcolico alquanto elevato, li lascio fare onde evitare spiacevoli incidenti internazionali, anzi quasi quasi tenterei una socializzazione con loro, anzi meglio di no.

     

    La vera tendenza trendy per il capodanno è stata invece inaugurata da un intrigante e solare immigrato portoghese in Svizzera e consiste nel vestirsi elegantemente un paio d’ore prima della mezzanotte e fare un monoparty soli con lo champagne, il top del cool. Io ho passato il capodanno in compagnia assistendo ad un concerto di una nota band brasiliana in una piazza di Figueira da Foz. Sono decisamente out. Come sempre.

     

    Domani andrò in un luogo dell’anima, il mitico Cabo da Roca il luogo che i geografi definiscono come il più occidentale dell’Europa continentale, contemplerò l’orizzonte in cima ad una ripida scogliera, di fronte a me la distesa sconfinata e tumultuosa dell’oceano; sotto, un bianco fragore di roccia e di schiuma a fare eco ai gabbiani; intorno, pochi mulini a vento, un potente fare e il forte vento tagliato da un’immane crocifisso. Lì, un tempo, finiva il mondo conosciuto e da lì, ancora oggi, ogni piccolo viaggiatore non può che tornare indietro, e raccontare. Quale miglior modo per dare l’arrivederci a questo magnifico paese chiamato Portogallo prima di tornare alla mia quotidianità elvetica? E’ in questo luogo che vengo sempre colto da quel sentimento particolarissimo e pressoché intraducibile che meglio di qualunque altro definisce la sensibilità dei portoghesi e la loro storica propensione al viaggio: la saudade una particolare forma di nostalgia e soprattutto di inadeguatezza verso il mondo affiancata da un elemento eroico di sfida, di immaginazione di mondi e di futuri possibili. Chi è stato in quel luogo e ha amato questo paese può capirmi. Ogni tanto la vita è anche poesia.

     

    Pensieri e parole di kendostoe | 04:36 | commenti (4)