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domenica, aprile 23, 2006
IN QUESTI GIORNI
Ho moltissimo da fare
Non ho praticamente nulla da scrivere
Ho una grandissima voglia di vivere
Sono felice
Ulteriori aggiornamenti nei prossimi giorni.
venerdì, aprile 14, 2006
ITALIANI ALL'ESTERO
Purtroppo ho fatto l’errore di non seguire la campagna della Lega Nord rivolta agli italiani residenti in Svizzera.
Ieri il titolare di un ristorante umbro di Basilea mi ha mostrato alcuni volantini leghisti che recitavano degli slogan sul tenore “stop all’immigrazione!”; “padroni a casa nostra”; “ogni popolo un territorio”; “no al voto agli immigrati”.
Insomma, una bella strategia per catturare il voto di persone che nel loro patrimonio umano hanno l’esperienza dell’emigrazione. Poi dicono che i coglioni stanno a sinistra…
Il mio pensiero solidale va a Mirko Tremaglia. Lo dico sinceramente visto che da destra ora tutti lo attaccano indiscriminatamente per aver visto realizzato, non come avrebbe voluto lui, il sogno di una vita: quello di far votare gli italiani all’estero. L’errore fatto dalla destra è stato quello di considerare l’italiano emigrato sulla base di stereotipi, lo si capisce dallo slogan che campeggia sul sito del ministero degli italiani nel mondo che recita: “Ovunque vi sia un italiano nel mondo, là vi è il tricolore della patria” e da un’altra serie di immagini che lasciano presagire degli emigrati italiani che passano le giornate circondati da tricolori, mentre ascoltano le canzoni di Beniamino Gigli con il grammofono dinnanzi alle mogli intente a preparare le fettuccine fatte in casa.
In realtà la prima preoccupazione di chi è immigrato in Svizzera dall’Italia è quella appunto di superare gli inevitabili stereotipi. Oggi gli italiani residenti nella Confederazione, soprattutto quelli di seconda e terza generazione che secondo le ricerche hanno votato quasi all’unanimità per lo schieramento di centro-sinistra e che dimostrano, durante le conversazione, una coscienza e un senso critico su quelli che sono i problemi dell’Italia che molti nella madrepatria non hanno, sono praticamente indistinguibili dagli svizzeri. Sono uomini e donne che parlano correttamente le lingue nazionali che già da molto giovani vivono la vita autonomamente, che nel 50% dei casi generano dei figli al di fuori del matrimonio, che ricoprono ruoli importanti nella società locale. Molti di loro dirigono banche, altri sono gerenti di filiale della grande distribuzione, li trovi in tutti i luoghi di lavoro, sono ben integrati e hanno adottato gli usi e costumi elvetici, ma soprattutto danno per acquisiti i diritti civili europei, la libertà di ricerca, il diritto al riconoscimento di unioni omosessuali; sono il prodotto positivo dei fenomeni migratori. Su di loro una visione della società basata sull’autoritarismo morale, sulla chiusura verso “l’altro” e sul vetero-familismo italico non ha assolutamente nessuna presa anzi, spesso guardano al dibattito italiano con un malcelato sarcasmo. Questi italiani oggi leggono stampa e siti internet in varie lingue, non subiscono la forte influenza della tv generalista italiana, hanno ahimè diverse marce in più rispetto ai coetanei rimasti in Italia.
martedì, aprile 11, 2006
ELEZIONI
Una cosa è certa: Berlusconi non sarà più Presidente del Consiglio e questa è indubbiamente una buona notizia, ma Berlusconi ha comunque vinto.
Ha vinto perché è riuscito a creare un sistema basato sul rincoglionimento della masse, ha vinto perché è riuscito ad affermare l’originalità italiana nel contesto europeo, ha vinto perché è riuscito a mobilitare i suoi, capovolgendo l’esito elettorale in varie regioni, ha vinto perché non ce l’ha fatta per un soffio nonostante il bilancio dei suoi 5 anni di governo sia universalmente riconosciuto come disastroso e fallimentare sotto tutti i punti di vista. Ha lasciato a chi lo seguirà dei conti dello stato che urgono di un rapido e probabilmente non indolore risanamento e, ultima ciliegina sulla torta, una legge elettorale che di fatto ha consentito l’ingovernabilità ma che dall’altro lato si è ritorta contro i suoi promotori. Sta di fatto comunque che governare sarà impresa ardua.
E’ stato sconfitto Berlusconi, è stata sconfitta la sua coalizione, ma il berlusconismo e l’Italia deteriore che vede nel berlusconismo la sua naturale espressione politica sono due realtà vive e vegete.
Ho seguito le elezioni a stretto giro di posta elettronica, di sms e di messaggi istantanei con molti miei colleghi ricercatori immigrati in Svizzera (paese dove l’Unione si è affermata con oltre i 2/3 dei voti) e ovviamente tra i ricercatori, tra i cosiddetti “cervelli in fuga”, non ce n’è uno che sia uno a votare centro-destra, onestamente sarebbe come chiedere a un ebreo omosessuale di votare Forza Nuova. Ciò dovrebbe far riflettere gli intellettuali di sinistra sulla necessità di riacquistare una loro centralità, c’è bisogno di divulgatori, la cultura è la migliore arma contro la destra italiana, lo ha capito la destra che ha instaurato un sistema contro la cultura, quando lo capirà la sinistra sarà già un bel passo avanti.
Il dato europeo sul voto degli italiani all’estero in linea con quello svizzero e, facendo una battuta, con quello della provincia di Livorno, vede una netta affermazione del centro-sinistra. Questo significa che al di fuori del clima culturale italiano, lontano dall’influenza dei media berlusconiani, esiste un’altra Italia e che un’unione politica europea potrebbe avere le potenzialità di salvare l’Italia dagli italiani.
Sono deluso dal risultato della Rosa Nel Pugno. Pur non avendo votato per il movimento nato dall’Unione tra radicali e socialisti, guardavo con grande simpatia a questo nuovo soggetto politico che ha avuto l’appoggio, tra gli altri, di numerosi blogger per i quali nutro una profonda stima. Ho a lungo sperato che le battaglie per la laicità e per i diritti civili pagassero, così non è stato. Segnale preoccupante, mi dispiace veramente.
E’ di adesso la notizia che ci sarebbe una maggioranza dell’Unione anche al Senato, maggioranza risicatissima di un solo seggio ma siccome (Machiavelli docet) al vincitore non si nega mai un aiuto, sarà comunque una maggioranza. Una maggioranza nata da un brutto scherzo che il meccanismo elettorale, da loro ideato per limitare i danni davanti ad una sconfitta data come probabile nei sondaggi, ha giocato al centro-destra che si trova, nella camera alta, con più voti ma meno seggi. Penso che ci siano a questo punto le condizioni per un governo presieduto da Romano Prodi senza ricorrere a soluzioni da prima Repubblica (vedi governi tecnici e/o balneari). La notte è stata lunga, dura e insonne, ma forse oggi per l’Italia è una bella giornata.
venerdì, aprile 07, 2006
SE VINCE LA SINISTRA VADO IN SVIZZERA
Da qualche giorno dirigenti, ministri e militanti della Lega Nord minacciano noi residenti nella Confederazione Elvetica che, se vincerà la sinistra, emigreranno in massa in Svizzera.
Leggo a tale proposito un’intervista a Umberto Bossi dove il leader leghista dice testualmente che “se in Italia vincerà la sinistra arriveranno i pacs, ci sarà un’invasione degli immigrati, ci sarà la droga libera e la chiesa non avrà più diritto a influenzare gli orientamenti politici, allora non ci resterà che emigrare in Svizzera”.
Qualcuno mi può fare il favore di spiegare ai leghisti che in Svizzera ci sono i pacs, quasi un abitante su quattro è straniero, le droghe leggere sono depenalizzate al punto che in alcuni cantoni si ricorre alla somministrazione controllata di eroina e la laicità dello stato è garantita dalla costituzione e da alcune leggi che vietano espressamente simboli religiosi nei luoghi di lavoro e ingerenze delle organizzazioni religiose nelle istituzioni e nella scuola pubblica? Magari cambierebbero idea o più modestamente verrebbero a conoscenza del fatto che ciò che loro temono con terrore per l’Italia in Svizzera è già realtà da molti anni.
giovedì, aprile 06, 2006
Ricevo e pubblico:
PER IL PICCOLO TOMMY
BR
“Per i prossimi 30 secondi, lascia ciò che stai facendo e approfitta di quest'opportunità per recitare una preghiera in ricordo del piccolo Tommaso. "Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in Cielo così in Terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non c'indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen" Inviala ad altre dieci persone. Poco dopo, dieci persone avranno pregato Dio per il piccolo Tommaso, e poi mille, ed altre ancora. Apprezza il potere di Dio nella tua vita e farai ciò che Lui desidera. Se non hai vergogna di fare questo, per favore inviala. Gesù disse, "Se tu hai vergogna di me, io mi vergognerò di te davanti al Padre mio". Se ami Dio e non ti vergogni delle cose meravigliose che ha fatto per te, invia questo messaggio a 10 persone.”
Partiamo dal fatto che mi sono sempre state su una specifica parte della mia anatomia maschile le catene di Sant’Antonio, soprattutto quando assumono un tono minaccioso e ricattatorio. In questo caso addirittura il mittente in questione ci dice che si vergognerà davanti a Dio per tutti coloro che non romperanno i coglioni ad altre dieci persone mandando questo del tutto inutile e irritante messaggio, ma non è questo il punto della situazione. Il punto della situazione è che il mittente in questione si tratta di un collega solitamente dedito all’odio lavorativo, uno di quelli sempre pronti a conferire con i superiori, a sopravvalutare il proprio lavoro minimizzando quello che è invece il lavoro degli altri, uno di quei tipi che se incroci per le scale si imbuca nella prima porta che incontra pur di non proferirti il saluto, che non ti lascia mai le porte aperte quando lo incontri sul tuo cammino, sempre pronto alla peggiore saccenteria, ad un “te lo avevo detto, lo avevo previsto” degno dei segreti di Fatima (rivelati sempre a frittata fatta).
E’ mai possibile che tutti coloro che ti rompono i coglioni e che tentano di incularti per 364 giorni l’anno, quando siamo di fronte alle grandi tragedie, non possono fare a meno di mostrare al mondo intero la loro sensibilità sofferente con queste irritanti iniziative?
Venendo al merito del caso farei i miei complimenti ai giornalisti italiani che, dimostrando di meritare la posizione ai livelli dello Yemen e della Nigeria nelle classifiche sulla libertà di stampa, hanno prima sputtanato e messo alla berlina il padre, poi parlato di “gesti amorevoli” riferendosi all’atto di un rapimento conclusosi a badilate poche ore dopo e hanno tentato di costruire un caso mediatico ai livelli di Cogne. Mi ricordo qualche anno fa, quando ci fu una strage a Zugo dove uno squilibrato uccise una decina di persone, le uniche immagini (due-tre in tutto) dell’assassino e dei parenti delle vittime furono riprese da lontano, di spalle e con il teleobbiettivo e mi ricordo il discorso di un giornalista della Tv Svizzera di lingua tedesca che diceva che il diritto di cronaca si deve fermare davanti al dolore e alla sua dimensioni privata e non deve creare iperboli e morbosità dinnanzi all’autenticità dei drammi umani. Altro pianeta…
martedì, aprile 04, 2006
MEGLIO COGLIONI CHE CON BERLUSCONI
VARIE
1) Ieri su msn:
Amica: Io non mi fido dei ginecologi uomini, cosa ne sanno loro di dolori mestruali e di tutti gli altri malesseri femminili, mica li vivono! Tu andresti mai da un andrologo donna?
Monsieurdosto: Certo! E’ una delle mie fantasie erotiche ricorrenti, magari!
Stanotte ho sognato che venivo sottoposto ad una tanto severa quanto maliziosa visita andrologica, dalla mia insegnante di tedesco e da Pecosa, con tanto di grembiulini scosciati, reggicalze e tettone a malapena contenute da reggiseni neri di pizzo. La mia formazione cinematografica risente un po’ troppo del cinema erotico anni’70…
2) Dalla mia esperienza emerge che l’errore più ricorrente del non figo nella pratica della seduzione sia quello di presentare e manifestare subito il suo lato tormentato. Risultato di tutto ciò: si troverà ad attrarre persone altrettanto, se non più, tormentate e l’unione di due tormenti è sempre un tormento al quadrato, oppure non aguzzerà un chiodo. Alla gente in genere poco importa dei tormenti altrui, a meno che non li veda in televisione. Nella parte iniziale di un rapporto bisogna sempre presentare il proprio lato più giocoso, allegro e clownesco. In un rapporto di coppia c’è sempre tempo per tirare fuori i tormenti.
3) Stavo pensando ad una delle tante leggi che regolano l’interazione sociale, siamo nel territorio della microsociologia, dell’interazionismo simbolico, dell’etnometodologia. Non c’è nulla che unisca di più del cosiddetto “nemico comune” e non c’è nulla che faccia star meglio gli altri del vedere i fallimenti altrui per poi farne motivo di pettegolezzo affabulatorio. A tale proposito avrei in mente una strategia di osservazione partecipante che potrebbe essere messa in atto da coloro che come me vivono lontano dai propri luoghi di origine. La strategia consiste nel contattare una persona con la quale abbiamo avuto rapporti comunque limitat,i come una lontana fiamma della scuola media, un amico/a con il quale siamo usciti per un periodo breve, incontrarlo dopo tanto tempo e far finta che in tutti questi anni è stata l’unica persona in grado di capirci, trasmettendo disperazione e soprattutto facendo capire che l’incontro viene caricato di significati e di aspettative, se siete bravi attori mettetevi a piangere e comunque fate tutto quello che vi viene in mente per umiliarvi. Farete la felicità di intere comunità locali.
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