LA SECONDA VOLTA
Eccomi qua. Dove sono stato tutto questo tempo? Semplicemente dove sono sempre stato. Non ho mai fatto una netta dicotomia tra vita (sfera reale) e non vita (sfera virtuale) anzi, scrivere è sempre stata una parte importante della mia esistenza e le conoscenze fatte mediante il mezzo telematico, alcune delle quali si sono poi trasformate in incontri face to face e in amicizie “reali”, sono sempre state molto importanti soprattutto dal punto di vista della qualità dei rapporti. Semplicemente ho dovuto un po’ rimodulare gli impegni di una vita e risistemare alcune priorità. Oltre che blogger, e sicuramente anche prima che blogger, sono anche un marito, un padre, un professionista e ci sono dei momenti in cui, vuoi per impegni familiari, vuoi per sempre più gravosi impegni professionali (quest’anno ho messo decisamente troppa carne al fuoco) ho dovuto lasciare il mio hobby per eccellenza un po’ ai margini.
Non ho mai amato fare entrare troppo la mia vita di tutti i giorni nel blog, forse invece ho lasciato entrare un po’ troppo il mezzo internet nella mia vita di tutti i giorni, ma questo è un altro bel paio di maniche. Non ho mai voluto fare, forse ci sono riuscito solo in parte, del mio blog un diario della mia quotidianità, ma in questo periodo tra i sempre più intensi impegni lavorativi e gli straordinari impegni familiari ho avuto veramente poco tempo per dedicarmi intensamente e in maniera vagamente nerd alle mie passioni informatiche e, ora che sono ritornato, permettetemi qualche nota da reality blog.
Sono felice comunque, lo sono soprattutto perché è la mia seconda volta. A Novembre avrò un nuovo grande amore, un’altra persona entrerà nella mia vita e il senso della mia esistenza su questo pianeta cambierà nuovamente. I momenti dell’attesa di un grande amore sono sempre un qualcosa pieno di quel sano pathos, che non ti fa dormire la notte, che ti fa desiderare di respirare ogni momento. Dirò una cosa retorica, una di quelle cose da mettersi due dita in gola, ma se la mia vita da figlio è stata piena di inquietudini, di rotture, di ricerche, di confusioni tra la (non) vita e la poesia, di sottosuoli e di solitudini i cui strascichi e fantasmi sono sempre pronti a riemergere dal punto di latenza in cui pensavo di averli lasciati, la mia vita da marito e da padre è stata il mio punto e a capo, è stata la mia grande rinascita e molto di questo percorso lo devo a chi mi ha preso per mano in tutti questi anni a chi è stata molto più di una compagna, a chi è stata ed è madre, migliore amica, moglie, amante, confidente e confessora, a chi meglio di chiunque altro ha conosciuto i miei retroscena non proprio da cartolina, nascosti spesso dietro un ghigno di durezza, di compagnoneria e di amara autoironia, a chi ha conosciuto come nessun’altro quello che io sono nella mia immensa complessità, eppure è ancora li che mi ama. Nonostante tutto.
Il mio tempo, le mie parole, la mia presenza, il mio amore, in questo momento sono cose che devo dare a lei e a quella creatura che nascerà e che amo con tutte le forze dal giorno in cui è stata un cerchietto in un test di gravidanza. C’è bisogno di accudire, di darsi da fare, di presenza continua, considerato il fatto che questa seconda volta si sta dimostrando stranamente un po’ più complicata della prima, niente di grave per carità, cose normali che succedono durante una gravidanza ma che stanno obbligando la mia compagna a dei periodi di riposo totale e che mi stanno richiamando, con l’aiuto materiale e soprattutto psicologico di un’adorabile e mai troppo lodata suocera, a tutte le normali incombenze familiari.
Un mio amico ternano in questi giorni mi ha ricordato uno strano episodio della mia vita, di quando salutai tutti con l’impegno che ci saremmo sentiti il giorno dopo per metterci d’accordo per andare al mare e sono riapparso dopo due anni parlando delle condizioni atmosferiche e dei risultati della Ternana. Volevo in parte rassicurare i miei amici informatici: non farò come quella volta, tornerò. Tempo di sistemare alcune cosette lavorative, di fare rientrare tutto nella mia vita, compresi i passatempi informatici, le elucubrazioni politico-sociali (e quante ne avrei da dire) le chattate notturne; tutte cose che sono e che restano parte della mia esistenza. Del resto un non figo sente sempre il recondito richiamo del gene non-figo, del dna squadrettato. E’ una cosa che fa parte di noi. Esistono anche dei non fighi felici e anche i non fighi ce la fanno, è questo il messaggio che voglio dare a tutti e ogni volta che un non figo avrà bisogno di me, io ci sarò. Tempo qualche giorno…