MonsieurDosto

   Un uomo a bassa manutenzione e al passo coi tempi. Per contatti, chiarimenti, spiegazioni,proposte indecenti E-MAIL & MSN: ken_dostoe(chiocciola)hotmail.com ICQ: 92199778

 

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder
    link
    Billiejoe
    Blondi
    Cadavrexquis
    Coniglione
    Il Manifesto
    lakanamamu
    Leonardinha
    Leonardo
    Malessere
    Olympia
    Totentanz
    Underworld
    Yoshitsune
    blog archivio
    oggi
    dicembre 2009
    novembre 2009
    ottobre 2009
    settembre 2009
    agosto 2009
    luglio 2009
    giugno 2009
    maggio 2009
    aprile 2009
    marzo 2009
    dicembre 2008
    novembre 2008
    ottobre 2008
    settembre 2008
    agosto 2008
    giugno 2008
    maggio 2008
    aprile 2008
    marzo 2008
    febbraio 2008
    gennaio 2008
    dicembre 2007
    novembre 2007
    ottobre 2007
    settembre 2007
    agosto 2007
    luglio 2007
    giugno 2007
    maggio 2007
    aprile 2007
    marzo 2007
    febbraio 2007
    gennaio 2007
    dicembre 2006
    novembre 2006
    ottobre 2006
    settembre 2006
    agosto 2006
    luglio 2006
    giugno 2006
    maggio 2006
    aprile 2006
    marzo 2006
    febbraio 2006
    gennaio 2006
    dicembre 2005
    novembre 2005
    ottobre 2005
    settembre 2005
    agosto 2005
    luglio 2005
    giugno 2005
    maggio 2005
    aprile 2005
    marzo 2005
    febbraio 2005
    gennaio 2005
    dicembre 2004
    novembre 2004
    ottobre 2004
    settembre 2004
    agosto 2004
    luglio 2004
    giugno 2004
    maggio 2004
    aprile 2004
    marzo 2004
    febbraio 2004
    gennaio 2004
    dicembre 2003
    novembre 2003
    ottobre 2003
    settembre 2003
    agosto 2003
    counter
    visitato *loading* volte


    mercoledì, novembre 22, 2006
     

    LA FUERZA DEL RITMO LATINO

    Passare un sabato notte qualsiasi in un locale chiamato “Habana Cafè” in compagnia di un gruppo di improbabili coppie miste “italo-elvetico-cubane” e stare delle ore ad ascoltare la peggior paccottiglia latina, guardando gli altri ballare (in genere quelli che durante la settimana dicono che loro si che si sanno divertire e che ti sfoggiano il loro terzomondismo alla Licia Colò fatto di tanti stereotipi da libro Cuore su certe popolazioni) il tutto stando attento a respingere gli attacchi degli animatori che cercano di coinvolgerti nelle danze è una di quelle cose che temprano il carattere.

     

    A distanza anche di mesi da quell’esperienza puoi perfino passare una mattinata intera con due testimoni di Geova in casa, fare un viaggio su un treno, in cui si è rotto il locomotore, con un gruppetto di militanti della Lega Nord che esternano il loro concetto di vita e di giusta società, partecipare ad una cena dove chi si era spacciato per tuo amico passa tutto il tempo a cercare di coinvolgerti in uno stupido e fallimentare multilevel marketing e ti sembrerà molto piacevole (ascoltarli, non torturarli).

     

    I balli latini mi hanno rimesso in pace con il mondo e con gli altri.

     

    Pensieri e parole di kendostoe | 10:33 | commenti (17)


    mercoledì, novembre 15, 2006
     

    WAITING FOR GLORIA

    Visto che il Monsieurdosto langue causa atavica mancanza di tempo e di energie, considerando che oltre ai normali impegni lavorativi, in questi giorni: ho girato molto, frequento un corso di francese con tanto di esami, interrogazioni e programmi da preparare e un corso base di Schwyzertütsch, una lingua che c’entra con il tedesco come il dialetto della Val Trompia c’entra con l’italiano, ho dovuto smontare una camera-studio ikea per trasformarla in cameretta per la bimba in arrivo (oramai si aspettano le doglie da un giorno all’altro e dopo avrò ancora meno tempo per scrivere) e nel compiere queste operazioni sono anche caduto dalla scala (pensavo ci fossero altri pioli) cavandomela solo con qualche livido grazie al robusto strato di adipe e ho la casa piena di cartoni da stivare meticolosamente per la raccolta differenziata (qui siamo bravi cittadini della Confederazione!) insomma, dato tutto questo pensavo di non lasciar morire questo blog di inedia e di aprirlo a ospiti.

     

    Detto questo, chiunque abbia voglia di scrivere qualcosa sul Monsieurdosto può chiedermi l’accredito. Non ci sono censure né limiti, l’importante è cercare di rispettare la filosofia del blog e la sua linea editoriale (naturalmente il blog non ha una linea editoriale come io non ho uno stile di vita).

     

    Pensieri e parole di kendostoe | 11:02 | commenti (2)


    mercoledì, novembre 08, 2006
     

    SU PENA DI MORTE E IMMIGRAZIONE

    Saddam Hussein: Anche nel novero degli oppositori alla pena capitale c’è chi, parlando dell’ex rais di Baghdad, oppone qualche se e qualche ma. Il sempre ottimo, anche quando non ne condivido le opinioni, Cadavrexquis scrive: “…Chi si mobilita per salvargli la pellaccia lo fa con lo stesso spirito di chi difende gli embrioni dagli scienziati brutti e cattivi che li vogliono usare nella ricerca: difende cioè un principio astratto (in questo caso l'intangibilità di qualsiasi vita) opponendolo alla concretezza delle vite altrui…” . Lasciando cadere il parallelo, secondo me improprio, tra la tematica pena di morte e la tematica ricerca sulle cellule staminali in virtù soprattutto del fatto che i soggetti politici favorevoli alla pena di morte sono molto spesso, per non dire quasi sempre, nel contempo ferocemente anti-abortisti e contro la ricerca sulle staminali (un esempio su tutti la destra statunitense) il buon Cadavrexquis ha centrato perfettamente il punto sul quale si base il mio essere contrario alla pena di morte senza se e senza ma, appunto l’astrattezza ossia un principio cardine del Diritto e dello stato che su esso si basa e non si può trascendere da questo principio senza correre il rischio di mettere in crisi le radici stesse dello stato che nasce dalle due grandi tradizioni europee: quella liberale e quella socialista. Se il mondo dei diritti civili vuole mettere al bando la pena di morte, opinione generalmente condivisa almeno in Europa, lo deve fare tout court, tappandosi qualche volta il naso e da qui inevitabilmente partono poi, in subordine, tutte le ulteriori considerazioni di carattere politico, morale, di opportunità e via dicendo. Non farò fiaccolate per salvare la vita a Saddam, ma faccio mia la posizione unanimemente condivisa in ambito europeo.

     

    Immigrazione: Lavorativamente parlando mi sto oramai concentrando, per lo più per scelte altrui, sul tema dell’immigrazione e devo dire che sono giunto ad una serie di conclusioni. La prima è che avere a che fare con le associazioni islamiche e con esponenti dell’islam organizzato è una cosa che ti rimette in pace con Oriana Fallaci. La seconda è che nell’Italia Centrale, zona sulla quale sto concentrando parte dei miei studi, governata per decenni da amministrazioni ex-post-neo comuniste la situazione in tema di integrazione degli immigrati è a livelli drammatici, nonostante i proclami trionfalistici e ingiustificatamente ottimistici da una parte e la buona volontà dall’altra di alcuni amministratori e politici locali. Mi è capitato di vedere, in centri che non arrivano ai 10.000 abitanti dei veri e propri ghetti per immigrati con tanto di cavalli di frisia, porte e muri di acciaio, ingressi automatizzati e telecamere dove vivono, separati dal resto del mondo e con altissima concentrazione, immigrati di varie nazionalità, la separazione è totale, di matrimoni misti nemmeno a parlarne se escludiamo qualche audace coppia italo-cubano-brasiliana-caraibica non proprio animata da principi di ricerca del multiculturalismo. “…Abitano tutti in Via Salvo D’Acquisto 6 o 8…”  dice il dirigente anagrafe di un comune di 9000 abitanti sulla costa adriatica. “…Saranno circa 2000 ma molti di loro non sono censiti, in quella zona non arriva nemmeno la posta..” aggiunge poco dopo. Sono persone quindi senza residenza, senza medico di famiglia, senza diritti sociali minimi garantiti tanto per fare alcuni esempi, individui del tutto sconosciuti all’apparato burocratico italiano, una situazione fuori controllo e in molte zone dell’Umbria e dell’Emilia-Romagna è un susseguirsi delle medesime situazioni.

     

    La causa di tutto ciò, e ve lo dice uno che nell’ex stato pontificio, trasformatosi poi in vetrina occidentale del comunismo (come amava definirsi la mia città natia) ci è nato e cresciuto, non è solo di natura politica e chi cerca di spiegare il tutto addossando colpe e responsabilità a soggetti politici si sbaglia di grosso. Si è votato PCI per 40 e passa anni, poi si è votato PDS, RC e compagnia bella mantenendo però separate dimensione politica e dimensione antropologica. Il fatto di votare a sinistra non si è mai tradotto nel mettere in pratica, in quella che è l’antropologia di tutti i giorni e in quelle che sono le convinzioni e gli stili di vita, determinati valori riconducibili alla sinistra. A dispetto delle scelte politiche l’antropologia che domina è quella di individui essenzialmente ignoranti, dediti ancora all’accumulazione primaria con delle modalità e mentalità che non hanno ancora conosciuto la rivoluzione industriale, individui chiusi, molto poco amanti dei cambiamenti in casa propria, che chiamano “froci” o “recchioni” gli omosessuali e “negri” gli stranieri anche se magari vengono dall’Ucraina, individui spesso soffocati da un controllo sociale informale che sta sempre più perdendo le connotazioni originarie di senso comunitario e accentuando quelle di gabbia di conformismo con il risultato che i cambiamenti ci passano accanto senza tangere quelle misere e stantie convinzioni che dominano da secoli. I processi economici che regolano i flussi di immigrati sono anch’essi separati dal sistema culturale e dal mondo della vita con il risultato che i nuovi arrivati vivono sostanzialmente segregati e ciò che è peggio in una dicotomia “noi” e “loro” di forte separazione e contrapposizione.

     

    Diceva un cattolico liberale britannico, tale Lord Acton, che “…Imperfetti sono quegli Stati nel quali non si ha miscuglio di nazionalità, decrepiti quelli che non ne risentono gli effetti…” massima, quest’ultima, che vale come non mai in molte zone del Centro-Italia e personalmente conosco troppo bene i miei polli per stupirmene ancora e se si è ottimisti e si parla di zone felici e di oasi di serenità è perché ancora nessun kamikaze si è fatto saltare in aria e perché nessuno ha ancora dato alle fiamme i bus dell’azienda di trasporti pubblici. Avverrà molto presto.

     

    Pensieri e parole di kendostoe | 12:30 | commenti (1)


    venerdì, novembre 03, 2006
     

    PING

    Sono ancora vivo, tornerò al più presto alle mie vecchie abitudini informatiche, tempo di risolvere alcune cose vagamente surreali che mi stanno succedendo da un mese e mezzo a questa parte, comunque niente di grave.

    A presto.

     

    Pensieri e parole di kendostoe | 11:37 | commenti (4)