MonsieurDosto

   Un uomo a bassa manutenzione e al passo coi tempi. Per contatti, chiarimenti, spiegazioni,proposte indecenti E-MAIL & MSN: ken_dostoe(chiocciola)hotmail.com ICQ: 92199778

 

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    mercoledì, febbraio 28, 2007
     

    SENATORE MONSIEURDOSTO

    Prodi ha parlato al Senato, ovviamente è stato tutto un volare basso, un fare un discorso che non scontenti nessuno, un dire delle cose scontate. Non poteva essere altrimenti e purtroppo non sarà altrimenti nemmeno in futuro. Questo è quello che passa il convento. Questo oggi è il miglior governo possibile. Ecco comunque l’opinione di un ipotetico senatore Monsieurdosto sulle grandi questioni che divideranno la maggioranza.

     

    TAV: Sono favorevolissimo alla creazione di una linea ad alta velocità, appoggio in pieno l’idea europea del corridoio 5 (Lisbona-Kiev) la cui tratta Torino-Lione ne è solo una piccola parte funzionale. Appoggio in pieno l’idea di fondo dei corridoi ferroviari, appoggio in pieno il fatto che si favorisca il trasporto su rotaia contro la monocultura del trasporto su gomma, la sinistra e i verdi francesi ed europei hanno capito l’importanza del grande progetto, l’Italia rischia invece di perdere i finanziamenti europei e di essere tagliata fuori dalle grandi direttrici di traffico.

    Mi stanno profondamente sul cazzo i piccoli localismi italiani i “l’inceneritore/discarica/linea ferroviaria no sotto casa mia” mentre si continuano a produrre rifiuti e a inquinare l’ambiente, trovo che questi localismi antepongano il proprio piccolo interesse egoistico al bene comune, la questione di orticello ai macro-processi di integrazione europea. Mi sta profondamente sul cazzo il folclore dei no-global e delle contadinelle della Val Di Susa, odio con tutta la forza i piccoli comunitarismi del cazzo all’italiana. Io sono per le nuove infrastrutture, sono per la modernizzazione del paese, sono per prendere un treno che mi porti in 2 ore in capo al mondo, sono per i termovalorizzatori, non sono uno di quelli che elogia la lentezza e un piccolo mondo antico che non esiste più e non ha ragione di esistere. Sono per il treno che è sempre stato un mezzo ecologico per eccellenza. Il senatore Monsieurdosto vota (entusiasticamente) SI alla Tav.

     

    Afghanistan: Diamo un po’ una visione di insieme. I talebani ora sono i nemici da combattere. Ma lo sono sempre stati? No. C’è stato un tempo in cui i talebani entravano nei salotti buoni delle istituzioni stelle e strisce, venivano finanziati e armati dagli Usa in funzione anti-sovietica prima e anti-iraniana poi, gli Stati Uniti hanno creato un piccolo mostro che gli si è ritorto contro e si sono trovati nella situazione di dover rimettere la merda dentro al cavallo senza ovviamente ammettere di avere sbagliato.

    E’ giusto che l’Italia metta sua risorse e suoi militari per spalare la merda creata dagli Usa? In linea di principio no, la guerra degli Usa poi ha causato migliaia di morti civili, ha perfino bombardato le missioni della croce rossa. PERO’ c’è un però. La guerra vera e propria ora è terminata, e l’iniziale intervento Usa si è trasformato in una missione di polizia sotto l’egida delle Nazioni Unite, una missione sostenuta da tutti i partner europei (persino la Svizzera) che ha il compito di garantire sicurezza alla popolazione afgana contro la minaccia dei talebani che si trovano al sud del paese e di garantire lo sviluppo di un sistema democratico. Per espletare al meglio questi compiti ci vogliono i militari che a me per definizione sono persone che stanno profondamente sul cazzo ma che di lavoro fanno quello e che, considerato che un caposaldo del diritto è che lo stato ha il monopolio dell’uso della forza, sono utili alla società. Considerato che i signori talebani non sono persone con le quali ci si può ragionare e che poserebbero le armi davanti alla rete Lilliput, ai beati costruttori di pace, alle dame di San Vincenzo e alle patronesse del Civico di Lugano (io tra i vari lavori devo fare anche quello di ragionare con l’islam organizzato in Svizzera e vi assicuro che non è semplice proprio per un cazzo) e soprattutto considerando che quel signore che porta sempre degli strani mantelli (Karzaj, il presidente afgano) per quanto troppo vicino agli Usa e troppo lontano dalle tradizioni del paese asiatico è comunque meglio del fanatismo del talebani, per lo meno non impala gli uomini che non portano la barba lunga o le persone che ascoltano una musicassetta di Renato Carosone, alla fine soppesando bene il tutto, con qualche se e qualche ma, ripensandoci bene, considerando che se tanto faccio cadere il governo su questa cosa poi arriva la destra e si ritorna anche in Iraq (la guerra più demenziale da quando l’uomo inventò il cavallo). Il senatore Monsieurdosto vota SI al rifinanziamento della missione in Afghanistan.

     

    Base di Vicenza: Stavolta però mi va di rompere i coglioni. Riconosco il merito degli Stati Uniti di aver liberato, insieme alla resistenza italiana, l’Italia del fascismo, per aver di fatto abolito, contro il volere della chiesa cattolica, le leggi razziali. Capisco che da più di 60 anni l’Italia sta pagando il tributo per aver comunque PERSO una guerra certamente non voluta da chi questa guerra l’ha vinta. Ma adesso basta. Propongo la creazione di una difesa comune europea e una politica estera comune che vada verso un riequilibrio degli equilibri mondiali, di un’alleanza certamente non ostile ma alternativa agli Usa, nel frattempo di discutere un piano di ritiro graduale delle forze americane dal territorio italiano sostituite dalle nuove forze europee. Il senatore  Monsieurdosto vota NO all’ampliamento della base di Vicenza.

     

    DICO: Il Senatore Monsieurdosto giudica del tutto insufficiente la legislazione proposta in difesa dei diritti civili di chi sceglie forme di vita alternative al matrimonio e di chi, per orientamento sessuale, al matrimonio non può accedervi. I dico non riconoscono la coppia di fatto come soggetto giuridico, non la riconoscono come entità familiare. Non si parla di detrazioni fiscali e di assegni nucleo familiare, considera dei soggetti di serie b persone che prendono delle decisioni riguardanti esclusivamente la loro sfera personale nella quale lo stato non deve intervenire. I diritti della coppia vengono riconosciuti troppo tardi (dopo 3 o 9 anni) ed è una legislazione che non soddisfa appieno le direttive europee sul riconoscimento delle coppie di fatto. Comunque rappresentano sempre un timido passo avanti. In attesa di tempi migliori il Senatore Monsieurdosto vota SI ai dico.

     

    Pensieri e parole di kendostoe | 12:24 | commenti (9)


    mercoledì, febbraio 21, 2007
     

    COME VOLEVASI DIMOSTRARE. SULLA FINE DEL GOVERNO PRODI

    Sono amareggiato, anche se mi aspettavo ampiamente il tutto. Per lo meno, forse, ci siamo risparmiati l’umiliazione sui dico che comunque non sarebbero passati al Senato. Si è persa un’occasione storica ma non si è persa oggi, si è persa subito dopo i primi timidi entusiasmi di Aprile, si è persa in questi mesi, quando per giustificare che tutto sommato le cose sono andate peggio in passato ci si attaccava entusiasticamente alle liberalizzazioni di Bersani, ad un qualcosa di destra, seppur di destra europea, preso come bandiera dalla sinistra.

     

    Un governo che non ci ha mai fatto dire “finalmente le cose cambiano”, che non ha fatto voltare pagina all’Italia, che non lo ha reso certamente un paese migliore, più civile, con meno motivi di indignazione, un governo senza coraggio, un governo flat che ha sempre sofferto di soggezione nei confronti del Vaticano e del potente di turno, un governo con dentro un’estrema sinistra troppo stupida e troppo miope, che dimostra la sua intransigenza su pure questioni di principio con il risultato finale di ottenere sempre l’esatto contrario di ciò che vorrebbe. Mancanza di pragmatismo, mancanza di calcolo delle conseguenze delle proprie azioni in cambio di una purezza intellettuale che somiglia sempre più alla “durezza e purezza” tipica di certi imbecilli.

     

    Ci aspettavamo per lo meno uno scarto culturale rispetto ai governi della destra, molti hanno pensato di sognare ma il sogno è svanito molto presto e l’agonia sarebbe stata un qualcosa di inutile. Ora si parla già degli scenari futuri: Prodi bis, larghe intese, elezioni… Ma non è questo che importa, oggi non è caduto un governo, oggi sono cadute le speranze dell’Italia, le speranze di cambiare. Oggi un paese ha scelto, ma non è stata una cesura netta, ha scelto piano piano, al posto di quella grande idea che si chiama Europa, di sprofondare nel bacino del Mediterraneo, di morire di quello che è il suo male peggiore: l’impossibilità di cambiare. Originalità italiana la chiamano in Europa, ed è un’espressione usata da quel mondo laico e liberale per descrivere un paese, l’Italia, che sta andando tutto da un’altra parte mentre nel resto del continente si affermano nuovi diritti, del resto così è stato anche ai tempi del fascismo. E ci stiamo sprofondando nel pantano di questa originalità e il problema non è tanto la destra o la sinistra, il problema è proprio l’Italia. Il problema è l’incapacità politica di certi uomini del centro-sinistra e il problema siamo noi che questa sinistra l’abbiamo lasciata in mano a raffinati amanti dello slow-food, a timidi neo-papalini, a cresciuti boy-scout e a rivoluzionari all’amatriciana.

     

    Non so veramente che cazzo fare per il paese che per lo meno mi dà dei diritti politici, non so cosa farmene di questi diritti politici anzi, peggio: so che qualunque cosa ne faccia non servirà a niente.

     

    Pensieri e parole di kendostoe | 20:36 | commenti (43)


    martedì, febbraio 13, 2007
     

    IL METODO LIDL DELLA STORIOGRAFIA

    Chiunque di voi ha modo di frequentare i supermercati della Lidl si sarà sicuramente imbattuto negli yogurt della Milbona.

     

    Le confezioni di questo prodotto vengono esposte una sopra l’altra nel banco-frigo, in ogni confezione vi sono 5-6 gusti di vasetti di yogurt. Cosa succede spesso? Che ognuno prende il gusto che più gli aggrada (e ci mancherebbe) e quando i vasetti alla fragola, per esempio, terminano nel contenitore più in alto cominciano a prenderlo dal contenitore più in basso. Alcuni gusti così restano totalmente invenduti.

     

    La stessa cosa avviene più o meno nella recente storiografia italiana. Prendiamo per esempio la avvilente e tutta italiana vicenda di istituire una giornata in memoria delle vittime delle foibe. Con il rispetto che si deve a tutti i morti di guerra e senza fare sconto alcuno ai loro assassini, mi pare che si stia tacendo l’aspetto fondamentale della vicenda: il conflitto è stato innescato dalla sanguinosa invasione nazi-fascista della Jugoslavia e dalla barbara condotta delle forze di occupazione e dei cattolicissimi ustasa croati. Punto.

     

    In corrispondenza con le celebrazioni della tragedia delle Foibe ecco che spuntano i diari segreti di Mussolini. Da tali diari sembrerebbe emergere un’immagine del duce in perfetto stile libro cuore. Mussolini affermerebbe, tra le altre cose, la sua contrarietà alla guerra e il raccapriccio di fronte all’invasione tedesca della Polonia. “Sono documenti che gettano una nuova luce sulla storia italiana” dicono sognanti i vari scagnozzi di Forza Italia e Alleanza Nazionale mentre denunciano congiure del silenzio e manie di persecuzione (consiglio a tale proposito 20 gocce di minias dopo i pasti) infatti, rispondo io, è noto a tutti che Mussolini non è entrato in guerra, non ha collaborato all’olocausto, non ha portato un paese alla distruzione totale… Comunque niente di nuovo, siamo al solito mito della naturale paciosità italica, che vale per tutti meno che per i comunisti, che ci hanno insegnato sin dalla scuola elementare, del resto si sa che gli unici cattivi erano i tedeschi, gli italiani in fondo lo erano un po’ meno, ora si vuole riaffermare il tutto a costo di negare le evidenze, non ci vedo una grossa differenza tra certi storiografi de ni’antri e il presidente iraniano Ahmadinejad intento a negare l’esistenza della shoah.

     

    Mette tristezza vedere la storia utilizzata come le confezioni dello yogurt del Lidl, dalle quali ognuno può prendersi quello che vuole e ciò che gli serve per la propria campagna ideologica del momento. Sarà la nascita di un nuovo metodo lidl della storiografia?

     

    Pensieri e parole di kendostoe | 11:45 | commenti (9)


    martedì, febbraio 06, 2007
     

    LA MORTE DEL CALCIO ITALIANO

    Nelle immagini televisive si vede l’odio dei linciatori, molti di loro minorenni, che picchiano e bastonano con la codardia e la vigliaccheria di chi, qualsiasi cosa faccia, si prepara a nasconderla dietro la sciarpa o il foulard. Le immagini degli incidenti di Catania sono di una ripugnanza eccezionale. La morte di un salariato dello stato, di un uomo che faceva il poliziotto a Catania, che non dovrebbe propriamente essere come farlo a Lugano, per evitare che due fazioni che come tante vivono lo stadio con  la logica del “territorio” venissero a contatto è una cosa che dovrebbe suscitare indignazione senza alcun distinguo, senza le uscite dei Caruso di turno, senza per questo dover scomodare Pasolini e la sua discussa poesia su Valle Giulia, in difesa dei poliziotti “figli del popolo”.

     

    Quella del calcio purtroppo è un’altra mafia italiana della quale proprio non si sentiva la mancanza, una specie di zona franca dove non valgono le leggi dello stato. In alto c’è una giustizia sportiva oramai sempre più svincolata dalla giustizia ordinaria, ci sono i decreti spalma-debiti, l’evasione fiscale, la concussione, la truffa legalizzata con la strizzatine d’occhio da parte delle autorità politiche, in basso si saccheggiano autogrill, si devastano treni, si grida “sporco negro” ai neri, “ebreo” agli ebrei, si ricattano le società che elargiscono biglietti e altri favori a mo’ di pizzo.

     

    C’è una politicizzazione di facciata delle curve, ma il loro scontro non è ideologico, è uno scontro puramente territoriale, da guerra di trincea. Vogliono entrare gratis, non pagare i biglietti di treni che in certi week-end sono off-limits per gli utenti normali, così come lo sono gli autogrill, i bar nelle zone vicine allo stadio. Nessuna manifestazione politica offre dimostrazioni di violenza così demente e gratuita. Per interi week-end strade, stadi, treni e stazioni sono in balia di quattro energumeni e presidiati come delle zone “sensibili” israeliane, senza parlare dei costi sociali, in termini di poliziotti, carabinieri, presidi, che la collettività sostiene in ogni week-end di campionato.

     

    Così come avviene con la mafia, anche il calcio può essere considerato una scheggia impazzita della società italiana, un mondo dove di fatto vige l’extraterritorialità, l’impunità assoluta all’interno del quale non c’è altra legge che non quella del branco o della finanza creativa delle società.

     

    Sarebbe il caso di fermare tutto il carrozzone, e lo dico io che di calcio sono stato un appassionato e sono tuttora tifoso, finchè, con molta buona volontà non si riportano lo stadio e il calcio all’interno dello Stato, all’interno dell’Italia, all’interno dell’Europa, all’interno dei valori di legalità e di vivere civile. Sono cose che si dicono da una vita, ma si è sempre pensato di più a spartire una torta sempre meno ampia e a distruggere sistematicamente un altro pezzo di Italia, quello del tifo sportivo sano, della passione, delle trasferte in pullman. E’ ora di dire veramente basta e di estirpare questo ennesimo cancro.

     

    Pensieri e parole di kendostoe | 11:02 | commenti (6)