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martedì, ottobre 30, 2007
Sono vivo e sono a Parigi. Torno il giorno 2. Ciao.
venerdì, ottobre 19, 2007
LA FORTUNA DI NON ESSERE AMERICANO
Fortunatamente non sono americano. Non lo dico solo perché sono orgoglioso delle mie origini e tradizioni europee e di tutto ciò che politicamente è riconducibile alla tradizione socialista e socialdemocratica del nostro continente ma lo dico soprattutto perché, da buon non figo, non vivendo in America mi sono risparmiato un buon numero di cerimonie di degradazione, ossia di micro-eventi ulteriormente caratterizzanti la mia condizione di non fighismo.
Avete mai visto nei film e nei telefilm americani? Nei telefilm, ma anche nella realtà, c’è la terribile usanza del ballo di fine anno della scuola. Nelle pellicole americane l’evento viene spesso vissuto con una buona dose di isterismo che emerge in tutti i preparativi della cerimonia: dal vestito da scegliere fino, soprattutto, al partner per il ballo. Guai andare al ballo della scuola con il partner sbagliato o non avere nessuno/a con cui andare. E’ l’apoteosi della sconfitta. Il ruolo di manifestazioni quali il ballo di fine anno della scuola, la loro funzione latente, è proprio quella di smascherare i non fighi, di segnare nettamente una gerarchia, di dare condanne definitive.
Cosa avrebbe fatto il Monsieurdosto in occasione del ballo di fine anno della scuola? Semplice, il Monsieurdosto odia ballare, odia le feste, odia vestirsi “bene”, odia sgomitare per avere l’onore del ballo di un qualsiasi chiattona della provincia americana. Il Monsieurdosto avrebbe snobbato l’evento, non ci sarebbe andato, decretando la sua morte sociale e rendendo quanto mai impervia la sua strada verso il successo e quantomai agevole quella verso la rovina.
Ripenso ai tanti piccoli balli della scuola che ho vissuto nella mia vita europea, ai cinema da solo, alle notte di capodanno passate pensando che tanto è una notte come le altre, ai sabati sera chiuso in cameretta, alle uscite insieme a tante coppie con me da solo e penso che nonostante tutto in America sarebbe andata molto peggio, non avrei avuto nessun successo nello sport e non sarei mai andato al ballo della scuola. Avrei avuto le stesse possibilità di farcela di un subnormale. Ma per fortuna non sono americano.
venerdì, ottobre 05, 2007
E CHI SE NE FREGA...
Per la prima volta dopo 15 anni non ho rinnovato il mio abbonamento a “Il Manifesto”.
Non ho gradito le loro posizioni “cerchiobottiste”, se non complici, con certe manifestazioni dell’Islam organizzato, in particolare non ho condiviso la loro posizione nei confronti del presidente iraniano Ahmadinejad più volta a elogiare il suo “anticapitalismo” e “antimperialismo” che a condannare i lati brutali del suo regime. E’ già dai tempi delle vignette danesi e del loro “civili e pacifiche manifestazioni del mondo islamico” che ho sulla punta della lingua un gesto simile, considerate che a suo tempo comprai anche la famosa copia venduta a 50.000 lire per salvare il giornale, ed ora ho detto basta.
Sotto la testata c’è scritto “Quotidiano comunista”. Il giorno in cui un quotidiano comunista smetterà di tenere un comportamento ambiguo verso una teocrazia e un dittatore che impicca e lapida su pubblica piazza gli omosessuali e mortifica le donne forse ricomincerò a sostenerlo.
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Sono stato alcuni giorni per ragioni lavorative in Puglia invitato da un mio collega: un “cervello rientrato” che dopo diversi anni di onorata carriera accademica in Svizzera (a Zurigo precisamente) ha deciso di ritornare nella terra di origine. Oggi mi parlava delle enormi difficoltà che sta avendo per trovare un appartamento in affitto, nonostante la sua posizione da docente universitario, difficoltà dovute al fatto di essere sposato con una donna portoghese di origini angolane, quindi “di colore”. Mi parla della diffidenza della gente, delle agenzie che gli chiedono se poi in questa casa andranno ad abitarci loro o altri amici della sua moglie e degli affari che sembrano concretizzarsi ma che svaniscono come appare la sua consorte. “Tempo un paio di mesi e ritorno in Svizzera” dice sconsolato il collega, oltre a riferirmi di non aver mai avuto problemi simili a Zurigo. La cosa mi riempie di amarezza.
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