MonsieurDosto

   Un uomo a bassa manutenzione e al passo coi tempi. Per contatti, chiarimenti, spiegazioni,proposte indecenti E-MAIL & MSN: ken_dostoe(chiocciola)hotmail.com ICQ: 92199778

 

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    martedì, dicembre 11, 2007
     

    DINAMICHE DI COPPIA

    Sono dell’idea che a volte sembro “uno che scende dalla montagna con la piena” data la mia sorpresa quando mi trovo a tu per tu con le dinamiche del mondo e della coppia moderna. Ho come l’idea che il mio microcosmo familiare sia una sorta di oasi protetta, di campana di vetro che mi protegge dal resto del mondo e devo dire che fuori da questa campana di vetro fa veramente molto freddo.

     

    Ho pensato questo durante la mia ultima puntata ternana e dopo un’ uscita con un gruppo di amici che rivedevo dopo diverso tempo: chi più chi meno tutti sposati, alcuni con figli, o che comunque portano avanti delle storie da diverso tempo.

     

    Dovete sapere che, per quanto riguarda bancomat, carte di credito, fondi pensione e vari strumenti di pagamento ho l’abitudine di farne due copie poiché, nel mio ottimismo, tengo sempre presente la più estrema delle ipotesi ossia che in uno dei miei spostamenti possa morire e in quel caso tutti i miei risparmi verrebbero bloccati prima di prendere il giro dell’eredità e siccome non voglio che mia moglie e i miei figli si trovino in condizioni di difficoltà economica nel malaugurato caso della mia morte, mia moglie ha la completa disponibilità del mio conto corrente e delle mie risorse economiche.

     

    Dare tutto ciò in mano a mia moglie è come abbonarsi al servizio di notifica via sms previsto per i proprietari delle carte di credito: le rare volte che effettua qualche spesa in mia assenza, servendosi dei miei strumenti di pagamento, mi avvisa sempre con un sms o mi chiede il permesso chiamandomi e 9 volte su 10 non tocca neanche un centesimo. Insomma da parte mia c’è fiducia incondizionata nelle sue capacità di amministrazione delle entrate familiari.

     

    Portando a conoscenza tutto ciò ho suscitato un po’ la curiosità e un po’ l’ilarità generale dei miei amici. Loro non farebbero mai una cosa simile e se tanto tanto si permettessero di farla avrebbero “il direttore della banca che li chiamerebbe dopo due giorni”; “finirebbero in rovina”;hanno già il mutuo e le rate della station-wagontantoprimaopoiavremounbambino da pagare e figurati se vado a dare i soldi in mano a mia moglie” tanto per citare alcune frasi da loro dette. Dai successivi discorsi è emerso uno spaccato di donne completamente irresponsabili nella gestione economica, che spendono i soldi in cazzate senza rendersi conto delle conseguenze, donne che, anche quando lavorano, in genere non contribuiscono alle spese correnti familiari. Ho ripensato ad un mio collega con il quale ho avuto la sventura di condividere un soggiorno lavorativo parigino con moglie al seguito e alla sua frase, dopo l’ennesimo pomeriggio passato a fare da facchino allo shopping della moglie, che lui era da due anni che non si comprava un paio di scarpe e la consorte aveva gli armadi pieni di vestiti che non metteva mai.

     

    Sicuramente non sarà una tendenza maggioritaria, almeno voglio credere che sia così, ma più che ogni discorso maschilista e misogino (anzi, secondo me la colpa è spesso degli uomini che sposano donne di merda che poi non sanno gestire) quello che mi colpisce è la totale mancanza di condivisione che esiste all’interno di certe coppie, la totale mancanza di sensibilità attorno al fatto che comunque quando si fa parte di una coppia si entra in una sorta di gestione comune delle cose, di appartenenza comune delle risorse, quando si entra in una coppia, tendenza amplificata quando si hanno dei figli, si deve mettere da parte ogni egoismo e, se le cose si vogliono far funzionare, i discorsi del genere “apposto io apposto tutti” non devono avere espressione.

     

    Io ho un figlio di cinque anni e ogni qualvolta che passiamo per il settore giochi di qualche ipermercato c’è sempre un qualcosa che desidera, si prende le cose e le mette nel carrello. Essendo un bambino non ha ancora chiara l’idea di certi meccanismi economici, allora io mi salvo dicendo di mettere quel gioco nella sua lista dei desideri e che poi ci penseranno Babbo Natale o la Befana. Chissà cosa avrei fatto di fronte a certi atteggiamenti tenuti da una persona adulta con il cinismo di chi non crede più a Babbo Natale.

     

    Pensieri e parole di kendostoe | 11:34 | commenti (36)


    giovedì, dicembre 06, 2007
     

    RICONGIUNGIMENTI

    Stanco di occuparmi e di preoccuparmi della politica italiana e non potendomi permettere colpi di sonno parlando della politica svizzera, ieri mi sono visto un programma politico su un canale tedesco.

     

    Ho scoperto che in Germania hanno appena approvato, tra varie polemiche e ricorsi alla corte costituzionale tedesca e alla corte europea dei diritti dell’uomo, una legge che regola il diritto di ricongiungimento familiare. Da qualche tempo non è più sufficiente, per il cittadino tedesco o straniero residente, sposarsi per portare la sua compagna/o extracomunitaria/o in Germania, il matrimonio in sé non conferisce più automaticamente diritto al ricongiungimento familiare ma il coniuge deve avere una “minima conoscenza della lingua tedesca” e siccome i tedeschi sono appunto tedeschi il testo della legge parla in modo molto chiaro e lineare e comprende una serie di note antidemocratiche per un’interpretazione univoca. Chi vuole andare ad abitare nella Repubblica Federale Tedesca deve presentare, tra la documentazione, un attestato di frequenza di un corso (estensivo o intensivo) di lingua tedesca o in alternativa seguire dei corsi su internet  o tramite il programma tedesco via satellite Deutsche Welle e sostenere, in questi ultimi due casi, un esame presso le ambasciate tedesche.

     

    Tutto ciò ha provocato la veemente protesta di una strano “fronte del no” alla legge formato, detto per semplificazioni e usando categorie politiche forse vetuste, dai comunisti (contrari al requisito linguistico) dai neonazisti (contrari alle mescolanze, in difesa della razza ariana) e dagli islamici (notoriamente molto sensibili al ruolo pubblico e all’integrazione della società ospitante delle loro donne).

     

    Non so voi ma secondo me i temi sui quali c’è questa strana convergenza tra il mio orientamento politico (la sinistra) e queste due fazioni politiche cominciano ad essere un po’ troppi a partire da un certo anti-europeismo fino a questa legge sui ricongiungimenti familiari e stare in questa compagnia sinceramente non è una cosa che mi piace più di tanto.

     

    Venendo nel merito posso dire che forse non c’era bisogno di una legge per affermare una cosa che, in una certa visione razionale, dovrebbe essere dettata dal buon senso. Dovrebbe essere cosa condivisa che quando si emigra è bene conoscere almeno la lingua del paese dove si va ma essendo il concetto di Stato etico un qualcosa di tipicamente tedesco si comprende bene la necessità di questa disposizione.

     

    A mio avviso si tratta di un’ottima legge che viene incontro, sulla base anche della mia esperienza personale e professionale, a quello che è stato il mio approccio con l’emigrazione secondo il quale l’emigrato deve avere una sua dignità di persona con i suoi diritti e i suoi doveri ed ogni concezione che esula da questo presupposto è offensiva nei confronti dello straniero visto come essere umano. La legge tedesca non nega il diritto al ricongiungimento familiare ma prevede al suo interno questa misura che è insieme un qualcosa che richiama ad un dovere (impegnarsi nel processo di integrazione) e ad un diritto (avere appunto il diritto a integrarsi e ad essere parte della società tedesca) limitando il proliferare di ghetti culturali e società parallele foriere di precari equilibri e di situazioni potenzialmente esplosive. Questo è il multiculturalismo che voglio.

     

    Pensieri e parole di kendostoe | 11:24 | commenti (2)