Un uomo a bassa manutenzione e al passo coi tempi.
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Alta velocità: Ho preso per la prima volta un ESfast, uno dei nuovi treni ad alta velocità che ti portano da Milano a Roma in meno di tre ore e mezza. Che dire: magnifico, stupendo, meraviglioso, un’opera che mi vede a favore già da tempi non sospetti e di cui si sentiva la necessità. Possiamo anche dire che si tratta di un bel sasso lanciato nello stagno delle infrastrutture italiane ferme per lo più agli anni ’50.
Eppure dando un’occhiata a qualche blog “di sinistra” leggo una serie di commenti ironici. Uno racconta la sua odissea tra gli inesistenti mezzi pubblici della capitale per percorrere 3 km, un altro lancia un grido di accusa sullo stato della Bologna-Brennero, un altro ancora sul mancato raddoppio della Falconara-Orte e via dicendo. Insomma, il messaggio neanche tanto subliminale, è “a cosa serve andare da Milano a Roma in 3 ore se poi ne servono altrettante per arrivare da Roma a Tor Vajanica o da Terni a Umbertide?”. Quello che vorrei chiedere è: e allora? Era meglio non fare quest’opera pubblica? Siccome gran parte delle linee ferroviarie sono vetuste e obsolete non andava fatta nemmeno l’alta velocità? Il bello è che questa polemica contro la Tav nasce spesso dagli stessi personaggi che girano con la bicicletta con il cartello “no oil” in bella mostra.
Sky: Un altro bellissimo accanimento della sinistra. D’accordo: il padrone del sistema radiotelevisivo italiano che legifera contro un’azienda concorrente è un’anomalia indegna per un paese democratico. Purtroppo l’Italia è un paese democratico che mostra in tutta la sua evidenza il più grande limite della democrazia, quello che votano anche gli imbecilli. Berlusconi è da oltre un decennio che riesce a farsi beatamente i cazzi suoi servendosi della concentrazione di potere mediatico e politico di cui dispone e alla maggioranza degli italiani va bene così. Berlusconi potrebbe fare una legge che obbliga i cittadini a donare le fedi nuziali a favore di Mediaset e anche una legge del genere non muterebbe gli equilibri politici della nazione, non sarebbe neanche la prima volta che gli italiani donano la fede nuziale a chi li spedisce direttamente nel baratro. Oltre al discorso di cercare di sconfiggere Berlusconi con un progetto politico e culturale alternativo invece che insistere con argomenti triti e ritriti che riescono a convincere solo chi è già convinto, c’è proprio da fare qualche considerazione su questo accanimento su Sky. Cioè, è proprio necessario stare a fare una crociata per un’imposta agevolata a favore del monopolista della tv satellitare?
Il mio non è un atteggiamento snob e antitelevisivo, considerando che ho un abbonamento sky addirittura intestato ad un mio familiare per aggirare la legge che vieta la vendita degli abbonamenti all’estero, ma è proprio un discorso di fondo. Alla catena di emittenti di Murdoch è stato veramente concesso di tutto: dall’utilizzo obbligato di un proprio decoder alla imposte agevolate, passando da una serie di norme capestro sulla rescissione dei contratti. Oltretutto le emittenti del circuito trasmettono fino allo sfinimento gli stessi programmi e gli stessi episodi dei vari telefilm. Ecco, detto questo, insistendo sul tasto di Sky, l’opposizione ha dato al governo un bel destro, quello di dire che mentre loro distribuiscono le tessere alimentari ai poveri, misura tanto inutile quanto retorica ma che in un paese viscidamente cattolico che concepisce l’elemosina e la carità cristiana come unica forma di welfare state ha un suo successo, l’opposizione diventa paladina dei diritti dei monopolisti. Ma a parte Sky, che è oggettivamente indifendibile, non ci sono proprio altri argomenti?