MonsieurDosto

   Un uomo a bassa manutenzione e al passo coi tempi. Per contatti, chiarimenti, spiegazioni,proposte indecenti E-MAIL & MSN: ken_dostoe(chiocciola)hotmail.com ICQ: 92199778

 

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    lunedì, aprile 27, 2009
     
    CONTRO I DIALETTI

    Sono sempre stato un fervente sostenitore dei dialetti, almeno fino a poco tempo fa. I miei impegni professionali e la mia frequentazione assidua della cosiddetta Svizzera Tedesca (non che nel resto della Svizzera la situazione sia migliore) mi hanno fatto decisamente cambiare idea.

     

    D’accordo, può essere bellissimo sentire gli anziani parlare in dialetto o inserire in una conversazione con qualche concittadino qualche dicitura o qualche espressione tipicamente autoctone ma quando il dialetto anziché essere un modo di sentirsi uniti in qualcosa diventa un modo per escludere chi non è parte di quel qualcosa, allora è veramente una merda. Quando senti dire da più persone di varia estrazione e cultura, non senza un tronfio orgoglio, che il tedesco è la prima lingua straniera a Zurigo o a Berna capisci che siamo davanti ad un uso discriminatorio del dialetto e tutto ciò non è bello. Mi vengono un po’ in mente certe battaglie della Lega Nord…


    Pensieri e parole di kendostoe | 12:43 | commenti (5)


    lunedì, aprile 06, 2009
     
    FOIBIZZAZIONE

    Leggo, non senza diciamo “sentimenti contrastanti”, le reazioni alla decisione del G20 di includere la Svizzera in una lista “grigia” dei paradisi fiscali. Quello delle banche ,nella Confederazione Elvetica, è un argomento vagamente tabù, una situazione dinnanzi alla quale c’è molta poca voglia di fare i conti. Facendo un paragone è una situazione che richiama alla memoria un vecchio film di Alberto Sordi intitolato “Finchè c’è guerra c’è speranza”, pellicola dove l’Albertone nazionale interpreta un uomo che ha costruito la sua fortuna facendo il mercante d’armi conferendo, grazie alla sua professione, una certa agiatezza economica alla sua famiglia. Quando un giornalista farà scoppiare uno scandalo attorno alla sua persona, ad una prima passeggera indignazione la sua famiglia sostituisce subito la più totale indifferenza e, essendo abituata alla ricchezza, la totale rimozione dell’interrogativo su dove venga cotanta fortuna.

     

    Analizzando il fenomeno nello specifico possiamo intravedere una certa foibizzazione della questione. Per foibizzazione si intende una lettura di un fenomeno storico (e l’esempio delle foibe è calzante) dove vengono presi, ai fini di un analisi morale del determinato stato di cose, solo gli eventi che fanno comodo alla propria autoindulgenza e alla autoassoluzione e che portano un po’ al capovolgimento dei rapporti causa-effetto e vittima-carnefice. Così come per le foibe ci si “dimentica” del fatto che a dichiarare guerra a determinate popolazioni è stato il regime fascista, quando in Svizzera si parla di banche si dimenticano alcuni altrettanto “insignificanti” particolari.

     

    Si parla così di “bullismo” delle potenze europee di “inaccettabili attacchi ad un paese sovrano” di “negazione al diritto della libertà personale” solo per il fatto che alcuni paesi vorrebbero avere maggiore collaborazione nella lotta all’evasione fiscale e non ritengono più accettabile la leggendaria privacy della banche rossocrociate.

     

    Ecco, in tutta questa situazione io non ce la faccio proprio a vedere le banche e le istituzioni elvetiche recitare la parte delle vittime. Senza stare a scomodare l’ormai annosa vicenda dell’oro degli ebrei mi sembra superfluo ricordare che i soldi portati in Svizzera a seguito dell’evasione fiscale sono comunque soldi rubati e che, nonostante la Svizzera abbia firmato trattati internazionali a riguardo, lo sanno anche i sassi che tali trattati non vengono di fatto rispettati e che certi istituti sono un’autentica lavanderia di denaro proveniente dalle più disparate attività illecite ed illecite. Lasciamo perdere poi come certi cantoni conferiscono la cittadinanza e/o il diritto alla dimora e alla residenza solo su base patrimoniale, facendo pagare spesso un’irrisoria imposta forfetaria ai vari criminali in colletto bianco e/o narcotrafficanti sudamericani, garantendo loro la totale impunità.

     

    Detto questo vorrei invitare chi in questi giorni tanto si spertica in difesa della Svizzera e denuncia una presunta violazione dei diritti inalienabili dell’individuo a tenere questi grandi concetti per altre più credibili battaglie; molti civilissimi stati di diritto e molte familiari di vittime di olocausti, dittature e della criminalità organizzata ve ne saranno grati.


    Pensieri e parole di kendostoe | 15:43 | commenti (6)