MonsieurDosto

   Un uomo a bassa manutenzione e al passo coi tempi. Per contatti, chiarimenti, spiegazioni,proposte indecenti E-MAIL & MSN: ken_dostoe(chiocciola)hotmail.com ICQ: 92199778

 

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    mercoledì, settembre 16, 2009
     
    FASTIDI

    Perugini: Avendo un po’ di tempo libero sono entrato in un forum dedicato alla città di Perugia. Specifico: non un forum di ultrà del Perugia Calcio. C’era un post sul tema “Terni città di merda, ternani colerosi, noi abbiamo L’università e Umbria Jazz”dove i perugini se la cantavano e suonavano un po’ da soli; allora ho cominciato a parlare di Jazz prendendo spunto dall’ultimo cartellone (veramente ottimo) della kermesse umbra.

     

    Sia chiaro, ho parlato di Jazz, ho commentato un paio di concerti a cui ho assistito parlandone entusiasticamente e con tono da appassionato quale sono e non da esperto, senza perdermi in tecnicismi inutili che tanto non padroneggerei comunque. Bene, ho scoperto che al perugino appartenente alla categoria “Perugia è meglio di Terni e noi perugini siamo meglio dei ternani perché noi ci abbiamo Umbria Jazz” in realtà di Jazz non gliene frega un cazzo e il suo panorama musicale non contempla minimamente queste genere. Allora perché sentirsi migliori vantando una cosa che non appartiene comunque al loro modo di essere perugini? A questo interrogativo ho scatenato una ridda di diatribe calcistiche, esaltazioni della propria presunta potenza sessuale, insulti vari contro Terni e i ternani, minacce di vario genere e ho rimediato (io) un ban permanente.  

     

    Sky: Ho visto una trasmissione su Sky intitolata “Little Miss America” o una roba del genere… dove bambine di 4-5 anni venivano costrette a vestirsi come adulte, pettinarsi come adulte, muoversi e ammiccare come adulte per vincere l’agognato titolo.

     

    Mi hanno colpito le interviste alle mamme, per lo più ultratrentenni fisicamente sgradevoli, obese, con denti mancanti e via dicendo… Facile quindi capire che volevano che le figlie fossero le miss che loro non sono mai state.

     

    Credo che riversare le proprie frustrazioni sui figli sia un crimine passibile di revoca della patria potestà. I miei figli possono restare bambini per tutto il tempo che vogliono.


    Pensieri e parole di kendostoe | 12:28 | commenti (11)


    lunedì, settembre 14, 2009
     
    DONNE FOR DUMMIES. METAFISICA DEL CICLO MESTRUALE

    Tra gli errori imperdonabili da NON COMMETTERE nei confronti di una collega donna ce n’è uno che veramente ehm… cioè.. non dovete nemmeno permettervi di pensarlo lontanamente essendo un argomento tabù, nonché uno dei grandissimi capisaldi del più becero e insopportabile vittimismo piagnone femminile: tentare anche solo di pensare lontanamente che i dolori mestruali possano essere minimizzati.

     

    Ecco, oggi per uno che fa il mio lavoro è una di quelle giornate campali, ricominciano le attività didattiche, si sovrappongono sessioni d’esame con la preparazione dei nuovi corsi, si devono scrivere piani, relazioni e presentarli a consigli accademici, superiori esigenti, svizzeri… Ecco, in una giornata come questa mi sono sorbito un totale di 3 ore di chiacchiere telefoniche, con amiche, di una mia collega che descriveva i dolori dovuti al suo ciclo (vorrei vedere se mi mettessi a parlare della mia cefalea da eiaculazione che ho in questi giorni in presenza di altre colleghe…) con termini roboanti del tipo, cito letteralmente, “mi sento come se uno mi prendesse a sforbiciate sul basso ventre”; “mi sento come se una qualche sostanza corrosiva mi lavorasse in pancia”; “mi si contorcono tutte le budella”. Insomma, la passione di Gesù Cristo a confronto è una vacanza al villaggio Alpitour.

     

    Alla quarta amica a cui ha frantumato telefonicamente i coglioni le ho fatto notare che IO mi stavo facendo il culo lavorando, che LEI avrebbe dovuto aiutarmi visto che è un lavoro che interesserebbe anche lei e che se proprio si sentiva così male doveva starsene a casa e che non può per un (e qui la frase che ha fatto cadere il mondo… preparatevi) semplice dolore mestruale comportarsi in quel modo.

     

    Ecco, se provate solo a pensare che i dolori mestruali siano tutto sommato un po’ più sopportabili dell’asportazione chirurgica di 3 metri di colon colpiti da cancro (destino purtroppo toccato ad un’altra collega che al contrario è una persona che vive la malattia e il dolore con una commovente dignità recandosi al lavoro ogni giorno con un foulard in testa per mascherare gli effetti di una chemioterapia) scatenerete le seguenti violentissime reazioni:

     

    • Alla collega salteranno i nervi in due nanosecondi, da non escludere reazioni verbali scomposte e persino reazioni fisiche violente.
    • Griderà alla discriminazione sessuale sul posto di lavoro.
    • Ti dirà che sei un uomo, che sei un grandissimo ignorante e non puoi capire, ti inviterà a “non giudicare” per poi attaccare la litania “invece voi maschi che vi lamentate per niente…” sproloquiando e appunto giudicando a vanvera contro il sottoscritto e tutto il genere maschile.
    • Dopo tale litania verrà colta da pianto isterico intervallato da insulti nei vostri confronti e chiacchierate fiume con altre colleghe che poi le ritorceranno contro questo aver raccolto le sue confidenze alla prima occasione buona. Di lavorare ovviamente manco a parlarne...

     

    Detto questo dovete sapere che le mestruazioni sono il più grande dolore del Creato, nessuno a parte le donne, possono sapere cosa si prova, ergo, solo loro conoscono la suprema sofferenza…

    Quindi che abbiate avuto un grave lutto, mali incurabili, ustioni, o siate rimasti menomati, intossicati, asfissiati, triturati, schiacciati per portare uno stipendio a casa, zitti e muti. Il lamento dell’uomo non è concesso, solo chi ha le mestruazioni può dire di soffrire.


    Pensieri e parole di kendostoe | 14:53 | commenti (15)


    lunedì, settembre 07, 2009
     

    "PIEDOFONI"

    Leggevo dell’italiano arrestato in Brasile con l’accusa di pedofilia a causa di alcuni baci dati alla figlia.

     

    Preferisco non esternare i miei post-giudizi sul Brasile e i brasiliani (con le dovute eccezioni e bla, bla, bla…) mi è bastata una vacanza in quelle latitudini e la frequentazione con alcuni di loro per trarre le mie conclusioni e per manifestare la mia disistima verso delle persone che, in quanto europeo, ti giudicano per definizione come un coglione ai limiti del ritardo mentale essendo loro notoriamente più furbi, più dotati di “savoir vivre” e provenienti da una nazione eletta da Dio (il nazionalismo brasiliano ha eguali in Europa solo in certi luoghi dei Balcani) ma voglio rimanere nel merito del discorso “pedofilia”.

     

    Mi è capitato qualche anno fa di aver accompagnato mio figlio al bagno presso dei giardini pubblici di Terni a all’uscita di essere identificato da un agente della Municipale che dopo aver visto i documenti dei due e aver avuto la conferma che si trattava di mio figlio ha pronunciato un “mi scusi, ma di questi tempi…” Già, di questi tempi… Pare che viviamo in un’epoca infestata da pedofili e predatori di bambini e comportamenti che una volta potevano essere normali oggi vengono visti con sospetto.

     

    Mi ricordo che “ai miei tempi”, quando ero un bambino, conoscevo praticamente tutto il vicinato, capitava spesso che qualche vicino di casa ci prendesse e ci portasse in macchina per offrirci un gelato. Esistevano ancora, in una realtà come Terni, dei rapporti di vicinato basati su una fitta trama di cortesie e favori. Capitava per esempio che a causa magari dei turni in acciaieria o in fabbrica una famiglia lasciasse il proprio figlio o i propri figli da un vicino di casa, chiaramente erano favori a buon rendere e quando il vicino di casa avrebbe avuto bisogno dello stesso favore sapeva che avrebbe potuto contarci.

     

    Mi ricordo le volte che stavo a pranzo con “Emilietto”, un pensionato delle acciaierie che a dispetto del nomignolo era un omone di 1,90 m per 100 kg, uno di quei robusti uomini di una volta che quando veniva a casa tua ti riparava la bicicletta, il rubinetto, la bambola della figlia, risuolava le scarpe alla moglie e tagliava i capelli al figlio, e le ore passate nella sua cantina-officina a guardarlo mentre era intento nei suoi mille mestieri e con le sue sapienti mani riparava camere d’aria, risuolava scarpe, costruiva utensili, sapendo che ad un certo punto avrebbe tolto la cappottina alla sua fiat panda 30, da lui tenuta come un cimelio, e ci avrebbe accompagnato al bar del Partito Comunista per offrirci l’aranciata e le patatine fritte. Poi c’era Alfredo che giocava a pallone con noi e ci faceva sempre vincere e ci portava in un negozio di dolciumi, ci dava 500 lire e ci diceva che potevamo prendere le caramelle che volevamo.

     

    All’epoca non esistevano i pedofili? La pedofilia è una “malattia della modernità”? Non credo, credo invece che una volta ci si fidava di più, si era meno paranoici e maggiormente liberi. Vallo un po’ a fare oggi di prendere il figlio di un vicino e portarlo a prendere un gelato, mettiti un po’ in un parco a giocare con dei ragazzini, minimo vieni visto con sospetto, probabilmente rischieresti il linciaggio. Mi pare che con questa “cosa” della pedofilia oggi si stiano sacrificando in nome di certe paranoie delle relazioni importanti, mi pare di vivere nell’epoca del sospetto e della caccia all’orco e alle streghe. E tutto ciò non è bello.

     

    Pensieri e parole di kendostoe | 12:01 | commenti (3)