MonsieurDosto

   Un uomo a bassa manutenzione e al passo coi tempi. Per contatti, chiarimenti, spiegazioni,proposte indecenti E-MAIL & MSN: ken_dostoe(chiocciola)hotmail.com ICQ: 92199778

 

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    martedì, ottobre 27, 2009
     
    CHINAFONINO?

    Purtroppo, dopo nemmeno due anni di neanche troppo onorato servizio, mi trovo a dover cambiare causa guasto al microfono (giusto tre giorni dopo il termine della garanzia) il mio Nokia 6110 navigator.

     

    Devo quindi comprare un nuovo cellulare, fin qui niente di strano, ma ovviamente essendo un Monsieurdosto ho delle specifiche esigenze che altrettanto naturalmente non vengono soddisfatte dai cellulari in commercio in Europa. Provo a elencarle:

     

    1. Non voglio telefoni bloccati né legati ad un operatore.
    2. Mi piace l’iPhone ma non rientra nei miei piani e nei miei principi spendere una cosa come 600-700 euro per un cellulare.
    3. E qui viene il difficile. Per lavoro viaggio molto in diversi paesi europei (Svizzera, Francia, Germania, Italia) e ho delle sim card, “aziendali” e non, di ognuno di questi paesi. Da qui nasce l’esigenza di possedere un cellulare che gestisca contemporaneamente almeno 2 sim. Tale caratteristica rende la mia ricerca del cellulare ideale una pura utopia.
    4. Deve avere il WIFI (assolutamente) e possibilmente il GPS integrato delle prestazione della fotocamera, dei video e robe del genere mi interessa relativamente.

     

    Fatte salve queste condizioni necessarie sono venuto a conoscenza dell’esistenza dei cosiddetti chinafonini ossia delle copie estetiche dei più famosi cellulari e smartphone dei più noti brand con tutte le funzioni (chiaramente con prestazioni minori) dei loro omologhi e venduti a prezzi estremamente minori. In particolare mi sono interessato ad una copia perfetta dell’iPhone con wifi, gps, fotocamere e soprattutto gestione congiunta di due sim che viene venduto in diversi siti specializzati a 80 euro più spese e spedito direttamente dalla Cina.

     

    Quello che vorrei sapere è se ci si può fidare di questi telefoni, se funzionano, se fanno il loro dovere, se arrivano o se ti vengono sequestrati in dogana e/o solo per il loro acquisto ti trovi le guardie di confine che ti prelevano nottetempo e ti portano nel più disagiato carcere di un cantone montano elvetico...

     

    Qualora ci fosse qualcuno che lo ha provato o possiede un chinafonino sarebbe così lieto di darmi delle informazioni?

     

    Naturalmente non pretendo che per 80 euro abbia le stesse funzioni dell’iPhone originale, mi interessa solo sapere se mi trovo o non mi trovo un costoso pezzo di plastica o un originale quanto scomodo fermacarte piuttosto che un onesto telefonino. Va bene che 80-100 euro non sono una gran cifra ma mi tirerebbe il culo buttarli dalla finestra. Considerate che a Parigi chiedo acqua del rubinetto per evitare di pagare 10-11 euro una bottiglia da mezzo litro, questo per darvi un’idea della mia parsimonia.

     

    Astenersi per favore da commenti sul tenore “è roba da morti di fame”; “è da sfigati comprare un iPhone finto” o da lezioncine di etica spicciola su come sia sbagliato comprare prodotti contraffatti. Considerate che se domani i cinesi si inculassero le imprese del mondo intero a me non me ne fregherebbe un’emerita minchia, anzi...


    Pensieri e parole di kendostoe | 12:44 | commenti (7)


    giovedì, ottobre 22, 2009
     
    SUL POSTO FISSO

    Stavo leggendo la spassosissima querelle su Tremonti, Berlusconi e il posto fisso, mai spassosa quanto un’uscita umanitaria di Fini, che ha promosso e dato il nome ad una legge draconiana e disumana contro l’immigrazione, a favore degli extracomunitari.

     

    Poi ho pensato che comunque sono parole e concetti che vengono dalla destra italiana, quindi da una destra che ha le sue radici nelle camere dei fasci e delle corporazioni, quindi non una destra liberale e liberista. Infatti, e le parole sono importanti, si parla di posto fisso.

     

    Io che pure sono un comunista mangiabambini, quando penso al diritto al lavoro e al reddito, non dico posto fisso ma preferisco dire lavoro stabile.

     

    L’espressione posto fisso ha in sé un retrogusto democristiano, assistenzialista, corporativo, mafioso, statico, parassitario. E poi per temperamento a me piace muovermi, cambiare. Passare una vita con gli stessi colleghi a fare le stesse cose nello stesso posto trovo che sia una prospettiva avvilente.

     

    Quindi sono per il lavoro stabile, ma non per il posto fisso. Voglio essere garantito nel mio diritto al lavoro e al reddito ma non voglio essere inamovibile né scontrarmi nelle mie attività con l’arroganza tipica degli inamovibili.

     

    Devo sviluppare meglio il tema ma credo che qualcuno abbia già capito il mio discorso e badate bene, il mio è un discorso profondamente "di sinistra".


    Pensieri e parole di kendostoe | 16:10 | commenti


    giovedì, ottobre 15, 2009
     
    TECNICHE DI SEDUZIONE

    Tempo fa avevo parlato di un mio cugino e di sua moglie. Ternano lui, di Torino lei, si sono conosciuti su internet mediante una chat, si sono incontrati e lei ha deciso di trasferirsi a Terni, si sono sposati, hanno avuto un figlio e devo dire, alla luce di alcune giornate passate in loro compagnia, che sono lo specchio di una coppia sana e innamorata. Nei giorni passati con loro mai visto un segnale di nervosismo. Clima disteso, loro due sempre sorridenti, lei poi è una ragazza molto carina e molto simpatica, ha un grandissimo entusiasmo e le piace moltissimo vivere in Umbria, ammira in particolare la spontaneità, la semplicità e la simpatia dei ternani contrapponendola ad una certa freddezza e chiusura dei suoi concittadini piemontesi.

     

    Nella rappresentazione di questa coppia da parte del resto della mia famiglia ho ritrovato la conferma ad alcuni miei vecchi corollari sul  non fighismo. Mia zia addirittura tende ad esorcizzare il fatto che si sono conosciuti in chat dicendo che suo figlio ha conosciuto la moglie durante un non meglio identificato “corso a Torino” e in una discussione ci ha tenuto a specificare più volte che suo figlio è sposato con una di Torino “ma che lei è comunque una brava ragazza” e che “mio figlio ha comunque avuto anche tante ragazze del posto”. Questa insistenza sul fatto che un uomo abbia avuto ragazze del posto e sull’iniziale diffidenza verso chi viene da fuori altro non è che la conferma all’iperconvinzione secondo la quale esiste una proporzionalità inversa tra il grado di avvenenza di un uomo e la distanza della ragazza dal luogo di origine e che il massimo dei punti-integrazione è dato dal trovarsi la ragazza sotto casa. Del resto anche mia madre dice che mia moglie è straniera ma al suo paese “non le mancava niente”.

     

    Faccio questo lungo preambolo per dire che conoscere la ragazza sotto casa per me, e penso di parlare anche a nome di tutti i non fighi, è sempre stata una cosa di una difficoltà di gran lunga superiore rispetto al montare una cucina dell’Ikea, compresi gli allacciamenti elettrici e idrici, bendato e con una mano sola.

     

    Mi chiedo veramente se oggi mi trovassi single a Terni come potrei solo conoscere un qualche esemplare di sesso femminile e se togliessimo internet quali sono in una media città di provincia italiana per un non figo, e bada bene quella del non fighismo è una categoria che per la allucinanti logiche domanda-offerta si va ampliando a fasce di popolazione che una volta ne erano escluse, gli strumenti per poter conoscere delle donne.

     

    Per qual poco che frequento la vita notturna noto una realtà che per il ternano “normale” quindi “non figo” è pane quotidiano. Mettiamo che in un “Rock Garden” di Narni qualsiasi ci sono 1.000 persone, di questo totale le ragazze sono 200, di queste 150 stanno con il fidanzato, altre 30 sono “gruppettate” in gruppi misti e di difficile identificazione, tanto difficile l’identificazione tanto facile procurarsi una frattura maxillo-facciale in caso di incauto approccio, 20 sono ragazze sole. Se aggiungiamo che l’età media dei frequentatori di questi luoghi e da scuola dell’obbligo ecco completato il quadretto.

     

    A Terni vedo i miei coetanei single iscriversi ai corsi più disparati (rifiuto di pensare che un qualsiasi maschio medio pensante possa ritenere una cosa gradevole partecipare a corsi di balli latini). Addirittura e posterò al più presto le foto dei manifesti perché sono una cosa esilarante, la locale azienda sanitaria locale promuove “incontri e riunioni per single”, ci pensate? Lo Stato che vi aiuta a trovare la donna… Vorrei solo prendere parte a questi incontri giusto per avere un’idea dei partecipanti. Mia moglie mi riferisce che i siti e i forum “femminili” in lingua italiana dove in genere si parla di mamme, di figli e cose del genere, sono frequentati per buona parte da uomini in cerca di approcci talvolta sfacciati ma spesso piuttosto timidi.

     

    A Basilea, al contrario e a dispetto del luogo comune che vuole gli svizzeri come chiusi e poco disponibili al dialogo, nelle sempre rare uscite serali per locali o per concerti capita sempre di parlare con qualche coetanea, non voglio fare il presuntuoso e dire che appena esco catalizzo figa, ma succede di ricevere qualche approccio da donne magari non bellissime (ma che a me che non cerco la “figona” sia chiaro, piacciono) ma comunque simpatiche e virtualmente “disponibili” per le quali in altri tempi avrei dato via non so che cosa.

     

    Considerando comunque che il tasso di natalità, seppur basso, non è a zero e che alla fin fine anche i brutti e i non fighi si sposano mi chiedo, e me lo chiedo veramente, come cazzo fanno. Sono io che la faccio difficile o è veramente così complicata?


    Pensieri e parole di kendostoe | 12:37 | commenti (21)